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Nuovo Dpcm, Conte: “obiettivo evitare un lockdown generalizzato”

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di FLAVIO DIOGRANDE

Emanate le nuove misure per contenere l'emergenza Covid, mentre il numero dei contagiati continua a salire. Nel decreto, firmato dal premier Giuseppe Conte e dal ministro Roberto Speranza dopo l’approvazione del Comitato tecnico scientifico e delle Regioni al testo definitivo, si legge che le disposizioni «si applicano alla data del 14 ottobre e sono efficaci fino al 13 novembre 2020»


Divieti, limitazioni e raccomandazioni: con le regole introdotte nel nuovo Dpcm, il Governo tenta di scongiurare gli effetti nefasti della nuova ondata di contagi che sta mettendo in ginocchio mezza Europa, come affermato dallo stesso Presidente del Consiglio durante l’ultima conferenza stampa: «La curva sta risalendo lo vediamo negli ultimi giorni in tutta l’Ue sta risalendo. Non ci possiamo permettere distrazioni e abbassare il livello di attenzione e concentrazione. Le nuove regole anti contagio comporteranno sacrifici ulteriori ma siamo convinti che rispettando queste misure potremo adeguatamente affrontare questa nuova fase».

Oltre a quanto già normato dal decreto-legge 7 ottobre 2020, n. 125, riguardo all’uso obbligatorio della mascherina sia al chiuso che all’aperto, salvi i casi in cui «sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali», e fatta eccezione per «i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina e per coloro che interagiscono coi predetti» (Articolo 1 - Misure urgenti di contenimento del contagio sull'intero territorio nazionale), il decreto prevede restrizioni per le attività scolastiche, lo sport, le feste e gli assembramenti.

Resta confermata la possibilità per i presidenti di Regione di adottare ordinanze più restrittive rispetto alle misure imposte dal Governo, purché siano concordate con Roma.

Nel dettaglio, per quanto concerne le attività didattiche, «sono sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche, tutte le gite scolastiche e le uscite a fini didattici, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, nonché le attività di tirocinio».

Nessun divieto per le manifestazioni fieristiche e i congressi, mentre la novità maggiore rispetto ai precedenti Dpcm riguarda la sospensione delle «attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso. Sono vietate le feste in tutti i luoghi al chiuso e all’aperto», mentre restano consentite, in ottemperanza all’adozione dei protocolli e delle linee guida vigenti, «le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose con la partecipazione massima di 30 persone». Con riferimento alle abitazioni private «è fortemente raccomandato di evitare feste, nonché di evitare di ricevere persone non conviventi di numero superiore a sei».

«Non manderemo le forze di polizia nelle case private – ha detto Conte –. Però dobbiamo migliorare i comportamenti anche nelle nostre abitazioni, l’evoluzione della curva si è innalzata

soprattutto per dinamiche in ambito familiare e amicale. Feste e party sono situazioni di insidie pericolose».

Fissati limiti e restrizioni anche per i locali pubblici: «Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite sino alle ore 24.00 con consumo al tavolo e sino alle ore 21.00 in assenza di consumo al tavolo; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l'attività di confezionamento che di trasporto, nonché la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dopo le ore 21 e fermo restando l'obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro». Alle Regioni e alle Province autonome si assegna la responsabilità di accertare «la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori» e di individuare «i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi».

Incentivata, ove possibile, l’adozione dello smart working, il decreto consente lo svolgimento degli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, da concerto, cinematografiche e in altri spazi purché sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale, con il numero massimo di 1000 partecipanti per spettacoli all’aperto e 200 in luoghi chiusi. Restano sospesi, si legge nel documento, gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni previste nel decreto, ma «le Regioni e le Province autonome possono stabilire, d’intesa con il Ministro della Salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi».

Riguardo alle discipline sportive, il Dpcm prevede la possibilità di svolgere attività motoria all’aperto e presso palestre, piscine e centri sportivi, nel rispetto delle norme di distanziamento fisico e senza alcun assembramento. «Sono vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere amatoriale», seguendo l’indicazione degli scienziati che ritengono queste una pericolosa fonte di contagio, dato che il Covid-19 si trasmette attraverso il droplet che aumenta nel momento in cui si fa attività fisica. «Lo svolgimento degli sport da contatto è consentito da parte delle società professionistiche e ‒ a livello sia agonistico che di base ‒ dalle associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP), nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi».

Consentita, infine, per gli eventi e le competizioni sportive la presenza di pubblico «con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1000 spettatori per le manifestazioni sportive all’aperto» e 200 in luoghi chiusi, garantendo la distanza di un metro, la misurazione della temperatura all’ingresso e l’utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie. «Le regioni e le province autonome, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire, d’intesa con il ministro della salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi e degli impianti».

ansa.it