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No ad ogni autonomia differenziata

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Il referendum del 20-21 settembre ci ha consegnato due visioni di democrazia. La prima, decisionista ed efficentista, che punta al rafforzamento del potere esecutivo e la seconda, pluralista e inclusiva che punta sul Parlamento quale luogo della decisione politica attraverso il confronto e la sintesi delle idee.


La prima visione di democrazia è stata fatta propria dai sostenitori del sì, invaghiti della vocazione maggioritaria di una sinistra che negli ultimi trent'anni ha perso la memoria genetica del proprio dna e "la fa da padrona" nelle proposte di revisione della Costituzione e della legge elettorale, che allontanano sempre più la forma di governo "pretesa a colpi di maggioranza" dalla visione costituente: dalla legge elettorale proporzionale, con alta soglia di sbarramento che taglierà fuori dal Parlamento i partiti minori in virtù della legge del più forte, esasperando gli effetti maggioritari indiretti del taglio dei parlamentari, alle proposte sul bicameralismo, ancora confuse, sino a giungere al processo di autonomia differenziata, che è legato proprio a quella visione di democrazia competitiva (maggioranza vs opposizione) che mira a esaltare la logica dell'efficienza territoriale a discapito del principio unitario che esige una visione delle autonomie inclusiva e solidale.

In questo contesto altamente fluido e rischioso per la tenuta democratica del sistema istituzionale e della coesione sociale, l'azione di presidio dei comitati territoriali è quanto mai urgente e imprescindibile: il Comitato nazionale per il ritiro di ogni autonomia differenziata, l'Unità della Repubblica e la rimozione delle diseguaglianze rilancia la mobilitazione territoriale contro l'autonomia differenziata e contro tutte quelle revisioni della Costituzione che alterandone i principi fondativi sono ad essa direttamente o indirettamente collegate.

Crediamo necessario che ognuno di noi assuma consapevolezza della drammatica situazione in cui versa il Paese. Di conseguenza, proponiamo che ciascuno dei coordinatori locali cominci a ricontattare i membri del comitato; a riflettere su iniziative che possono essere messe in atto; a procedere con una informazione capillare che coinvolga un numero crescente di persone sulla necessità di unirsi per fronteggiare insidie via via più pressanti.

Attendiamo vostre notizie e - nel frattempo - riflettiamo su tempi e modi per un prossimo incontro di condivisione e rilancio della mobilitazione. E' sempre più importante tessere legami, stare uniti sul nostro scopo, ampliare rigore informativo e comunicazione. Riconfermarci come voce critica e consapevole, opponendoci alla distrazione generale artatamente incoraggiata sul tema della autonomia regionale differenziata, progetto eversivo che rischia di pioverci addosso improvvisamente e definitivamente.

L’esecutivo del Comitato nazionale per il ritiro di ogni autonomia differenziata, l'Unità della Repubblica e la rimozione delle diseguaglianze

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