Il SudEst

Monday
Aug 20th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Politica Politica Nessun essere umano è clandestino sul pianeta Terra

Nessun essere umano è clandestino sul pianeta Terra

Email Stampa PDF

di CARMELA BLANDINI

L'immigrazione non è sempre una radiosa opportunità,

 

soprattutto perchè la maggior parte delle persone forse preferirebbe starsene a casa sua, se avesse di che mangiare, se non fosse perseguitato politico o se non fosse vittima di guerra.

Essere immigrato in Europa, o in Italia in particolare, significa essere spesso malvisto, additato come clandestino o perfino trattato alla stregua di uno schiavo, e sono tantissimi i braccianti agricoli extracomunitari che vengono pagati pochissimi euro al giorno per dodici ore di lavoro. E’ una situazione incresciosa che, per ovvi motivi, nasce dal fatto che nessuno  tutela gli immigrati “clandestini” che lavorano e che sono lasciati in balia di organizzazioni criminali che vendono la forza-lavoro di questa gente alle imprese locali degli italiani che ne approfittano.

Questo è anche uno dei motivi dei tanti sbarchi di immigrati a cui assistiamo sulle coste della Sicilia. Chi parte dall’Africa, in special modo, ha i sintomi di una fame arretrata impressi sul corpo sin dalla nascita e sono questi sintomi disperati che fanno affrontare un viaggio pericolosissimo in balia dei venti marini e delle mani di scafisti senza scrupoli.

Ma l'immigrazione è anche un movimento naturale perchè l'uomo "si sposta" per vivere meglio o semplicemente perché è attaccato alla speranza di vivere meglio. I movimenti migratori sono insiti nella storia dell’umanità sin dai suoi albori e se così non fosse stato, forse, non si sarebbe mai formata una popolazione di pelle bianca e occidentale che, storicamente, prende origine dallo stesso ceppo evolutivo degli africani.

Le grandi migrazioni sono fatte di storie che parlano soltanto di luoghi e dei loro abitanti, ma sono anche storie per coloro che viaggiano, che non hanno terre, o per coloro che la terra la possiedono tutta perché si sono appropriati anche delle risorse che la Natura aveva posto nelle terre degli altri.

Non dimentichiamo lo sfruttamento, ormai secolare, che la cosiddetta civiltà occidentale  ha perpetrato nei confronti dei paesi del terzo mondo che sono stati “saccheggiati” delle loro risorse minerali, del sottosuolo, alimentari e ittiche e quindi “vitali”, il mare Mediterraneo, ad esempio, è stato “dragato” dai pescherecci italiani fino al limite della sopportazione e adesso non è più il paradiso pescoso che sfamava tutti gli abitanti delle sue coste.

L’avidità degli occidentali e il loro uso insensato della tecnologia ha provocato carestie, sfruttamento, accordi con mostruosi dittatori del terzo mondo e quindi guerre e torture, insomma un costante e imperialista ladrocinio di risorse umane e di possibilità di vita e lavoro per tanti popoli del sud del mondo.

Potrei arrivare persino a ricordare l’orrenda  tratta degli schiavi in America e, in tempi più recenti, la tratta delle donne dell’Est, ma anche di altre parti del mondo, sfruttate per la prostituzione.

Naturalmente alcuni immigrati si spostano anche con l’intento di delinquere, ma la sicurezza dei cittadini  dovrebbe essere una massima competenza degli organi di sicurezza e non una semplice denuncia dopo che i criminali hanno agito.

La legge Bossi-Fini invece  ha bollato indiscriminatamente tanti soggetti storici, tante persone con un retroterra culturale diverso da quello italiano, come “clandestini”. Nel fare questo ha creato anche tutta una serie di luoghi comuni che, riportati di bocca in bocca, hanno acceso scintille di razzismo perfino dove prima non c’era.

Che i centri di accoglienza e i clandestini tenuti in carcere siano “costosi” è un luogo comune che usano quelli che vogliono portare argomenti assurdi contro l'immigrazione, approfittando del fatto che quasi nessuno conosce la situazione disastrosa e penosa che si vive nei centri di raccolta e quasi nessuno conosce la situazione pesantissima di molte carceri a causa del sovraffollamento dovuto anche ad una legge che stabilisce che essere clandestino è già un reato.

Le statistiche però non dicono che di quei 200  euro giornalieri, che ci costa un extracomunitario o un detenuto, ne vengono spesi per il sostentamento della persona specifica soltanto circa 10 euro, il resto serve per mantenere l'apparato di controllo compresi gli agenti, gli assistenti, gli operatori della sorveglianza, gli amministratori ecc. i quali, tuttavia, sono sempre di meno e insufficienti per la mole di lavoro che svolgono.

La mancanza di comunicazione adeguata ed equa da parte del ministro dell’Interno può dunque risultare deleteria come quella stessa legge voluta da Bossi e Fini, che ignora il senso di giustizia e umanità dovuto a tutti gli esseri umani, senza contare l’incapacità, sempre da parte del governo, di interessare l’Unione Europea alla  costruzione di accordi bilaterali decisivi con gli altri Paesi e validi per tutta l’Europa.

Nel mondo le crisi migratorie sono anche causate dalle guerre ostinate e distruttive, che  inducono la gente a sfuggire a bombardamenti e persecuzioni e sarebbe assurdo trattare tutti gli immigrati extracomunitari allo stesso modo, quindi toccherebbe all’Europa farsi carico di “corridoi umanitari” adeguati alla salvaguardia dei Diritti di ogni persona che arriva anche sulle coste della piccola Sicilia, la quale una volta accoglieva  tutti e salvava le vite di povera gente stremata e spaventata dal proprio stesso coraggio.

Se si osserva il passato dall’oggi, gli “atti fondativi” del presente si moltiplicano in un “limes” temporale frastagliato, sfumato, oppure incuneato profondamente in epoche lontane sull’onda della lunga durata. Un governo dovrebbe insegnare che le epoche non finiscono se la domanda di cambiamento non finisce e che il mondo attuale, così nuovo e complesso, ha profonde radici nel passato.

Un governo dovrebbe dirigere il suo popolo verso una cittadinanza consapevole e ampia che non abbia paura del diverso ma che sia guidata da leggi rispettose dei diritti di tutti e che indicano una strada autorevole e non autoritaria, accogliente ma non permissiva, una cittadinanza fondata sull’assioma che “nessun essere umano può dirsi clandestino sul pianeta Terra” perché altrimenti lo chiameremmo “extraterrestre”.

I movimenti migratori sono inarrestabili e per questo bisognerebbe regolarli con oculata giustizia, perché il dare addosso al "diverso" facendo di tutta l'erba un fascio è riduttivo e denigratorio per chi lo fa...

 

(disegno fatto da un detenuto extracomunitario)