Il SudEst

Monday
Dec 18th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Politica Politica La Ministra Fedeli chiede il voto ai docenti

La Ministra Fedeli chiede il voto ai docenti

Email Stampa PDF

di VALERIA BRUCCOLA

Una provocazione politica di stampo renziano?

 

 


In un noto programma radiofonico di satira, la Ministra Fedeli ha fatto un bilancio di fine mandato del proprio operato. Nella lunga intervista rilasciata, immagino condotta con trabocchetti e toni fintamente provocatori, come si conviene ad un programma come quello in cui era ospite, l'illustre ospite ha toccato vari temi e le questioni sulle quali si è impegnata in questo anno abbondante di mandato. Come ha fatto anche in altre occasioni, si è ritenuta soddisfatta di aver saputo rispettare il proprio obiettivo, ovvero quello di aver garantito l'apertura dell'anno scolastico in corso con tutti gli insegnanti al proprio posto. Peccato che taccia tutto il resto e, in linea con stile mistificante che va di moda in questi anni, ha omesso di raccontare ciò che non tutti sanno, che questa promessa è stata mantenuta assumendo a tempo determinato migliaia di precari (e anche oltre l'inizio delle attività scolastiche), dopo la propaganda renziana che prometteva di azzerare il precariato storico. Certo, si potrebbe dire che non è sua colpa diretta, ma anche che il Paese non aveva bisogno di una linea di continuità con il penultimo governo, disastroso per la scuola. Tuttavia, l'attuale Ministra non ha fatto altro che seguirne le orme in maniera pedissequa, affrettandosi a firmare i decreti attuativi di una legge di riforma della scuola bocciata dalla scuola stessa. Bocciata, quindi, anche la Ministra, insufficiente da tutti i punti di vista, a cominciare dal suo curriculum politico, assolutamente estraneo al mondo della scuola, ambito sul quale invece ha avuto ampio potere. La Ministra ha taciuto anche che molti dei precari assunti per coprire il fabbisogno scolastico, per il quale si è dovuto ricorrere persino ad assunzioni fuori graduatorie, a causa del blocco imposto dal Parlamento, nel quale siede anche lei stessa, al loro aggiornamento,  non percepiscono lo stipendio da settembre. Questa cosa, di cui nessuno parla, è gravissima se si pensa che nella maggior parte dei casi si tratta di docenti assunti in contesti disagiati e periferici, quelli residuali che nessuno sceglie mai. Che dire, poi,  dell'affermazione secondo la quale il Ministero, sotto la sua guida politica, ha lavorato molto, anche a luglio e ad agosto. Dov'è l'eccezionalità della cosa? Può un Paese in grave difficoltà come il nostro, permettersi il lusso di non avere una guida amministrativa per ben due mesi? Siamo all'assurdo, presentare come eccezionale qualcosa che dovrebbe essere normale e vantarsene. Se la Ministra vuole un voto, bocciata anche su questo!

Forse per recuperare consenso, in questo anno di mandato, la Ministra ha rivolto più volte il suo sguardo ai giovani, più che ai dipendenti del suo Dicastero. Ha spinto per la realizzazione dei licei brevi, ha enfatizzato l'uso del cellulare in classe, ha agito, eliminandolo, sul voto di condotta e sugli esami di maturità, che saranno decisamente più rilassanti per i futuri maturandi, rispetto alla modalità attuale. Su tutti questi temi abbiamo scritto tanto, criticando aspramente tutte le affermazioni a sostegno di ogni singola questione, quindi non ci ripeteremo. Ma è importante sottolineare ciò che, dal nostro punto di vista, accomuna tutte queste  dichiarazioni, ovvero la totale mancanza di lungimiranza politica, di conoscenza del contesto, di padronanza delle più elementari acquisizioni in ambito didattico, pedagogico, l'assenza di confronto, di ascolto e di considerazione di chi la scuola la fa e la vive tutti i giorni ma anche degli studi accademici a riguardo.

Forse la Ministra ha sottovalutato la necessità di un curriculum adeguato nell'ambito che con tanta solerzia ha voluto caratterizzare con il suo mandato, durante le visite alle scuole di cui si è vantata anche durante l'intervista citata. Anche questa non è sua colpa diretta ma della compagine politica che l'ha individuata e nominata, mettendola alla gogna e nel mirino mediatico e politico dei suoi avversari. Tuttavia, la maggioranza politica di cui la Ministra è rappresentante ha proseguito su una scia pericolosa, sia per il Paese che per se stessa, quella dell'arroganza istituzionale e della mistificazione della realtà, una realtà, quella della scuola statale, che tuttavia vive e subisce e che difficilmente potrà valutare positivamente il suo operato, indipendentemente dalle ideologie politiche dei singoli.  E se la Ministra stesse pensando ad un “voto” alle prossime elezioni? Concludiamo con ironia questo breve commento, perché i fatti hanno parlato da soli, in questo anno di mandato, e una valutazione del suo operato, come del Governo di cui la Fedeli fa parte, non potrebbe mai essere soddisfacente, specie per i risultati prodotti.