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Diploma magistrale e ricorso in Cassazione tra possibilità e incertezze

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di VALERIA BRUCCOLA

In questi giorni sarà depositato il ricorso in Cassazione

 

che interessa in gruppo dei ricorrenti diplomati magistrali che avevano richiesto l'inserimento in Graduatoria ad Esaurimento, coinvolti direttamente dalla sentenza dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, il cui testo riguarda comunque tutta la categoria. Per questa ragione, tutte le organizzazioni e gli Avvocati che hanno rappresentato i docenti con il titolo di diploma magistrale nell'ambito di numerosi ricorsi similari, si sono coordinati per presentare un ricorso unitario, dal momento che, come successe per la Sentenza suddetta, l'esito che scaturirà dalla Corte di Cassazione ricadrà sull'intera categoria.

Sebbene questa azione legale sembra sia un atto dovuto, molte forze in campo convergono nel ritenere inevitabile la ricerca di una soluzione politica alla vicenda preferibilmente prima di qualsiasi altro pronunciamento negativo che non si può escludere a priori. Non si potrebbe altrimenti, infatti, vista la difformità che caratterizza gli esiti dei ricorsi che hanno proposto i docenti diplomati magistrali e che hanno portato a diversi e fortuiti risultati individuali, a seconda delle province di appartenenza e delle date in cui sono stati discussi i ricorsi stessi. In uno Stato di diritto, è inaccettabile che persone con medesimi requisiti subiscano gli effetti diversi di azioni legali che soltanto per mera casualità hanno avuto tempi e corsi differenti. Docenti in ruolo, docenti con sentenza di merito definitiva positiva, docenti che hanno visto respinti i propri ricorsi, insomma un vero caos.

A tutto questo va aggiunto che la condizione dei diplomati magistrali è stata determinata dalla precisa volontà politica di non bandire concorsi e di continuare ad utilizzare sia loro che altre categorie di docenti come precariato a basso costo, senza preoccuparsi della loro progressione in carriera o delle ripercussioni che l'utilizzo reiterato del precariato hanno negli anni determinato sul sistema.

Oggi, vista la complessità della vicenda, non si può che invocare una soluzione definitiva e organica, che tenga conto delle differenti sfaccettature della categoria ma anche degli interessi divergenti incarnati da altre categorie di docenti del medesimo ordine di scuola che, frutto di normative stratificate, avanzano altrettanti e fondati diritti.

Visto il vuoto istituzionale generato dalle ultime elezioni politiche, la via della risoluzione politica è stata fatta slittare dall'esecutivo uscente ma, fino a quando non si avrà una nuova maggioranza di Governo, non si potrà che rivolgerci all'attuale dirigenza del MIUR per chiedere di risolvere ciò che non hanno voluto affrontare finora, applicando buon senso e lungimiranza e ricordando che ciò che dovranno garantire è l'equità finora disattesa dagli eventi, pena un ricorso alla Corte Europea che già, in molte occasioni, ha condannato l'Italia.