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La tortura

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di CARMELA BLANDINI

Un reato vergognoso e la sua legge


La Meloni ha scritto su Twitter che la legge sul reato di tortura “impedisce agli agenti di fare il proprio lavoro”.

Il reato di tortura, una legge ancora appena nata e ancora troppo blanda per essere del tutto efficace, dovrebbe essere una garanzia per tutti i cittadini italiani e anche per gli  stessi agenti, sia mentre fanno il proprio lavoro e sia quando sono senza divisa.

Per raccattare voti si può dire qualunque cosa?   È questa la politica che dobbiamo sopportare?

Comunque quello che dice la Meloni non è vero, anche perché in questo anno che è trascorso dall’approvazione della legge sul reato di tortura, Luglio 2017, nessun tribunale italiano ha condannato nessuno per questo reato.

Le peripezie della legge  erano state accelerate quando, nel  2015, la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo condannò  l’Italia per la condotta tenuta dalle forze dell’ordine durante l’irruzione alla scuola Diaz al G8 di Genova del 2001, dove secondo i giudici le azioni della polizia ebbero «finalità punitive» con una vera e propria «rappresaglia, per fare provare umiliazione e sofferenza fisica e morale alle vittime».

La Corte europea parlò quindi di «tortura» e invitò l’Italia a «dotarsi di strumenti giuridici in grado di punire adeguatamente i responsabili di atti di tortura, o altri maltrattamenti,  impedendo loro di beneficiare di misure in contraddizione con la giurisprudenza della Corte».

Tuttavia quello che hanno ottenuto  dal governo italiano,  le persone “pestate” alla Diaz, è stato solo un risarcimento per un misero totale di 45mila euro e e sei di loro sono state anche condannate a pagare le spese processuali.

Dunque, in Italia, nessuno impedisce agli agenti di fare il proprio lavoro, ad esempio  c’è stata una sentenza che dice che Stefano Cucchi si è picchiato da solo e l’appuntato  Casamassima, che ha fatto riaprire il caso con accuse precise a chi ha picchiato Stefano,  è stato trasferito, sollevato dalle sue mansioni  e minacciato. In Italia può capitare che qualcuno si riempia di bastonate da solo.   Quello che non è mai capitato, ad esempio,  è di vedere i visi degli agenti che, con il casco antisommossa,  fermavano e picchiavano gli insegnanti che protestavano contro la “brutta” scuola di Renzi.

Il  dissenso  dimostrato pacificamente contro i poteri forti è un atto di Libertà e nessuno dovrebbe mai impedirlo, così come nessuno lo ha impedito, in passato, agli attuali esponenti di governo. Infatti, chi ha coraggio, deve esprimere il suo dissenso  contro gli eventuali errori del governo, di qualsiasi governo in qualunque parte del mondo.

Al contrario, tutto quello che si fa o si dice contro la parte più debole della società, contro chi è in stato di arresto e ammanettato, contro i detenuti che sono rinchiusi dentro un carcere, contro le persone che non possono difendersi, contro gli inermi, non è più dissenso ma diventa disprezzo per la vita umana.

Noi cittadini dobbiamo poterci “fidare” delle Forze dell’ordine e della possibile “uguaglianza” della Giustizia.

“La Giustizia deve essere equa e portare al perdono. Non c’è Giustizia finchè tutti non siano soddisfatti, persino quelli che ci hanno fatto un torto e meritano una punizione. Non dobbiamo soltanto punire i colpevoli, dobbiamo cercare di guidarli alla salvezza.” (cit. da -Shantaram- di Gregory David Roberts).

L’attuale legge sul reato di tortura lascia ancora troppo spazio discrezionale ai giudici per essere veramente efficace, sia perché  il singolo atto di violenza brutale di un pubblico ufficiale su un arrestato potrebbe non essere punito  se il giudice non lo reputa  punibile, e sia perché  la norma prevede  che  vi è tortura solo  se dopo un verificabile trauma psichico. Quest’ultima osservazione  è, a dir poco, spesso impossibile.

Ma è anche incredibile che la legge insista nel limitare la tortura ai soli comportamenti ripetuti nel tempo.

Dunque è già chiara la volontà del legislatore di proteggere, a qualunque costo, gli appartenenti all’apparato statale, anche quando commettono gravi violazioni dei diritti umani.

Io però credo che alla Meloni disturbi anche un’altra faccia della legge e cioè: -La nuova legge vieta le espulsioni, i respingimenti e le estradizioni quando c’è motivo di credere che nel paese di destinazione la persona sottoposta al provvedimento rischi di subire violazioni “sistematiche e gravi” dei diritti umani.

In questa Italia attuale si vogliono ignorare i Diritti Umani e, purtroppo, sembra esserci  un disegno, della parte estremista  della politica di Destra, di assoggettare  il  popolo italiano con il potere della forza e non con il rispetto dei Diritti di tutti.

Testo della Legge approvata:

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DDLMESS/0/1023042/index.html