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A Verona di scena la vergogna

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di MATTEO BUSSOLA

Dora è una quindicenne di cittadinanza italiana, nata e residente a Verona, che chiede di iscriversi a un concorso canoro locale.



Scopre di non poterlo farlo fare, e sapete perché? A causa del colore della sua pelle. Non c'entra che Dora abbia regolare residenza, e che dunque nei suoi confronti sia stata esercitata un'intollerabile discriminazione non solo umana, ma pure anticostituzionale. Non importano la sua cittadinanza e le sue qualità vocali, non contano niente, perché lei è e resterà una "straniera" anche se è nata qua, e questo fa tutta la differenza che conta. Glielo dice chiaro uno degli organizzatori, la sua risposta è nello screenshot qui sotto, vi invito a leggerla senza riuscire a vomitare.

E, sì, io abito qui.

E, no, nella mia città non siamo tutti così, per fortuna.

Proprio per questo vi invito a dare a questo post massima diffusione, affinché il razzismo e l'odio possano trovare qui sempre meno spazio. Perché gli xenofobi potranno pure essere italiani "di fatto", come si definiscono loro e dimostrando di ignorare pure la storia di questo paese, che è nato e cresciuto grazie a mescolanze di ogni genere.

Ma quel che deve risultare evidente a tutti, invece, è solo quanto siano stronzi "di certo".


La pubblicazione del post di Matteo Bussola è stato regolarmente autorizzata dall’Autore che ringraziamo per averci concesso l’opportunità di una ulteriore riflessione su un fenomeno dilagante al quale è necessario porre un argine. Simili episodi di intolleranza sono indegni di una società civile e qualificano chi li compie come volgari e rozzi xenofobi.

A Dora, tutta la nostra umana solidarietà. (m.g.)