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“Regalaci 5 minuti”

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di VALERIA BRUCCOLA

La richiesta “delicata” dei parlamentari del PD per scrivere il programma elettorale

 

 

Le associazioni del mondo dell'educazione non formale sono state invitate martedì 5 dicembre nell'Auletta dei gruppi parlamentari da alcuni deputati dei Dipartimenti Scuola, Terzo settore e Sport del Patito Democratico. A rivolgere il simpatico invito “Regalaci 5 minuti” è l'On. Malpezzi, responsabile scuola del PD, che ha presentato l'iniziativa volta a raccogliere idee, proposte, suggerimenti da offrire al suo partito, probabilmente in vista delle elezioni e della necessità di redigere il programma elettorale.

Apparentemente non c'è nulla di strano nel fatto che un partito chieda alla cittadinanza un confronto sui temi più svariati, primo tra tutti l'ambito dell'educazione, formale o non formale che sia, vista l'importanza cruciale del tema sia nella costruzione di una cittadinanza attiva, utile anche alla politica, sia per garantire un futuro al Paese. Ma alla luce di ciò che è accaduto dalla bozza del progetto riforma del sistema scolastico in poi, l'invito ad offrire proposte, suggerimenti ed idee al partito democratico è apparso a molti come una provocazione, se non un'offesa. A dimostrare l'assenza di entusiasmo, quando non una reazione assai indignata nei confronti dell'iniziativa e del modo di proporla, sono state le centinaia di commenti pesanti e taglienti indirizzati all'On. Malpezzi che ha dovuto incassare così, almeno dalle reazioni che si registrano, un insuccesso clamoroso. Forse si sarebbe aspettata che chi opera nel mondo della scuola o dell'educazione “non formale”, al quale era espressamente rivolto l'invito a partecipare, sarebbe accorso al richiamo, immaginando di poter condividere le proprie idee, evidenziare le proprie necessità e di vederle accolte e realizzate. Ma dopo le consultazioni farsa che hanno accompagnato la legge di riforma della scuola, le richieste cadute nel vuoto dopo decine di “pellegrinaggi” in tutte le sedi istituzionali e politiche abitate dall'attuale maggioranza, ogni richiesta di confronto appare un'ennesima perdita di tempo. Anche fosse fatta in buonafede, non capiamo come un partito che ha dimostrato arroganza e disprezzo della pluralità continuando sulle linee tracciate senza accogliere alcuna delle istanze provenienti dal mondo della scuola, possa aver cambiato di punto in bianco orientamento, come si possa essere ravveduto in poco tempo, viste le pallide ammissioni di renziana memoria, tardive e successive a dichiarazioni che rivelavano un'assoluta mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini sui quali sono state fatte cadere dall'alto scelte politiche discutibili e di senso opposto alle promesse elettorali. Altra cosa, ci chiediamo come sia possibile che un partito che si è finora vantato di aver chiaro dove condurre il Paese, quali fossero le cose giuste da fare, sbeffeggiando ogni istanza diversa, etichettandola come resistenza al cambiamento, abbia oggi bisogno di consigli, idee... Non è forse compito di un parlamentare avere idee da tradurre in leggi, avere idea di cosa sia giusto o sbagliato fare, conoscendo a menadito la situazione di una collettività, la normativa, le istanze che dai cittadini arrivano sui tavoli della politica ogni giorno? Perché raccogliere suggerimenti forse equivale a "farsi belli" davanti a potenziali elettori, rassicurandoli sulla presa in carico delle loro istanze. Tuttavia, leggendo i commenti sotto l'invito rivolto alle associazioni che si muovono nell'ambito dell'educazione, l'intento di coinvolgere attivamente per soli "5 minuti" i cittadini sui temi oggetto dell'incontro non è stato molto apprezzato, visti i trascorsi politici di chi lo ha avuto. Non si può chiedere con leggerezza a chi ha ripetutamente cercato di essere ascoltato altri cinque minuti senza essere inopportuni e poco credibili. Il tempo è prezioso per tutti, specie per chi lavora ogni giorno in mille difficoltà, specie nella scuola, sulla quale gravano anche le nuove pretese di stampo aziendale volute dall'attuale maggioranza senza investimenti, perché il tempo non si regala, non si concede a chi parla di produttività e che ha prodotto solo disastri. Non vogliamo scadere nella bieca opposizione ma è bene che la politica cominci a da avere rispetto dei cittadini, evitando di parlare con supponenza dalla torre d'avorio o di trattare con stucchevole leggerezza temi che invece imporrebbero un tempo di riflessione di diversa entità e, soprattutto, dopo la dimostrata inadeguatezza, inaccettabile da parte di chi ha avuto la pretesa di aver condotto con successo un Paese attualmente allo sbando politico e culturale.