Sedile 24 / Abbracci

Stampa

di IGOR SANTOS SALAZAR

La luce filtra dall'alto, da un cielo dove il blu è solo uno squarcio tra nuvole minacciose, e illumina un paesaggio di montagna, come tanti che, da lì a poco,

sarebbero divenuti tipici della concezione della natura di molti pittori romantici. Ma in questo paesaggio non vi è nulla che colleghi lo spirito con l'afflato poetico del Romanticismo. Goya è al di là di ogni etichetta artistica, irripetibile, e dalla sua unicità impone, allo sguardo e al paesaggio, la figura di due zotici armati di clava, pronti a scagliare l'uno contro l'altro i colpi della loro brutalità. La forza di questa immagine ha accompagnato drammaticamente molta della riflessione sulla politica spagnola delle ultime cinque generazioni. L'incapacità del dialogo, la vertigine della violenza, il gusto per la sopraffazione dell'avversario inteso soltanto come nemico sono temi topici nelle pagine di chi ha cercato e cerca di interpretare un paese complesso, lacerato, spesso ridotto a cliché, affogato nel suo labirinto. La forza dell'arte di Goya ha fatto il resto, riuscendo a fornire, su tela, gesso e carta, la metafora dipinta che illumina le tenebre del nostro essere peggiore. La sagoma dei due ottusi si è imposta, al punto di soffocare con la sua ombra anche i brevi periodi, talvolta brevissimi, in cui la clava è stata lasciata a terra e i rustici hanno preferito l'abbraccio.

In questi giorni i giornali riproducono l'immagine di un altro abbraccio. Quello che sigilla la coalizione tra socialisti e Podemos, dopo mesi buttati via in discussioni bizantine e reciproci attacchi. Se le cose andranno in porto, quell'abbraccio porterà al governo della Spagna, per la prima volta dal febbraio del 1936, una formaziona politica a sinistra del PSOE. Tutti sappiamo come finì quell'avventura, distrutta da un colpo di stato militare tramutato rapidamente in dittatura, con la speranza soffocata nei disastri della guerra, della stessa guerra eterna.

Non sono ottimista. Dentro e fuori dal quadro (e dalla fotografia) la clava, in Spagna, è l'unica a guadagnare consensi. Gli zotici guardano e aspettano solo il momento di lottare ancora, mentre il cielo si copre e il buio scende ancora come in una pintura negra di Goya.