Riapertura delle GAE per tutti gli abilitati

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di VALERIA BRUCCOLA

Sogno di una notte di mezz’estate!

 

Venerdì scorso, quando ormai tutto sembrava perduto, il precariato scolastico ha avuto un sussulto, dopo la diffusione dell'inatteso, quanto sorprendente, esito della votazione degli emendamenti al Decreto “Milleproroghe” al Senato, dando vita, specialmente sui social, sempre pronti a far rimbalzare notizie e commenti, ad una delle pagine più convulse di questo ultimo periodo. Dopo la definizione del Decreto dignità alla Camera, contenente la "soluzione" che la maggioranza di Governo ha messo a punto per i DM e gli altri abilitati di primaria e infanzia, di cui abbiamo già parlato la scorsa settimana, nella giornata di venerdì, appunto, è stato approvato "per errore" un emendamento al Decreto Milleproroghe, a firma di alcuni Senatori di LeU (prima tra tutte la Sen. De Petris) che definisce l'inserimento in GAE di tutti gli abilitati, senza alcuna eccezione, ivi compresi i diplomati magistrali, al centro della discussa, quanto mal digerita, "soluzione" della loro vicenda controversa e caratterizzata da contraddizioni e diseguaglianze, dopo l'ormai famosa sentenza del Consiglio di Stato.
E' facile immaginare con quale entusiasmo la notizia sia stata appresa, visto che la partita sembrava ormai inesorabilmente conclusa, con l'approvazione di alla Camera dei Deputati, con il Decreto Dignità, di un Concorso straordinario per diplomati magistrali e laureati in scienze della formazione primaria con almeno due anni di servizio nella scuola statale. Immediato è arrivato un chiarimento del Sen. Pittoni della Lega, Presidente della Commissione Cultura, la cui intenzione, a suo dire, era quella di precisare che si fosse trattato di un “errore”. In sostanza, per un errore del relatore di maggioranza, l'emendo è passato con una presunta approvazione del Governo, mai avvenuta, e che quindi, sempre secondo Pittoni, la cosa sarebbe stata oggetto di successiva e pronta correzione. Un "impiccio" scomodo per la maggioranza che dovrà correggere questa c”svista”. Non sembra facile che si possa annullare una votazione effettuata nel ramo più prestigioso del parlamento ma di sicuro l'eco che la vicenda ha avuto, a livello nazionale, non è un bel biglietto da visita per l'attuale maggioranza, accusata dai docenti precari di ogni categoria di non aver mantenuto le promesse preelettorali.

La Sen. De Petris, prima firmataria dell'acclamato emendamento, ha difeso il suo operato sostenendo che “se l’intenzione di cancellare l’emendamento fosse vera, la maggioranza giallo-verde, nonostante gli annunci in campagna elettorale, perderebbe l’opportunità di risolvere il problema del precariato, a partire da quello delle tante maestre e maestri della primaria e dell’infanzia", definendo le attuali scelte politiche una sostanziale "marcia indietro" che screditano l'intero sistema scolastico italiano.
Secondo Pittoni, tuttavia, l'accaduto non è altro che "uno spot di LeU" ma, dopo l'approvazione del Decreto dignità anche al Senato e la calendarizzazione del Milleproroghe alla Camera per il giorno 11 settembre, prevediamo un confronto "pirotecnico" dentro e fuori dal Parlamento, visto l'inevitabile sconcerto della categoria dei precari storici rispetto alla chiusura netta dell'attuale esecutivo sulla possibilità di valutare formule più adeguate alla situazione rispetto a quella individuata. Le GAE, ovvero le graduatorie dalle quali si reclutano docenti a tempo indeterminato, non sono un'istituzione "divina" e sono state chiuse e riaperte solo per volere dei legislatori. La loro attuale blindatura, per i precari della scuola, non ha nulla a che vedere con il rispetto delle sentenze, per effetto delle quali molti docenti sono definitivamente in GAE. La situazione attuale, infatti, è solo frutto di un mutato orientamento del Consiglio di Stato che, dopo numerose sentenze positive, ha deciso  lo scorso dicembre per il depennamento dalle GAE stesse, cosa che ha dato vista a nuove diseguaglianze, tutt'altro che accettabili sul piano del buon senso.
E mentre i precari, attraverso associazioni e gruppi autoorganizzati, si stanno già preparando per sostenere il Milleproroghe con azioni di piazza volte a spingere il Governo verso una revisione di quanto finora deciso, a Palazzo Madama si stanno arrovellando per risolvere l'increscioso “errore” in evidente contrasto con il Decreto Dignità appena approvato. La formula del concorso, infatti, come la creazione di una nuova graduatoria subordinata alle graduatorie di merito del concorso e delle graduatorie ad esaurimento, non è piaciuta alla categoria, visto il lungo precariato alle spalle che ciascun docente vanta, in particolar modo i diplomati magistrali per tredici anni bloccati dalla mancanza di concorsi e dal disconoscimento del titolo. Nulla di nuovo sotto il sole, quindi, il solito caos e le inevitabili contestazioni del mondo della scuola.


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