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Per Kelly, morto da invisibile

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di ANNALINDA LUPIS

Può capitare un incidente stradale a chiunque.

Soprattutto se si utilizza una bicicletta molto usurata, senza luci, senza catarifrangente. Soprattutto se si utilizza un percorso alternativo ad una strada trafficata, sufficientemente illuminata. Soprattutto se è una strada statale, in mezzo alla campagna e dove, le pochissime automobili in transito, sfrecciano veloci, poiché alla guida c'è un autista sicuro di non incontrare forme di vita umane tranne cani e gatti randagi. Può capitare un incidente stradale a chiunque soprattutto se il chiunque è un migrante con i documenti sospesi, appesi ad un filo invisibile. Soprattutto se il migrante si trova da ben tre anni in un vecchio albergo, chiamato Acos, trasformato in centro di accoglienza e questa accoglienza è fasulla, malgestita. Soprattutto malgestita al punto tale che gli accolti non sanno il nome del loro avvocato, vivono in piccole stanze per due persone e invece sono in sei, aspettando lunghe settimane prima di vedere un medico che li possa visitare. Soprattutto se aspettano da tre anni di conoscere il loro destino, fra commissione, diniego, ricorsi. Tre anni da invisibili. Invisibili al resto del mondo tranne che alle ordinanze delle prefetture italiane. Se sei un nigeriano sei in cima ad una lista. Se sei nigeriano e non hai i documenti devi nasconderti. Se sei nigeriano devi uscire poco e se esci per chiedere elemosina devi rientrare nel tuo poco accogliente rifugio scegliendo un percorso alternativo. Buio. Invisibile al punto tale che una automobile a forte velocità ti ammazza sul colpo. Invisibile al punto tale che il guidatore avrà pensato di aver ammazzato un cane. Invisibile e lui non si è neanche fermato. Oppure si è fermato e non ti ha visto. Oppure ti ha visto però sei invisibile, perché sei nero e ti mimetizzi nella notte. Kelly l'ho conosciuto nel febbraio del 2015. Era un venerdì sera in una piccola e fredda stanza dell'ex hotel Acos di Marsala. Kelly è morto da invisibile. Resterà un numero di protocollo nelle liste della prefettura di Trapani. Un numero di protocollo all'obitorio di Marsala. Un numero da cancellare nella lista della cooperativa che gestisce il centro. Un numero di faldone da eliminare nello schedario di un avvocato. Kelly sarà visibile solo nel ricordo di chi lo ha amato. Nel villaggio dove sua madre ancora non sa di aver perso un figlio. Nelle preghiere di chi ha condiviso con lui paure e speranze. Tre anni da invisibile per chi ha perso il significato del restare umani.

 


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