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Dove sono le tutele per gli studenti in alternanza Scuola-lavoro?

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di CARMELA BLANDINI*

L'alternanza facoltativa per tutti, come era prima della Legge 107/2015, metteva al sicuro gli studenti,

 

nel senso che potevano lasciare l'azienda che si comportava male nei loro confronti. L'alternanza obbligatoria, invece, la si può solo subire altrimenti non si viene ammessi agli esami di Stato. Purtroppo l’attuale governo e l’attuale ministro si sono incanalati sulla brutta strada del governo precedente, nel quale l’ex ministro Giannini non rispondeva ai docenti e non rispondeva nemmeno agli studenti, che sono, ci preme  sempre di ricordare, gli attori principali della Scuola e quindi anche dell’alternanza scuola-lavoro.

La prova lampante di questo rifiuto di ascolto, e di interesse alla collaborazione, la troviamo nel fatto che il Miur in questi giorni ha presentato la Cabina Nazionale di Regia sull’Alternanza scuola-lavoro  senza  pensare di allargare l’invito alle studentesse e agli studenti che sono stati volutamente esclusi dall’organo nazionale. Questa offesa avviene per mano della ministra Fedeli, ex sindacalista, e dice molto sul futuro non solo della Scuola ma di tutta l’Italia.

Azione Civile Area Scuola protesta contro una simile assurda esclusione e vuole dare voce all’Associazione nazionale Unione degli Studenti denunciando, insieme a loro, la mancanza della presentazione e dell’approvazione dello “Statuto degli Studentesse e degli Studenti in Alternanza” come era stato già promesso, così come era stato già promesso anche un incontro-confronto con gli studenti sui nuovi risvolti della legge 107.

Il MIUR, dunque,  dimentica  volutamente  che i veri protagonisti dell’Alternanza, gli studenti italiani,  hanno interpretato la nuova legge  come una proposta “ formativa, ma solo se sorretta da tutele e da un piano formativo per le studentesse e gli studenti”, questi giovani, infatti,  chiedono che  lo Statuto garantisca diritti per tutte e tutti, chiedono un Codice Etico che tuteli ambiente e lavoratori e  Commissioni Paritetiche in tutte le scuole per una costruzione democratica e partecipata di questa esperienza.

Con le premesse del MIUR, invece, permane il forte timore che l’alternanza sia soltanto una scusa, neppure troppo coperta, per permettere alle aziende il pacifico sfruttamento della manodopera minorile e giovanile, anche perché dall’anno prossimo il numero di studenti, obbligatoriamente coinvolti,  interesserà in totale più di 1 milione e 400mila ragazzi. L’alternanza rappresenta una fortuna insperata per chi ha bisogno di forza -lavoro senza  oneri fiscali e che riceverà anche un contributo dal Ministero dell’Istruzione come ha annunciato la ministra Fedeli, la quale ha appena assicurato la disponibilità di ben 26 milioni di euro, da suddividere alle aziende  nel prossimo anno.  Che tipo di controllo “legale” si farà su queste aziende prima di affidare loro i nostri giovani italiani e i nostri soldi? Davvero non c’è un modo migliore di usare questi soldi per la formazione degli studenti?

Vogliamo chiederci una volta per tutte quali tutele vengono offerte agli studenti in alternanza? Abbiamo letto tutti la notizia angosciante di quattro ragazzine minorenni abusate sessualmente a Monza, perché erano finite a fare il loro stage per uno sporcaccione che si faceva massaggiare?  Dove vogliamo arrivare? Oltre al lavoro gratis le nostre figlie e i nostri figli dovranno fornire anche il sollazzo a squallidi personaggi senza scrupoli solo perché accettano di farli lavorare?

Io da parte mia non mi stancherò di ripetere che i giovani studenti non devono lavorare al posto di altri, bensì dovrebbero imparare il lavoro che fanno gli altri!

A questo punto sembra quasi una barzelletta che la ministra Fedeli venga ancora a parlarci della “buona scuola” e del dovere della lotta contro la violenza sulle donne, accollando anche questo ulteriore compito ai docenti. Insomma i docenti dovrebbero anche  prevenire ( o presagire?) nelle poche ore a disposizione, anche la violenza di mariti e compagni sulle mogli e fidanzate, senza dire della responsabilità che già si sono vista appioppata per il controllo del bullismo!

Informiamo la ministra che i docenti  conoscono benissimo cosa è stato “scritto” nella Convenzione di Istanbul sulle pari opportunità, sull’educazione alla parità dei sessi, sulla violenza di genere e sulle discriminazioni sociali. I docenti da sempre fanno il possibile, e l’impossibile, per fare capire ai giovani il rispetto per gli altri e l’osservanza delle regole del vivere civile, ma tutto questo non è facile quando, nel frattempo,  l’Italia è governata senza tenere presente il Valore della Legalità, senza leggi valide  in aiuto delle donne, senza rispetto e senza osservanza dei Diritti dei cittadini.

Non è facile spiegare ai giovani perché in questo nostro Paese le donne vengono uccise, dai mariti o dai fidanzati, anche dopo aver denunciato le violenze e le minacce subite ripetutamente,  alle Forze dell’ordine e ai Carabinieri che dicono di non poter dare nessun aiuto. Non è facile spiegare il rispetto e i Diritti costituzionali in un Paese dove  ormai ci sono 4 milioni e settecentomila persone che vivono in assoluta povertà, mentre il Parlamento si aumenta gli stipendi e aspetta tranquillo la fine della legislatura per godersi il vitalizio.

Alle parole dei docenti i giovani rispondono: -Ma lo Stato italiano dov’è e cosa fa per non farci violentare, uccidere o morire di fame senza un lavoro?-.

Non credo che si possano addossare ai docenti tutte le colpe dell’Italia, anzi, se l’Italia ancora resiste è grazie alla Scuola fatta da tutti i docenti di buona volontà, che pur tartassati e umiliati col regalino di un bonus miserevole e con la vergognosa  promessa di pochi spiccioli per il rinnovo del contratto scaduto da anni, ogni giorno lavorano e insegnano  ai loro studenti.

Chi vuole può firmare la nostra petizione

https://www.change.org/p/sergio-mattarella-l-alternanza-scuola-lavoro-deve-essere-facoltativa?recruiter=12909487&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=share_for_starters_page


* Referente nazionale Area Scuola di Azione Civile.

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