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Appello per una Sanità Pubblica Europea

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di NICO CATALANO

Per una cultura della vita contro la cultura dello scarto


Gli anziani, risultano essere la stragrande maggioranza delle vittime del Covid 19, questo funesto dato statistico è drammaticamente uniforme in tutti i Paesi dell’Unione Europea. Sicuramente un fenomeno dovuto alla particolare vulnerabilità al virus sia da parte dei soggetti immunodepressi così come delle persone con oltre sessanta anni di età. Per diversi secoli, il livello di civiltà di un popolo si misurava dal ruolo che nella società rivestivano appunto gli anziani. Persone di una certa età, che mentre un tempo rappresentavano il fulcro delle comunità, oggi vengono accantonate, in un recente passato addirittura “rottamate” al pari di una macchina o un’attrezzatura secondo qualche discutibile teoria politica. Nelle moderne società votate a quel turbocapitalismo senza regole ed etica, le persone anziane sono considerate alla stregua di un peso da cui liberarsi, disfarsi, mettere ai margini, magari in una delle tante residenze protette. È l’apoteosi della “cultura dello scarto” che al pari di quella del rifiuto, sta distruggendo l‘ecologia del nostro pianeta. Inoltre, nelle società odierne, in cui sono stati progressivamente smantellati tutti i diritti universali, tra cui il garantire cure mediche gratuite per tutti, i governi si sono affidati sempre più ad un sistema sanitario che prediligendo i privati, ha sacrificato la civiltà del diritto sull’altare del “dio” profitto e della “dea” efficienza. “La società non può permettersi troppi anziani, costosi e improduttivi” è il ridicolo quanto ignobile mantra che abbiamo dovuto ascoltare più volte negli ultimi anni. Nei mesi scorsi, di fronte ad una pandemia di portata mondiale, in Italia più che in altri Paesi Europei, il sistema sanitario pubblico è collassato a causa dei ripetuti tagli e delle tante privatizzazioni. Pertanto le autorità al fine di contenere il virus sono state obbligate ad affidarsi sia al lungo serrate così come al praticare una vergognosa forma di selezione negli ospedali, in soldoni a fare la scelta di non curare il cittadino anziano ammalato di Covid o sofferente di altre gravi patologie, in quanto curarlo non risultava conveniente. Al posto della sanità per tutti, si è insediata una “sanità selettiva” in cui gli anziani sono considerati vittime accettabili, tanto da valutare come quasi “cosa normale” per l’opinione pubblica, la strage di anziani avvenuta durante la Fase 1 in tutto il continente Europeo o peggio ancora avallare istituzionalmente persino le più strampalate teorie per contrastare la diffusione del virus come quella dell’Immunità di gregge. Addirittura, in Gran Bretagna il sistema sanitario induce a non ammettere in ospedale pazienti ammalati di Covid con più di sessanta anni, in Francia si è autorizzato nelle Residenze protette per anziani l’uso di farmaci speciali che accompagnano la morte, mentre in Italia la magistratura è al lavoro per indagare sull’indecente “metodo” che ha portato a ricoverare assieme anziani malati e sani nelle residenze private. Per tutti questi motivi, una petizione internazionale dal titolo “Senza anziani non c’è futuro” è stata lanciata in questi giorni in tutta Europa, l’appello ideato da Andrea Riccardi, vede come primi firmatari tra gli altri: Romano Prodi, Jeffrey Sachs, Manuel Castells, Aleksandra Dulkiewicz, Felipe González, Pöttering, Irina Bokova. Lo scopo, è quello di indurre la politica Europea a ripristinare una democrazia sanitaria che metta al bando il concetto dell’utilitarismo applicato alle cure mediche, in quanto tale sistema di fronte ad un’emergenza sanitaria di portata planetaria come il Covid, si è dimostrato profondamente diseguale, ingiusto socialmente ma anche poco efficace così come non efficiente. Dopo decenni contrassegnati dall’ubriacatura delle privatizzazioni, la pandemia ancora in corso ha dimostrato l’importanza della sanità pubblica e dell’ideologia della vita su quella futile dei profitti e degli scarti, la politica tutta, specialmente quella italiana tragga le sue conclusioni.


Fonte della foto: uilpensionati.it