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Riflessioni sullo Statuto dei Lavoratori

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di MARIANNA STURBA

Le giornate dedicate al ricordo di qualcosa, che comunemente definiamo anniversari, hanno sempre lo scopo di farci riflettere sul tema del giorno ed interrogarci.

Certo che se il massimo che ci viene da fare è pubblicare dati reperibili da internet, di fatto, annulliamo il senso del ricordare.

Oggi davanti ad una data così importante che portò in Italia, dopo interminabili battaglie sindacali e politiche, LO STATUTO DEI LAVORATORI, non possiamo non fermarci un attimo e riflettere su QUANTI SONO ANCORA FUORI questo dovuto riconoscimento dei diritti;  su quanto la voluta modifica del mondo del lavoro con l'invenzione delle TUTELE CRESCENTI, ponga in essere ancora soprusi, negazione dei diritti riconosciuti in primis dalla costituzione; su quanto il LAVORO AGILE, LE PARTITE IVA, I PRECARI restano ancora fuori dal mondo delle tutele.

È in ballo tutt'ora  LA DIGNITÀ DELL'UOMO E DELLA DONNA LAVORATORI.

È, sul tavolo della discussione ancora il diritto ad una vita non in continuo affanno per il "pane quotidiano.

Io sono fra quelli nati quando il diritto si era già pronunciato in tema di lavoro, ma ho visto farsi il vuoto intorno a questo Statuto. Ho visto svuotare di senso un così importante documento, ho vissuto le mille forme di precarizzazione del lavoro, ho vissuto le mie gravidanze fuori dalle tutele sindacali e la fatica di essere madre lavoratrice. E come me tante e tanti!

Questo vuol dire allora che lo Statuto dei lavoratori non ha ancora un'applicazione universale, è ancora un approccio filosofico più che una concreta risposta ai bisogni dell'uomo.

Occorre rendere il lavoro il luogo della realizzazione dell'uomo, della sua manifestazione al mondo, il luogo in cui impara il rispetto e l'essere cittadino, perché lì lui è riconosciuto e rispettato.

Allora, senza parlarne fino ad annoiare suggerisco di leggere innanzitutto il TITOLO di questa legge..

" Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento".. E iniziare da qui la propria riflessione.

Poi magari dedicare 5 min a scorrere i Titoli e gli articoli... soltanto il nome dell'articolo, per capire la lungimiranza di una legge del 1970 ( gli anni di svolta in tema di diritti) e aprire davvero una riflessione su come inserire nel mondo dei diritti tutti i lavoratori... TUTTI!

Titolo I

DELLA LIBERTA' E DIGNITA' DEL LAVORATORE

Art. 1 (Libertà di opinione)  Art. 2 (Guardie giurate)  Art. 3 (Personale di vigilanza)  Art. 4 (Impianti audiovisivi e altri strumenti di controllo)  Art. 5 (Accertamenti sanitari)  Art. 6 (Visite personali di controllo)  Art. 7 (Sanzioni disciplinari)  Art. 8 (Divieto di indagini sulle opinioni)  Art. 9 (Tutela della salute e dell'integrità fisica)  Art. 10 (Lavoratori studenti)  Art. 11 (Attività culturali, ricreative ed assistenziali e controlli sul servizio di mensa)  Art. 12 (Istituti di patronato)  Art. 13 (Mansioni del lavoratore)

Titolo II

DELLA LIBERTA' SINDACALE

Art. 14 (Diritto di associazione e di attività sindacale)  Art. 15 (Atti discriminatori)  Art. 16 (Trattamenti economici collettivi discriminatori)  Art. 17 (Sindacati di comodo)  Art. 18 (Tutela del lavoratore in caso di licenziamento illegittimo)

Titolo III

DELL' ATTIVITA' SINDACALE

Art. 19 (Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali)  Art. 20 (Assemblea)  Art. 21 (Referendum)  Art. 22 (Trasferimento dei dirigenti delle Rappresentanze sindacali aziendali)  Art. 23 (Permessi retribuiti)  Art. 24 (Permessi non retribuiti)  Art. 25 (Diritto di affissione)  Art. 26 (Contributi sindacali)  Art. 27 (Locali delle rappresentanze sindacali aziendali)

Titolo IV

DISPOSIZIONI VARIE E GENERALI

Art. 28 (Repressione della condotta antisindacale)  Art. 29 (Fusione delle rappresentanze sindacali aziendali)  Art. 30 (Permessi per i dirigenti provinciali e nazionali)  Art. 31 (Aspettativa dei lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive o a ricoprire cariche sindacali provinciali e nazionali)  Art. 32 (Permessi ai lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive)

Titolo V

NORME SUL COLLOCAMENTO

Art. 33 (Collocamento)  Art. 34 (Richieste nominative di manodopera)

Titolo VI

DISPOSIZIONI FINALI E PENALI

Art. 35 (Campo di applicazione)  Art. 36 (Obblighi dei titolari di benefici accordati dallo Stato e degli appaltatori di opere pubbliche)  Art. 37 (Applicazione ai dipendenti da enti pubblici)  Art. 38 (Disposizioni penali)  Art. 39 (Versamento delle ammende al Fondo adeguamento pensioni)  Art. 40 (Abrogazione delle disposizioni contrastanti)  Art. 41 (Esenzioni fiscali).

Dopo aver letto, ora riflettiamo:da che parte siamo? Assumiamo la volontà di tutelare questo statuto non piegandoci a forme di compromesso? Decidiamo di mobilitarci ogni qual volta questo Statuto verrà attaccato, come è stato ad esempio per l'art 18?

Le idee si realizzano grazie alle azioni degli uomini, e il nostro passo segnerà il futuro, non solo nostro, ma delle prossime generazioni di lavoratori.