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Nessuno tocchi la libertà di stampa

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di MICHELE PETTINATO

“Non la penso come te, ma darei la vita per farti dire quello che pensi”. Lo scriveva Voltaire, nel secolo dei lumi, dando così forma a quel processo culturale che non perdeva vigore nel periodo del romanticismo, attualizzandosi poi nelle principali costituzioni delle Nazioni Europee.

 

 

La consapevolezza che tutti hanno diritto ad esprimere il loro pensiero, fu brutalmente negata nel periodo delle dittature, ma quella fiammella accesa dagli illuministi, brillò più che mai quando le dittature furono spazzate dal nuovo vento di libertà che trovava nella stampa uno dei suoi punti cardine.

Nella Costituzione Italiana, questo principio è sancito dall’articolo 21, dove si recita testualmente che “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”

In questi ultimi 70 anni, da quando la Costituzione è entrata in vigore, è accaduto diverse volte che il potere politico ha minato questo diritto, privando così i cittadini di una loro facoltà. Il caso, probabilmente, più eclatante è stato quello vissuto nel corso degli anni ’90 e nei primi anni 2000, quando le televisioni di Berlusconi, allora premier, avevano creato un surreale clima fatto di talk show, spot pubblicitari e Tg a senso unico, con un centrosinistra però unito che, forse proprio per questo, era maggiormente presente nelle piazze, a differenza dell’attuale PD ormai rintanato nella segreteria di partito.

Chi non ricorda il famoso editto bulgaro del 2002 quando Berlusconi disse pubblicamente che personalità come quelle di Biagi, Santoro e Luttazzi andavano allontanati dalla Tv pubblica, come se si trattasse di sobillatori dell’ordine pubblico?

Nei giorni scorsi, anche il vice premier Di Maio è caduto in questa tentazione, paventando la chiusura di alcuni giornali, a suo parere, contrari ed ostili all’attuale governo. Quando il potere snatura la sua identità, ovvero quella di essere un ordine costituito di natura democratica, eletto dal popolo, facilmente attacca la libertà di stampa. Il tutto, coincide sempre con l’obiettivo di manipolare le opinioni.

E se, a tutto questo, aggiungiamo la triste realtà delle fake news, accresciuta anche dall’uso distorto dei social network, comprendiamo benissimo che è davvero un momento difficile quello che stiamo vivendo, soprattutto nella prospettiva culturale della libertà di opinioni.

La libertà di stampa è un valore che nessuno può permettersi di attaccare. Lo dice la storia dei tanti giornalisti uccisi perché volevano semplicemente affermare il valore della verità. Chi ancora non lo comprende, andasse a rileggersi l’articolo 21 della Costituzione Italiana. E se ancora non si è convinto, riflettesse sull’assioma di Voltaire “Non la penso come te, ma darei la vita per farti dire quello che pensi”.

Fonte foto: compartoSanità.it