Il SudEst

Sunday
Jun 24th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Politica Politica L'orizzonte buio dell' Europa

L'orizzonte buio dell' Europa

Email Stampa PDF

alt

di MICHELE PETTINATO

L’Europa si risveglia ferita e quanto mai allo sbando dinanzi al dramma dei migranti. E’ sempre più chiaro che dinanzi a questa tragedia, vacillano sempre più quei valori su cui il vecchio continente aveva costruito la sua identità.

 

Secondo l’associazione olandese “United fot intercultural action” che ha monitorato i viaggi della disperazione nel Mediterraneo, ben 34 mila persona hanno perso la vita negli ultimi anni.

Bambini, donne e uomini. Una intera e grande città trasformata in un cimitero in mare. Dinanzi a questi sguardi innocenti, i responsabili della politica europea si abbandonano invece ad un tragico “rompete le righe” rimbalzandosi la responsabilità politiche ed umanitarie. Lo fa Macron, con l’incoerenza di un paese, la Francia, che non si è mai speso a pieno per l’accoglienza dei migranti del Mediterraneo. Lo fa la Merkel, che scimmiotta parole di solidarietà verso quei paesi che sono esposti direttamente all’arrivo dei barconi. La Spagna, in questi ultimi giorni, sembra l’unico baluardo di credibilità, con la scelta del nuovo esecutivo guidato da Sanchez di accogliere la nave dell’ “Aquarius”, di salvare delle vite umane e di porre tuttavia nuovamente la questione sotto l’aspetto politico all’intera Europa.

E l’Italia, cosa fa? Salvini, in maniera brutale, chiude i porti e lancia proclami che ricordano gli anni bui della storia italiana, a partire da quell’invito al censimento dei ROM che ricorda tanto il 1938 delle leggi razziali e quindi gli anni del terrore del ventennio fascista.

E’ chiaro che questa direzione politica, portata avanti dal Ministro dell’Interno, non può piacere a tanti elettori del M5S e che, sicuramente, le parole e le azioni del leader leghista dovranno prima o poi fare i conti con il malcontento di coloro che, alla lunga, non condivideranno le scelte di questo percorso politico.

Perché è chiaro ed è sempre più evidente che, nella mente di Salvini e di tanti leader europei, vi è una grave lacuna legata alle strategie da adottare. Tutto si racchiude nell’incapacità di saper discernere la questione umanitaria da quella politica. La prima, necessita di urgenti azioni che devono mirare alla salvezza di vite umane. Un percorso che chiama in causa tutti i paesi dell’UE e dove nessuno può tirarsi indietro.

La questione politica, invece, è quella che guarda al dialogo da instaurare con quei paesi del Mediterraneo da cui partono i barconi dei profughi, con il rispetto della legalità e l’arresto di tutti coloro che fanno soldi dal commercio di esseri umani.

Questa Europa, purtroppo, non è capace di affrontare entrambe le questioni, umanitaria e politica. E quando vengono meno quei pilastri di cittadinanza e di buona politica, è chiaro che l’orizzonte è oscuro. Molto più buio di quello che i migranti intravedono quando vengono lasciati soli in mare con le loro speranze e, soprattutto, co