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In difesa dei valori di umanità

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di MARIO GIANFRATE

Il processo di imbarbarimento che sconquassa valori entrati nel patrimonio genetico della popolazione, trasformandolo nell’esplosione di una cattiveria senza precedenti e in azioni di una disumanità senza limiti,

 

impone una seria riflessione, una sensibilizzazione delle coscienze, il rifiuto di una logica che fa prevalere l’intolleranza sul dialogo, il male sul bene, la barbarie sulla civiltà.

Scene come quelle viste a Casal Bruciato, leggere negli occhi di una bambina il terrore che la seguirà in ogni tratto della sua esistenza, riportano ai tempi delle persecuzioni nazifasciste, delle violenze di imbecilli e criminali.

Non è più il tempo di starsene a casa, di riversare sui social sterili parole di rabbia e condanne che non producono effetti riducendosi a parole urlate al vento; ma è tempo di passare all’azione, prima che si imbocchi una strada di non ritorno, di portare la protesta nelle piazze e nelle strade, di disobbedire a leggi infami e contro l’Umanità.

La disobbedienza che diventa valore, difesa di principi rigorosamente affermati dalla Carta Costituzionale, e dileggiati, quasi fossero un fatto privato di questo o quel ministro, e non legge fondamentale dello Stato. Disobbedire a un provvedimento in pieno contrasto con tali principi non è reato; semmai è reato adottare provvedimenti tesi a negare quei valori.

Assistiamo a questo processo di imbarbarimento nel Paese ch’era stato, storicamente, culla di civiltà e che abbatte brutalmente ogni forma di solidarismo, promuovendo gli istinti più animaleschi che covano anche negli esseri umani, che esalta l’egoismo, l’incultura, la forza sulla ragione. E, per non esserne complici e conniventi, occorre ritrovare il coraggio, la dignità e il senso di una militanza contro il fascismo che non è mai morto e che ora tenta di riaffermare quella che non è un’idea ma, come sosteneva Matteotti, un crimine, definitivamente sconfitto dalla storia e dalla civiltà.