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Matera 2019: La cultura potrà ridare un senso a questa Europa?

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di MICHELE PETTINATO

Il grande giorno, finalmente, è arrivato. Matera è capitale europea della cultura, una designazione arrivata nel 2014 e che, per un anno, vedrà la città al centro di iniziative culturali di vario genere.

 

Certo, la consapevolezza che una città del nostro sud, per un anno, rappresenterà l’intero continente su un tema cruciale come quello della cultura, fa sorgere gioia ma, immediatamente, anche numerosi interrogativi.

L’Europa, intesa come istituzione politica ma anche culturale, in tutti questi anni, sembra aver accantonato la questione mediterranea intesa come fondamento storico, politico e culturale dell’Europa. La visione “Germanocentrica” ha spostato verso nord tutte le questioni importanti, a partire da quelle regole economiche sintonizzate sempre e solo sui canali di Berlino.

L’apice dell’abbandono del Mediterraneo è rappresentato dalla totale assenza di assistenza a quelle nazioni immediatamente implicate nel dramma dei migranti. Questo tema, riguarda direttamente la cultura. L’irreversibile fenomeno migratorio è infatti qualcosa che cambia la storia e, dunque, la stessa cultura di una nazione. Se il concetto stesso di cultura implica in sé il valore dell’incontro, si può dire con evidenza che la grande questione culturale legata ai fenomeni migratori, è rimasta completamente inascoltata da queste istituzioni europee.

Ecco allora la grande domanda su quello che potrà essere Matera 2019. Riuscirà a scuotere quel torpore politico e mediatico europeo che, da tempo, ha spento le luci sul nostro sud? Riuscirà a dare forza ad un nuovo pensiero meridionalista che ragiona e che fa sentire la sua voce oltre il mediterraneo?

Matera 2019, non sia soltanto un agglomerato di eventi e di iniziative in grado di creare turismo e (speriamo) qualche infrastruttura che duri nel tempo. Per questo motivo, ci auguriamo che la cultura non venga vista, in maniera semplicistica, come uno strumento al servizio del marketing o di strategie turistiche.

La cultura meridionale, con questa opportunità, torni ad essere protagonista in Europa con i suoi intellettuali, con le grandi questioni che hanno dato dignità al nostro sud in tutti i momenti in cui la storia ha chiesto un contributo al dibattito democratico.

Soltanto così si potrà sfruttare a fondo questa opportunità, che da Matera abbraccia tutto il Mediterraneo. Augurandoci, con tutto il cuore, che la nostra cultura meridionale, possa ridare un senso a questa Europa.