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Il punto di non ritorno

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di MICHELE PETTINATO

In un clima politico in cui scarseggia sempre più quel dibattito democratico proiettato sul futuro, le parole dell’ on. Tajani su Mussolini hanno confermato questa pesante sensazione di povertà ideologica.

 

Una constatazione che, inevitabilmente, provoca un senso di sconcerto se quelle dichiarazioni sono state rilasciate dal Presidente del Parlamento Europeo, ovvero colui che dovrebbe rappresentare quell’agglomerato di popoli che hanno voltato le spalle alle dittature del ‘900.

Un racconto davvero particolare quello di Tajani, che mette in salvo alcuni momenti del regime fascista in cui, a suo dire, Mussolini andrebbe salvato come uomo politico. Una riflessione totalmente fuori luogo, lontana da quella verità per cui il fascismo, sin dagli inizi, fu un crimine contro la politica italiana ed europea. Mussolini fu un criminale e questo lo ha sentenziato la storia con tutti i morti provocati dalle sue scellerate scelte politiche.

Quando il clima democratico è annullato, non vi può essere nulla da salvare. Tajani, ha dimenticato questo in maniera clamorosa e colpevole. Tutto il regime fascista fu un crimine contro il popolo italiano ed estero. Basti pensare all’eliminazione dell’opposizione in parlamento e del normale confronto democratico di cui Giacomo Matteotti fu vittima. E poi, se vogliamo pensare alle campagne militari fatte all’estero, in Africa il regime fascista fu protagonista di violenze contro le popolazioni del luogo.

In un contesto europeo in cui le destre nazionaliste e xenofobe sono tornate prepotentemente alla carica con il loro carico di violenza, le scellerate parole del Presidente del Parlamento Europeo rappresentano la benzina sul fuoco.

Non bastano certo le scuse, pronunciate quasi per salvare la faccia, dinanzi allo sconcerto di mezzo Parlamento Europeo. Questo modo di fare, rappresenta il punto di non ritorno della politica, ovvero il momento in cui l’oblio e l’ignoranza prendono la mente di chi ricopre importanti incarichi istituzionali. Un passaggio da cui sarà difficile venir fuori, per il semplice fatto che rappresenta lo scollamento tra la memoria storica e la costruzione di quel futuro democratico che ogni uomo politico deve garantire ai cittadini.

Fonte: scenarieconomici.it