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Se il mondo dimentica l’innocenza dei giovanissimi

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di MICHELE PETTINATO

I difficili anni che sta vivendo la vecchia Europa, si rispecchiano nella mutata strategia del terrore che l’Isis ha messo in atto con l’attentato di Manchester.

 

Per la prima volta, ad essere colpiti dalla violenza del terrorismo sono stati i giovanissimi, quasi bambini, considerando l’età di alcune vittime che assistevano ad un concerto, il teatro della strage. L’infanzia, inteso come periodo della vita in cui ognuno comincia a costruire la propria identità, è improvvisamente divenuto il luogo in cui ogni sogno viene brutalmente violentato.

Sembrano lontanissimi gli anni ’80 e poi gli ultimissimi anni dello scorso millennio in cui si presentava l’avvenire delle nuove generazioni come quello di un mondo in continuo avvenire e pieno di opportunità. La realtà ha dimostrato che in questi ultimi decenni, assieme ai pericoli del terrorismo, ha preso piede una pericolosa cultura della precarietà che ha rubato il futuro ai nostri ragazzi.

In tutti i contesti sociali, quando vengono meno i diritti, i primi a soffrire sono sempre i più fragili. E il pensiero, inevitabilmente, corre sempre a quella sofferenza che oggi colpisce sempre più spesso i bambini. A Manchester, come sui barconi che affondano ogni giorno nel Mediterraneo causando la morte anche di tanti giovanissimi figli. Lo stesso discorso vale per quell’infanzia violata che vive sotto le bombe in tante parti del mondo con armamentari spesso messi sul mercato da quegli stessi signori del potere che coincidono con i poteri forti del mondo.

Se solo riuscissimo a vedere per qualche minuto il mondo e la stessa politica con gli occhi puliti dei bambini, tutto questo sicuramente non accadrebbe. La cattiveria dell’Isis non avrebbe voce, così come sarebbero taciuti per sempre quei rigurgiti razzisti che lasciano morire gli uomini, le donne e i bambini in mare. E senza dubbio, la voce allegra dei bambini riuscirebbe a far tacere per sempre il rumore violento delle armi. Una medicina di cui oggi avremmo tanto bisogno.