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Tutte le stagioni di Renzi

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di ANGELO SOLLAZZO

Ascoltando con attenzione la relazione di apertura e le conclusioni di Matteo Renzi alla Direzione Nazionale del PD, ti assale il dubbio se il fiorentino è proprio convinto delle cose che dice, oppure è un grande manipolatore ed affabulatore da risultare un pericolo serio per lo stesso partito che lo esprime.


La politica ha sempre avuto momenti di lotta fratricida, di tradimenti negati e consumati, di negazione dell’evidente, di bugie madornali, ma pochi leaders sono riusciti, come ha fatto Renzi, ad incarnare tutti gli aspetti negativi dell’azione politica. Dalla pugnalata a Enrico Letta, alle rottamazioni selvagge, alla mutazione genetica di un Partito non più di sinistra, alla adesione al PSE, partendo da posizioni centriste, quando non di destra, Renzi ha modificato, stravolto, distrutto con assoluta disinvoltura l’anima vera del centro-sinistra. Pertanto non meraviglia la sua voglia ferra di essere l’uomo giusto per tutte le stagioni. Fa tutto ed il contrario di tutto, propone una cosa e, se vede che non funziona, va verso la proposta opposta. Afferma interventi di sinistra e poi assume iniziative di destra, dice di parlare al popolo, ma fa gli interessi delle grandi ricchezze. Insomma tutto è possibile se il fine è il potere.

In altre epoche, quando si veniva sconfitti pesantemente, come è successo al nostro fiorentino, si andava a casa, con la giusta teoria del “chi perde si dimette”. Renzi aveva addirittura comunicato ufficialmente che in caso di sconfitta al Referendum si sarebbe ritirato dall’attività politica. Nel suo festival delle bugie c’è da aggiungere quanto affermato in Direzione, e cioè che la convocazione del Congresso era per l’unità del Partito e per andare al voto con fiducia. Chi potrebbe credergli visto che trasuda astio da tutti i pori e che freme dal poter normalizzare il PD eliminando i dirigenti ribelli e, con le elezioni prossime, tutti i parlamentari disobbedienti. Dopo tre anni di governo, con fallimenti in tutti i campi, dal lavoro, alla scuola, alla pubblica amministrazione, alla normativa sugli appalti e via dicendo, il Nostro ha la sfacciataggine di vantare ottimi risultati, ignorando la gravita della crisi con milioni di poveri e di disoccupati. In verità riesce ad avere degli emuli con Alfano, Nencini, Verdini etc. ma questi non contano nulla, neanche nella considerazione di Renzi.

Insomma è proprio il caso di dire che siamo di fronte all’uomo buono per tutte le stagioni.