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Home Politica Politica Al via il transitorio: un’altra vittoria contro la 107!

Al via il transitorio: un’altra vittoria contro la 107!

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di VALERIA BRUCCOLA*

Dopo circa tre settimane dai pareri emessi dalle Commissioni parlamentari su quella che, tra le deleghe, costituiva la più spinosa di tutte, dal punto di vista dei precari delle graduatorie d'istituto, è stato messo a punto e approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto sulla Formazione iniziale e sul Reclutamento dei docenti. In esso, è contenuto il testo della Fase transitoria, che contempla le modalità per reclutare i docenti nei prossimi anni, in vista del nuovo sistema di formazione e reclutamento che andrà in vigore solo nel 2020.

Nel frattempo, in un sistema scolastico in cui il precariato, malgrado gli sbandieramenti della passata Amministrazione, è strutturale, non si poteva evitare di provare a “mettere una toppa” a quanto stabilito dalla 107 e alla tradita promessa di stabilizzare tutti i precari storici, con varie fasi di stabilizzazione e un concorso. Il risultato è che, quasi alla fine dell'anno scolastico che avrebbe dovuto stupire tutti con “effetti speciali”, sono state stabilizzate persone che non avevano un solo giorno di servizio e il concorso ha mietuto migliaia di vittime tra i precari, con modalità e metodi oggi al vaglio della Magistratura, ha tagliato fuori altre migliaia di persone che, pur con servizio e titoli validi all'insegnamento, erano state escluse dal bando ed ora riammesse con ricorso. Il concorso in questione, poi, voluto solo per ingraziarsi l'opinione pubblica, non è ancora concluso, nonostante la frettolosa definizione delle modalità e dei tempi che non hanno rispettato nessuno, primi tra tutti i candidati, e tanto meno gli alunni delle scuole che hanno vissuto un balletto di nomine di insegnanti precari che si sono avvicendati per molte settimane. Non parliamo poi di chi il concorso lo ha superato, rimasto con un pugno di mosche in mano, senza l'agognato posto, visto che le procedure di valutazione si sono protratte oltre i tempi previsti per le immissioni in ruolo. Insomma, sebbene poco o nulla se ne parli, il reclutamento voluto dalla 107 è stato un fallimento. Non si vuole fare la caccia alle streghe ma un minimo di assunzione di responsabilità, dalle Istituzioni, ce lo saremmo aspettato. Invece, è arrivata la “fase transitoria” non prevista dalla 107 ma che in parte la sconfessa, almeno dal nostro punto di vista. Ora, quindi, attendiamo  che la Fase transitoria vada a regime, sperando che almeno saranno rispettati i propositi che, in modo informale, sono trapelati dal MIUR, ovvero di dare avvio a questa fase già nell'immediato. La cautela è d'obbligo, a parer nostro, perché molti, troppi, sono stati i propositi traditi dai fatti, non ultimo quello di azzerare il precariato, più florido che mai. Tuttavia,  non possiamo negare il tentativo di conciliare il progetto della legge 107, che Adida e molte altre associazioni hanno contestato come non emendabile, con le prerogative dei docenti delle graduatorie d'istituto e le esigenze del sistema scolastico, mai come quest'anno a corto di docenti. Le disastrose vicende del Concorso 2016, l'esclusione di personale abilitato dai piani d'assunzione, il reiterato utilizzo di precari abilitati e non abilitati,  hanno imposto una presa d'atto dell'insufficienza di misure che, sebbene presentate come risolutive, innovative, strabilianti, hanno fatto acqua da tutte le parti, sul versante del reclutamento innanzi tutto. Ma per leggere correttamente il risultato ottenuto, è necessario non dimenticare che chi lo ha prodotto appartiene alla stessa maggioranza che ha votato la legge 107, che la considera un'ottima legge e che ha un'idea politica che al momento non si sconfessa e non si discosta da quanto sostenuto finora. Dispiace il malcontento dei colleghi di III fascia, che si sentono traditi dai colleghi di II, per una forma di reclutamento che li vede in parte esclusi, imputandone la colpa a loro, senza pensare che chi ha varato il Decreto non vuole affatto allontanarsi da un impianto normativo che ha contribuito a definire, solo aggiustarlo un po', salvando capre e cavoli. Non tutte le capre e tutti i cavoli, alcuni. Le ragioni sono in parte già state esplicitate, altre resteranno sempre e solo idee e sospetti... ma di fatto la situazione è questa. Come si poteva sperare che questa maggioranza contribuisse a generare nuovi abilitati, dopo il trattamento riservato ai vecchi? Come si poteva sperare il percorsi riservati senza percorsi ordinari? Questioni che fanno emergere la volontà di contenere i numeri, cosa che nulla ha a che fare con qualità e merito, come più volta abbiamo sottolineato.

Quando furono ottenuti i PAS, si trattò di una vittoria di Pirro... Ora, almeno, chi della III fascia è contemplato dal transitorio potrà alla fine del percorso essere stabilizzato. Non è cosa di poco conto anche se esclude tanti. Anche i PAS escludevano, del resto... Consideriamo quella di oggi una giornata importante, ma non la vittoria definitiva, un'altra bandierina! Non finiremo di lottare fino a quando saranno perpetrate ingiustizie a danno dei docenti precari delle graduatorie d'istituto, cosa per la quale Adida è nata!

* Coordinatrice Nazionale Adida