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Un pasticcio chiamato legittima difesa

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di LAVINIA ORLANDO

La Camera dei deputati ha deciso: in Italia, sempre che la legge venga approvata anche in Senato,

sarà più semplice usare le armi, poiché si ampliano i casi in cui chi colpisce per legittima difesa si vedrà garantito dalla non punibilità. Questo, almeno, sarebbe stato l'intento del legislatore, anche se, come vedremo, i risultati non paiono molto chiari. Partiamo tuttavia dai propositi e dalla ratio.

Nonostante le statistiche parlino di una riduzione dei reati c.d. predatori (come rapine e furti), la maggioranza dei deputati ha ritenuto, con la velocizzazione dell'iter sulla legge in parola, di piegarsi alle esternazioni propagandistiche di Salvini e company, non soffermandosi minimamente sulla lettura degli ultimi dati ufficiali pubblicati dagli organi competenti.

La Polizia di Stato ha difatti precisato che c'è stata una riduzione netta dei reati predatori dal 2015 al 2016, passando dai 381.130 del 2015 a 347.270 dell'anno successivo, registrando un meno 8.88%, con, in particolare, i furti scesi dell'8,97% (da 363.197 a 330.598).

Ciononostante, sull'onda di una politica che fa del sensazionalismo lo strumento di ricerca del consenso e dell'individuazione del capro espiatorio a tutti i costi (meglio se straniero e con un colore diverso dal bianco) l'arma di distrazione rispetto alle problematiche davvero stringenti, la Camera non ha tenuto conto di dati e condizioni reali e la maggioranza targata Partito Democratico, che si era già distinta per leggi molto poco di sinistra, è ricascata nel medesimo tranello con la legge sulla legittima difesa.

In breve, il provvedimento, che ora passerà al vaglio della seconda Camera, modifica gli articoli 52  e 59 del codice penale, innanzitutto prevedendo che si considera legittima difesa la reazione a un’aggressione commessa in tempo di notte, ovvero la reazione a seguito dell’introduzione in casa, in negozio o in ufficio, con violenza alle persone o alle cose, ovvero con minaccia o con inganno. La legge, in più, statuisce che “la colpa dell’agente è sempre esclusa quando l’errore è conseguenza del grave turbamento psichico causato dalla persona contro la quale è diretta la reazione in situazioni comportanti un pericolo attuale per la vita, per l’integrità fisica, per la libertà personale o sessuale” e che, quando sia dichiarata la non punibilità per legittima difesa, le spese processuali e i compensi degli avvocati saranno a carico dello Stato.

Permane il principio della proporzionalità tra difesa ed offesa e l'attualità del pericolo, ma si apre un notevole novero di interpretazioni rispetto al “grave turbamento psichico”, che lascerà giustamente strada alla discrezionalità del giudice nell'individuare i casi in cui tale stato sussista, così come non risulta chiaro il riferimento alla “notte” (tanto con riguardo all'estensione dell'arco temporale, quanto con riguardo alla sussistenza di una differenza di valutazione rispetto ad un'aggressione giornaliera).

Il problema di fondo è, tuttavia, un altro e si riferisce molto semplicemente alla necessità di produrre leggi e leggine, altresì scritte malamente, pur di dimostrare di aver dato risposta ad un problema rappresentato come urgente (ma abbiamo visto che così non è) e che ha origini ben differenti.

Ed a dimostrazione della superficialità che muove il nostro legislatore giunge la dichiarazione del da poco rieletto segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, che ha dichiarato che la legge, così come scritta, è un pasticcio e che al Senato verrà cambiata. Ed è talmente pasticciata che non è piaciuta a nessuno, neanche alla Lega Nord che, teoricamente, avrebbe dovuto votarla a mani basse e che, invece, ha alzato le barricate, perché, a dire di Matteo Salvini, troppo blanda ed eccessivamente aperta alla discrezionalità dei giudici (certo, si consideri che la Lega proponeva modifiche per cui si escludesse la punibilità in qualsiasi caso), mentre, altri, a sinistra, lamentano l'inutilità della legge sul piano concreto, ma la pericolosità della stessa sotto il profilo del messaggio sotteso al provvedimento.

Il problema è che il tema è un classico da campagna elettorale (un po' come lo sono i migranti) ed allora il Pd ha pensato bene di apportare delle modifiche, facendo credere di mutare la normativa esistente, ma, in realtà, cambiando ben poco o nulla, se non l'atteggiamento mentale che molti potrebbero iniziare a nutrire alla luce della normativa in discussione: chi spara, in qualsiasi caso, non dovrebbe pagare, finanche non dovrebbe essere sottoposto a processo, neanche laddove il soggetto intrufolatosi in casa altrui fosse del tutto innocuo, per non parlare dell'invito ad acquistare armi, quasi fossero caramelle o a trasformare l'Italia in un far west.

L'auspicio è che l'affermazione esternata dal Presidente del Senato, Piero Grasso - “meno male che il Senato c'è...” - possa essere di buon auspicio nell'eliminare quanto di inutile approvato dalla Camera,  sempre che i senatori dimostrino maggiore capacità dei componenti dell'altro ramo del Parlamento.