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Flavio Simmi e Daniele Lo Presti, omicidi all'ombra di Mafia Capitale

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di PIERDOMENICO CORTE RUGGIERO

“Ci prendiamo Roma”. No, non è una frase storica riferita ai Galli o ai Cartaginesi. Si tratta della frase che caratterizza film e serie tv che raccontano la malavita romana. Verrebbe da dire che si tratta di una frase frutto della fantasia di uno sceneggiatore. Del resto, molti ritengono che la Banda della Magliana e Mafia Capitale siano espressioni enfatiche, che non rappresentano fedelmente la realtà emersa dagli atti giudiziari. Ovviamente giornalisti e sceneggiatori devono attirare l'attenzione del pubblico con titoli ad effetto.

 

 

La realtà, comunque, indica che da oltre 40 anni, Roma è terra di conquista delle varie organizzazioni criminali. Marsigliesi, malavita romana, camorra, mafia, 'ndrangheta, mafie straniere. Roma non è solo luogo di intreccio tra malavita e politica, è una enorme piazza per lo spaccio, è luogo ideale per investire il denaro frutto di attività illecite, è le decine e decine di lucrosi appalti da spartire. Roma è anche custode di alcuni dei misteri d'Italia, in cui la malavita ha avuto un ruolo importante. Recentemente Roma è stata scossa dalla vicenda di Mafia Capitale. Vicenda che ruota intorno alla figura di Massimo Carminati. La storia di Carminati, è la storia della malavita romana negli ultimi 40 anni. Una giusta e precisa analisi di Mafia Capitale, sarà possibile e doverosa una volta concluso l'iter giudiziario. Parliamo invece di due omicidi avvenuti negli anni di Mafia Capitale. Due omicidi rimasti, ad oggi, senza colpevoli. Il 5 luglio 2011 viene ucciso Flavio Simmi. Ad ucciderlo, con 9 colpi di pistola, dei killer in moto. Simmi era già stato gambizzato il 7 febbraio 2011, in Piazza Monte di Pietà. Anche se in gravi condizioni, Flavio Simmi a febbraio riesce a salvarsi, a luglio non avrà la stessa fortuna. Perché qualcuno vuole Flavio Simmi morto? Flavio è figlio di Roberto Simmi, titolare di un ristorante e di una gioielleria. Roberto Simmi era stato indagato per legami con la Banda della Magliana, venendo assolto. La compagna di Flavio Simmi lavorava presso l'ufficio stampa di Palazzo Chigi. Flavio aveva una vita normale, senza nemici. Eppure qualcuno lo vuole morto, tanto da provarci per due volte. Le indagini sull'omicidio di Flavio Simmi portano ad un sospettato, un pregiudicato. Ma non sono state trovate prove sufficienti per un processo. Il caso è ancora aperto. Il 27 febbraio 2013, viene ucciso, sulla pista ciclabile sotto Ponte Testaccio, Daniele Lo Presti. Un colpo di pistola alla testa, nessun testimone. Daniele Lo Presti è un fotografo, anzi un paparazzo. Di origini calabresi, si era trasferito a Roma. Lo Presti fotografava i vip, ed era bravo. Anche se, ultimamente, attraversava difficoltà economiche. Perché uccidere un fotografo di vip? Gli investigatori escludono il movente legato ad eventuali debiti, e il movente sentimentale. Certamente l'assassino sapeva che Lo Presti stava andando a correre, conosceva orari e tragitti. Probabilmente conosceva anche il luogo, tanto da scegliere un punto dove passare inosservato. Vista la professione di Lo Presti, viene facile l'ipotesi che abbia fatto foto diventate poi pericolose. Un paparazzo, frequenta i luoghi ritrovo dei vip. Ristoranti, locali notturni, alberghi, ecc. Luoghi che potrebbero essere frequentati anche da personaggi di altra, triste, notorietà. Che non prenderebbero bene l'essere incidentalmente fotografati. La vicenda di Piero Marrazzo in Via Gradoli, ci ricorda cosa può accadere nelle notti romane. Ovviamente una ipotesi facile non è detto sia giusta, e senza prove rimane una mera ipotesi. I fatti ci dicono, semplicemente e tragicamente, che Flavio Simmi e Daniele Lo Presti sono stati uccisi e attendono giustizia. Roma con la sua vastità e imponenza, sembra poter affrontare e contenere qualsiasi cosa. Re, Imperatori, Papi, dittatori, malviventi, in tanti hanno provato a prendersi Roma. Sono stati invece sempre ospiti temporanei di una città senza padroni. I palazzi, le strade, le piazze di Roma, ci raccontano tante storie, alcune note, tante sconosciute. L'auspicio è che possano essere raccontate anche le vicende di Flavio e Daniele. Questa volta con il Giusto finale.

Credit foto www.espresso.repubblica.it