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Morte dell'avvocato Enzo Avino, omicidio in terra di camorra

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di PIERDOMENICO CORTE RUGGIERO

Ammettiamolo, abbiamo un rapporto controverso con gli avvocati. Non esitiamo a rivolgerci a loro, ma spesso con diffidenza. Sarà perché associamo la figura dell'avvocato alle controversie e alle lungaggini giudiziarie.

 

Sarà perché vediamo l'avvocato come l'Azzecca-garbugli di manzoniana memoria. Ovviamente nulla di più sbagliato. L'avvocato/a è un/una professionista altamente preparato/a. Una figura chiave per la giusta applicazione della legge e per la difesa dei diritti. Eppure, in molti, la diffidenza resta. Magistratura e forze dell'ordine sono i buoni, gli avvocati invece in chiaro/scuro. Anche per questa errata semplificazione, si parla poco, per esempio, dell'avvocato Fulvio Croce ucciso dalle Brigate Rosse perché voleva semplicemente fare l'avvocato. Si parla poco dell'avvocato Dino Gassani, ucciso dalla camorra perché “non posso perdere ogni dignità “. E si parla poco dell'omicidio dell'avvocato Enzo Avino, ucciso a Mondragone nel novembre 1995. Il corpo di Avino, viene ritrovato sotto la sua auto, nei pressi dello stadio di Mondragone, in località Padule. L'assassino o gli assassini, hanno dato fuoco sia al corpo che alla macchina. Enzo Avino era un famoso penalista. Campano di origine, aveva scelto Cassino come città d'adozione. Le giornate dell'avvocato Avino, erano scandite dall'attività in tribunale a Cassino, e l'attività presso i suoi studi a Formia, Cassino e Mondragone. A Mondragone aveva anche una abitazione. Avino era un professionista molto colto e preparato. Leggeva Proust, Thomas Mann, Gide e Musil. Scriveva poesie e libri sulla Ciociaria, terra che amava molto. Era assistente presso l'università di Napoli. Collaborava con giornali locali. Una personalità poliedrica. Abituato alle luci della ribalta ma schivo nel privato. L'avvocato Enzo Avino era conosciuto, a livello nazionale, anche per le molte querele contro personaggi pubblici. Per le più svariate ipotesi di reato. Antonio Di Pietro; il pool di Mani Pulite; Umberto Bossi; Totò Schillaci, sono solo alcuni dei personaggi pubblici querelati da Avino. Denunce che volevano ribadire il primato della legge. Perché l'avvocato Avino non aveva certo bisogno di pubblicità. Aveva molti clienti. Tra cui anche esponenti del clan camorristico dei La Torre, che controllava la zona di Mondragone. Le ipotesi sul movente dell'omicidio furono essenzialmente tre. Omicidio di camorra, rapina, movente legato a vicende personali. L'omicidio di camorra rimane l'ipotesi principale. Le modalità sono tipiche dell'omicidio in stile camorrista. Per esempio, il 9 novembre 1990, il corpo di Giovanni Santonicola, viene ritrovato nella sua auto carbonizzata, nelle campagne di Spigno Saturnia. I processi hanno stabilito che Santonicola era stato ucciso dai casalesi di Michele Zagaria, per colpire il clan dei La Torre. Certo che uccidere Avino in “casa” dei La Torre, potrebbe essere un messaggio. Ovviamente parliamo di ipotesi.  Potrebbe anche essere un delitto comune, con le modalità in stile camorristico usate come staging, ma vista la notorietà della vittima difficilmente un tale delitto poteva avvenire all'insaputa dei clan. Sicuramente l'omicidio dell'avvocato Avino, ha lasciato dei “ricordi” nell'ambiente criminale, qualunque sia stato il movente. Nel 2004, venne data notizia di presunte dichiarazioni di un pentito sull'omicidio di Enzo Avino. Non ci sono stati, però, sviluppi noti. Sono 22 anni che l'avvocato Avino attende la sua ultima arringa. L'arringa che chiede giustizia per lui. Diceva Piero Calamandrei “Gli avvocati non sono né giocolieri da circo, né conferenzieri da salotto. La giustizia è una cosa seria”. Per l'avvocato Avino la giustizia era una cosa seria. Merita la conferma che non si era sbagliato. In realtà la meritiamo tutti.

Credit foto www.linchiestaquotidiano.it