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Mamma di un bimbo disabile perde il posto all'Ikea

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Sergio Barbesta

Una Petizione diretta al Ministro Poletti

 

In un’Italia dove la corruzione negli ultimi anni è all’ordine del giorno, dove vitalizi e pensioni d’oro dei politici e manager di aziende partecipate entrano nelle cronache di tutti i giorni, il caso del licenziamento di Marica Ricutti, 39 anni, separata, madre di due figli piccoli di cui uno disabile, che è stata lasciata a casa perché, dopo essere stata spostata di reparto, non è riuscita più a rispettare i nuovi turni imposti da IKEA che non è voluta andare incontro alle sue esigenze, nonostante le rassicurazioni che le erano state date nel momento in cui le era stato annunciato il cambio di mansione, ci sembra veramente assurdo.


In questo caso particolare pensiamo che per IKEA, marchio conosciuto a livello mondiale, sia auspicabile arrivare ad un accordo diretto con la dipendente licenziata per un immediato reintegro piuttosto che aspettare la decisione del giudice. In questo tipo di decisioni che riguardano i diritti di una madre sola, che vive con i suoi due figli minori, IKEA deve assolutamente tenere in considerazioni le particolari esigenze del lavoratore. Dopo 17 anni di lavoro nella stessa azienda (quasi una vita intera), con due figli a carico, siamo sicuri che, anche in vista delle imminenti festività natalizie, IKEA voglia ritornare sui propri passi e procedere al reintegro di Marica . Siamo altresì sicuro che tutti i dipendenti IKEA della sede di Corsico siano favorevoli a dare una mano a Marica per venire incontro alle sue particolari esigenze di turni di lavoro dettate dai suoi problemi familiari. Viste queste premesse, chiediamo pertanto, l’immediato reintegro e riassunzione di Marica Ricutti, in IKEA, tenuto conto anche delle sue particolari esigenze familiari.