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Acca Larentia, l'inizio dell'anno che cambiò la Storia

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di PIERDOMENICO CORTE RUGGIERO

1978-2018. Sono passati 40 anni. Il 1978 ha cambiato la Storia d'Italia e del mondo. Con il rapimento e omicidio di Aldo Moro, l'elezione di Sandro Pertini a Presidente della Repubblica, l'elezione a Papa di Giovanni Paolo II.

 

In questi mesi si parlerà molto del 1978, degli anni di piombo, delle ferite ancora aperte. Ovviamente anche noi racconteremo i fatti del 1978. Ed iniziamo dalla strage di Via Acca Larentia a Roma. Tre militanti del Msi uccisi. Una vicenda dalle conseguenze molto importanti e nefaste. La strage di Via Acca Larentia inasprisce lo scontro armato, praticamente porta alla nascita dei Nar di Fioravanti e Mambro. Viene legittimo il sospetto che la strage di Acca Larentia sia stata commissionata per infiammare le piazze. A due mesi dal rapimento di Aldo Moro. E' il tardo pomeriggio del 7 gennaio 1978, 5 militanti del Msi si trovano davanti l'ingresso della sezione del partito di Almirante. Stanno per chiudere la porta e lasciare la sezione. Arrivano degli sconosciuti, armati. Iniziano a sparare. Tre militanti missini riescono a rientrare in sezione e chiudere la porta. Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta non riescono a rientrare. Vengono uccisi. La notizia del duplice omicidio gira velocemente a Roma. In Via Acca Larentia arrivano molti militanti del Msi. La tensione è altissima, come la rabbia. Basta una scintilla e scoppiano scontri con le forze dell'ordine. Durante gli scontri, viene ucciso, con un colpo di pistola, Stefano Recchioni, giovane militante missino. Poche ore e già tre morti in Via Acca Larentia. In realtà, il numero delle vittime è destinato a crescere. Il padre di Francesco Ciavatta non regge il dolore per la perdita del figlio e si toglie la vita bevendo acido muriatico. Le indagini, per molti anni, non portano a nulla. Poi la confessione di una pentita, porta all'arresto di 5 militanti di Lotta Continua. Verranno, però, assolti per insufficienza di prove. In un covo delle BR, a Milano, viene ritrovata, anni dopo, una mitraglietta Skorpion, usata in Via Acca Larentia. Arma usata anche per uccidere Ezio Tarantelli, Lando Conti e Roberto Ruffilli. Una mitraglietta dalla strana storia, viene acquistata dal cantante Jimmy Fontana, che poi la rivende ad un poliziotto mai identificato con certezza. Rimane un mistero come la Skorpion sia arrivata alle BR. Nel gennaio 1978 i fatti di Via Acca Larentia, il 18 marzo, appena due giorni dopo la strage di Via Fani, a Milano vengono uccisi Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, che frequentano il Centro Sociale Leoncavallo. Per questo delitto vengono indagati estremisti di destra romani. Ma i colpevoli non sono mai stati trovati. Non possiamo non notare come due gravissimi episodi, che alzano il livello di tensione e scontro, siano avvenuti non molto prima e appena dopo il rapimento di Aldo Moro. Per liberare Moro sarebbe servito un clima disteso che poteva favorire le trattative, invece la tensione viene alzata. Potrebbero essere coincidenze, ma i dubbi restano. Sono decine le vittime degli anni di piombo, molte rimaste senza verità. La lotta armata è il frutto della scelta sbagliata di giovani fortemente ideologizzati o la cosa è più complessa? Questi giovani che hanno scelto la via delle armi, potrebbero essere stati, involontari, protagonisti di qualcosa più grande di loro. Pedine della guerra fredda, delle nebbie ancora presenti di Salò, ma anche inconsapevoli pedine di gruppi di potere occulti, che tramite la strategia della tensione, volevano impedire il dialogo democratico tra le forze politiche. Il clima da guerra civile, lo spettro del pericolo rosso hanno condizionato la nostra vita democratica. Quando trattiamo gli omicidi degli anni di piombo, dobbiamo mettere da parte l'ideologia. Sono tutte vittime di omicidio. La nostra Costituzione, democratica e antifascista, sancisce che tutti sono uguali davanti alla Legge. Nell'Italia democratica non si è meno vittima a causa delle proprie idee. Un concetto espresso da Sandro Pertini con la visita a Paolo Di Nella, militante missino, morto dopo essere stato aggredito da estremisti di sinistra, mai assicurati alla giustizia. Dopo tanti anni, dopo tante vittime, dovrebbe essere finalmente chiaro che il migliore tributo alla Resistenza, è l'attuazione integrale della Costituzione. Costituzione scritta proprio per impedire che fosse versato altro sangue. Non dobbiamo mai dimenticarlo.

Credit foto www.secoloditalia.it