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Il libro “Il caso Moro “ e la teoria della doppia piramide

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di PIERDOMENICO CORTE RUGGIERO

La possibilità di fare acquisti su internet, permette di coltivare ancora di più la diffusa passione per il vintage. Il “vecchio” torna di moda. Su internet si trova di tutto. Confesso di non essere immune dalla passione per il vintage. In una delle mie ricerche sul web, ho trovato il libro “ Il Caso Moro” del 1987 di Balducci, Ferrara e Katz. Un libro dalla storia particolare.

 

Decido di prenderlo, nonostante il timore che molte informazioni siano superate, a causa di molti anni passati. Il libro ha in copertina la foto di Gian Maria Volonté che interpreta Aldo Moro. Il libro, infatti, è scritto dal regista e dagli autori del film “Il Caso Moro”, uscito nel 1986. Un film che diventa subito un caso. Sono passati solo 8 anni. La vicenda del rapimento di Aldo Moro e della strage di via Fani, è più viva che mai. Il film presenta una ricostruzione diversa da quella ufficiale. Solo le Brigate Rosse, avevano pianificato, realizzato e gestito il rapimento di Aldo Moro. “Il Caso Moro”, invece, ipotizza una regia occulta. La P2 sarebbe intervenuta per indurre le Brigate Rosse ad uccidere Moro. Ipotizza anche che molti nella Democrazia Cristiana non volevano la liberazione di Moro. Ovvio che ipotizzare, nel 1986, un ruolo della P2 e una complicità, almeno passiva,  della Democrazia Cristiana, era garanzia di grandi polemiche. La Democrazia Cristiana attacca pesantemente il film. Anche i famigliari delle vittime di via Fani, criticano il film, Per spiegare meglio quanto raccontato nel film, nel 1987 viene pubblicato il libro. Che si articola in tre parti. La prima contiene la sceneggiatura del film, la seconda risponde alle critiche, la terza contiene l'ipotesi del ruolo della P2. Proprio sulla terza parte è utile soffermarsi. L'ipotesi del coinvolgimento della P2, parte da quanto detto dalla segretaria di Licio Gelli. La donna, la mattina del 16 marzo 1978, dichiara di aver sentito Gelli dire “Il più è fatto. Ora vedremo le reazioni”. Ovviamente tale dichiarazione non può bastare. Per questo motivo, gli autori elencano una serie di riscontri. Iscritti alla P2, erano i vertici dei Servizi Segreti. Iscritto alla P2 era Mino Pecorelli. Direttore di O.P. Dal 1975 gli articoli di O.P, sono pieni di espressioni allusive alla morte di Moro. Parliamo di espressioni come “Il Moro...bondo”, “... in quell'occasione, se Moro vivrà ancora, toccherà a Benigno sloggiare le tende”. Durante e dopo il sequestro Moro, Pecorelli si dimostrerà sempre molto informato, oltre a lanciare molti messaggi criptici. Il giorno dopo l'omicidio di Pecorelli, un anonimo chiama il Procuratore capo di Roma De Matteo. L'anonimo dice al magistrato che il mandante dell'omicidio di Pecorelli è Gelli. Il movente sarebbe legato a documenti in possesso di Pecorelli. Documenti esplosivi. L'anonimo dice anche che l'omicidio del giudice Occorsio, potrebbe avere lo stesso mandante. Nel libro “Il Caso Moro” viene ripresa l'ipotesi che Giusva Fioravanti fosse il killer della mafia e della P2, negli omicidi di Piersanti Mattarella e Pecorelli. Fioravanti verrà processato e assolto per l'omicidio di Mattarella. Proprio recentemente, quindi 31 anni dopo l'uscita del libro, la magistratura è tornata ad indagare sulla pista di un killer di estrema destra per l'omicidio Mattarella. La relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla P2 ipotizza l'esistenza di una doppia piramide. La prima ha la P2 al vertice, al livello inferiore il terrorismo di destra e di sinistra, alla base le organizzazioni criminali (mafia, camorra, malavita romana). La seconda piramide era formata da servizi segreti italiani e americani. Le due piramidi erano legate tramite Licio Gelli. Questa doppia piramide sarebbe, secondo gli autori del libro, intervenuta diverse volte durante il sequestro Moro, per portare alla morte del Presidente della Democrazia Cristiana. Il ritrovamento del covo di via Gradoli e il falso comunicato numero 7, sarebbero, secondo gli autori, mosse della doppia piramide. Moro con la sua politica di apertura al Partito Comunista, era diventato un nemico mortale per la doppia piramide. Le ipotesi contenute nel libro sono interessanti. Il libro è pieno di domande, senza risposta dopo 31 anni. Questo porta ad una domanda finale: Saremo mai un paese normale, capace finalmente di trovare la verità ?

Credit foto “Il Caso Moro” di Balducci, Ferrara e Katz. Tullio Pironti Editore.