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Malattie di massa e alimentazione

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di MADDALENA COVIELLO

Il piccolo produttore come garanzia e incentivo alla crescita economica


Ciò che oggi è negli ingredienti non è sempre sano e giusto e può condurre a patologie molto gravi. Non a caso forse ci sono persone in massa che soffrono di una determinata patologia come l’Alzheimer che potrebbe derivare dallo incipit di questo discorso. Forse non sarebbe un caso se il rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) riporta stime di crescita preoccupanti della demenza: 35,6 milioni di casi nel 2010 che raddoppieranno nel 2030 e triplicheranno con 7,7 milioni di nuovi casi l’anno (uno ogni 4 secondi). In Italia, il numero totale dei pazienti con demenza è stimato in oltre un milione.

Attraverso una ricerca correlata all’argomento, ci sono delle sostanze come additivi a base di alluminio, impiegati come stabilizzanti in numerosi alimenti, è stato ritenuto causa di disturbi nello sviluppo e malattie neurodegenerative. L’alluminio si accumula nel corpo, in particolare le ossa, e potrebbe dare origine all’Alzheimer.

Il Bromato di potassio utilizzato per aiutare alla lievitazione dell’impasto durante la cottura è classificato dallo IARC (International Agency for the Reasearch on Cancer) come potenzialmente dannoso. Tossico per reni, danneggerebbe il DNA. Teoricamente si trasforma nell’innocuo bromito di potassio, ma degli studi hanno dimostrato che restano dei residui. Nell’Unione Europea e in Canada è vietato il suo uso negli alimenti.

Infine, per citarne alcuni, i coloranti artificiali sono quelli ammessi in determinati elenchi, ma secondo EWG i risultati delle analisi, citati anche in alcune conclusioni EFSA, suggeriscono un possibile effetto sul comportamento dei bambini e andrebbero approfonditi i controlli.

Oggi la nuova economia industrializzata soppianta il piccolo produttore e la vendita diretta sul mercato. Rivalorizzare questo secondo tipo di economia con i dovuti controlli favorirebbe e garantirebbe, nella nostra nazione, la qualità del prodotto, più posti di lavoro e aumenterebbe esponenzialmente la crescita economica del prodotto italiano e la sua esportazione.