Il SudEst

Sunday
Jun 16th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Sociale Sociale #100 scuole per Alessandro Leogrande

#100 scuole per Alessandro Leogrande

Email Stampa PDF

 

Redazionale

All' iniziativa ha partecipato la 5C CAT dell’Istituto Tecnico per Geometri “S. Quasimodo” di Cosenza

La Feltrinelli Editore ha indetto per lunedì 20 maggio, nell’anniversario della nascita di Alessandro Leogrande un'iniziativa lanciata a novembre, 100 scuole per Alessandro Leogrande: da tutta Italia, in oltre 100 scuole, si leggerà, lavorerà, parlerà dei libri di Alessandro. Tanti puntini illuminati, da nord a sud, perché la voce di Leogrande rimanga viva.

L’iniziativa della 5C del “Quasimodo”:

Abbiamo iniziato dalla fine, da quell'ultimo capitolo de La frontiera in cui Alessandro Leogrande cerca di decifrare i nostri legami con il mistero del male e della violenza nel mondo leggendo il Martirio di San Matteo, il dipinto di Caravaggio custodito nella Chiesa di San Luigi dei francesi a Roma. Una pagina altissima che ci interroga personalmente, nessuno è escluso, cercando di sagomare i rapporti di giusta equidistanza tra noi e il male. Vicini ma non troppo, interni ma non prossimi. Eppure, proprio in quella riduzione dello scarto, in quel situarsi a fianco dei violati, dei sommersi, dei reietti e indossando le loro stesse lenti interpretative della realtà, si può alleggerire, almeno, il macigno mortifero che li perseguita. Bisogna indossare la loro stessa pelle, accogliere le loro parole i loro ricordi e anche i loro sogni, la loro vita precedente, delineando un flusso memoriale che stabilisca un prima e un dopo. La frontiera, appunto. I ragazzi, bravissimi, hanno letto e commentato brani da Il naufragio e Dalle macerie, addentrandosi nei meccanismi descritti prima, fino alla allucinazione finale dell' ultimo capitolo di Uomini e caporali. E', questa, una visualizzazione onirica probabilmente frutto di quella controra meridiana in cui si materializzano tutti i morti stranieri del lavoro nei campi della Puglia, una sorta di quarto stato dell'aldilà, una spoon river degli ignoti, dei senza dignità, macerati in un mondo logistico e culturale in cui dominano rapporti e leggi non scritte pre-civili e pre-umane che disintegrano in modo ferino le persone. Ecco, gli sconfitti della Storia, i senza passato, i morti di fatica, per i quali e nel loro nome si accettano e si rivendicano le rivoluzioni di ogni tempo e di ogni luogo.