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La morte di Cosimo Carlino e l'ombra di Al Qaida

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di PIERDOMENICO CORTE RUGGIERO

La prima Guerra del Golfo, e' stata la guerra raccontata in diretta.


 

Tante le immagini, rimaste impresse nella memoria collettiva. Tra queste immagini, non c'è il volto di Cosimo Carlino. Eppure lui è morto durante quella guerra. Carlino presta servizio nella la Marina Militare Italia. Ha 21 anni, ed è imbarcato su nave Stromboli, un rifornitore di squadra. Nave Stromboli fa parte del contingente italiano, inviato come contributo alla  coalizione che deve liberare il Kuwait, occupato nel 1990 da Saddam Hussein. Una guerra per il petrolio, un guerra che porterà alla nascita di Al Qaida, che porterà ai fatti dell'11 settembre 2001. Le forze della coalizione, a guida USA, stabiliscono in Arabia Saudita il quartier generale. Per molti mussulmani, la presenza di truppe occidentali nella terra della Mecca, è un sacrilegio. Queste cose però, Cosimo Carlino non le conosce. Lui è partito dalla sua Calabria, per fare carriera in Marina. Ha anche una fidanzata, conosciuta a Dubai, dove nave Stromboli è di base. Ed è a Dubai che Cosimo si trova il 13 febbraio 1991. Sceso dalla nave, insieme ad altri militari italiani, si reca presso le cabine telefoniche Etisalat, in una via principale di Dubai. Carlino deve telefonare a casa, per dare e avere notizie. Inizia la conversazione telefonica con sua madre. Dalla cabina di fianco, esce un uomo armato di coltello. Colpisce Cosimo alle spalle, una sola coltellata al fegato. Poi scappa. Cosimo Carlino estrae il coltello dalla ferita e lo butta a terra, poi insegue  il suo assassino, ci riesce per un centinaio di metri, ma poi cade a terra. Morto. Non verrà ritrovato il coltello con cui è stato ucciso. I testimoni descrivono l'assassino come un uomo di circa 30 anni, non molto alto, carnagione scura, vestito con giacca, maglietta e pantalone. Si pensa subito da un atto di terrorismo, anche se non si erano mai verificate prima azioni terroristiche simili a Dubai. I punti da chiarire sono tanti. L'assassino ha colpito a caso? Probabilmente no, voleva colpire militari occidentali. Perché Cosimo Carlino insegue il suo assassino? Era gravemente ferito, forse un reazione istintiva, o aveva riconosciuto il suo assassino? Cosimo getta il coltello a terra, eppure non verrà mai trovato. Qualcuno lo prende. Un complice del killer? Qualche curioso? La scomparsa dell'arma del delitto, rimane un punto cruciale. L'ipotesi di attentato terroristico, rimane quella più probabile. L'azione di un lupo solitario. Resta anche l'ipotesi di un movente legato a dinamiche nate intorno a nave Stromboli. Sicuramente, resta la  domanda più importante: Cosimo è morto perché militare occidentale o volevano uccidere lui per altri motivi? Ad oggi tutto sembra indicare la prima ipotesi. Certo è che il mistero legato alla morte di Cosimo Carlino, è stato dimenticato. Negli Stati Uniti, avrebbero scritto libri, fatto film, fatto indagini. Da noi, invece, la morte di Cosimo è diventata una mossa anonima sul grande scacchiere della Storia. Una morte dietro le quinte. La Storia è fatta di grandi numeri, grandi imprese. I singoli morti pesano poco ,sulla bilancia della Storia. Eppure la morte di Cosimo Carlino, dovrebbe pesare molto. Sulla nostra coscienza collettiva.

Credit foto :

https://www.telemia.it/2019/02/siderno-rc-13-2-1991-13-2-2019-sono-passati-ventotto-anni-dalluccisione-del-marinaio-cosimo-carlino/