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Parlateci di Rignano Flaminio

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di PIERDOMENICO CORTE RUGGIERO

Tutti vogliono parlare di Bibbiano.

 

Bibbiano è argomento di grande attualità, anche politica, a causa del coinvolgimento di un sindaco del Pd. Quella di Bibbiano è una vicenda grave, come ogni vicenda che vede coinvolti dei bambini. Una vicenda, però, sulla quale dovrà esprimersi la magistratura giudicante. Troppo presto per dare giudizi, per fare analisi. Quello che è sicuro, è la necessità di rivedere la procedura di affido di minori da parte dei servizi sociali. Detto questo, non parleremo di Bibbiano. Parleremo di Rignano Flaminio. Perché di Rignano Flaminio non parla più nessuno. Ed è un male. Di Rignano Flaminio, si inizia a parlare nel 2006. O meglio si inizia a parlare della scuola “ Olga Rovere “ di Rignano Flaminio. Un gruppo di genitori, si reca dai carabinieri per presentare denuncia. Sono insospettiti dai racconti dei propri figli, bambini di età compresa tra i 3 e 4 anni e tutti alunni della Olga Rovere. Le denunce arrivano a 21, ovviamente scattano le indagini. Le indagini si basano principalmente sui racconti dei bambini e dei genitori. I racconti sono allucinanti. Bambini di tre anni portati in gruppo fuori dalla scuola, narcotizzati e costretti a subire abusi. Bambini con i genitali arrossati e costretti a giochi erotici. Le indagini portano all'arresto delle maestre Silvana Magalotti, Marisa Pucci e Patrizia Del Meglio, di suo Marito Gianfranco Scancarello, della bidella Cristina Lunerti e di un benzinaio, Kelum De Silva. Per la televisione, per i giornali, per l'opinione pubblica, diventano i mostri, gli orchi. Viene chiesta la pena di morte, le più atroci torture. Sono sicuramente colpevoli. La sentenza è emessa, il patibolo è pronto. Eppure qualcosa non torna. Difficile credere che i bambini venissero portati via in gruppo dalla scuola, senza che nessuno si accorgesse di nulla. I dubbi però, valgono poco quando l'opinione pubblica ha deciso. Per fortuna, però, esistono ancora i tribunali. Inizia il processo di primo grado per i fatti della Olga Rovere. Un processo lungo, che inizia nel 2010 e dura due anni. Arriva l'assoluzione per tutti gli imputati. Per i giudici le testimonianze dei bambini erano contaminate dai racconti degli adulti, dei genitori. Dopo l'assoluzione, si inizia a parlare sempre meno di Rignano Flaminio. Poi arriva il processo d'appello, con  una nuova assoluzione. E di Rignano Flaminio non si parla più. Troppi dovrebbero chiedere scusa, e in Italia non si chiede quasi mai scusa. Gli imputati, una volta assolti, si trovano comunque con la vita rovinata da una accusa infamante. Qualcuno ancora prova a sostenere che i giudici hanno sbagliato, qualcosa deve essere successo, i bambini non mentono. I bambini non mentono ma possono essere soggetti ad influenze esterne. Sopratutto dobbiamo capire che il contraddittorio è fondamentale per arrivare alla verità. Di Rignano Flaminio non abbiamo capito la lezione, non abbiamo capito la differenza tra opinione personale e giudizio. Tra oggettivo e soggettivo. Tra fazioso e imparziale. Tra onesta esposizione dei fatti e cialtroneria. Quindi prima di parlare di Bibbiano, parlate anche di Rignano Flaminio.

Credit foto https://www.huffingtonpost.it/2014/05/16/rignano-flaminio-appello-conferma-assoluzione_n_5336740.html