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Il mistero della morte di Maurizio Carrafa

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di PIERDOMENICO CORTE RUGGIERO

Non troverete l'omicidio di Maurizio Carrafa, nel lungo elenco dei misteri italiani.

 

Quello di Maurizio Carrafa è uno dei tanti omicidi senza soluzione e senza giustizia, di cui non si parla più. Eppure potrebbe essere legato ad una stagione di misteri, che in Italia sembra non finire mai. Ore 21 del 14 agosto 1968, aeroporto militare di Pratica di Mare, l'aviere della VAM ( la vigilanza armata dell'Aeronautica Militare ), è in servizio di guardia presso il cancello ovest della base. A 800 metri dalla spiaggia di Torvaianica. Zona isolata, ma a pochi metri dal cancello, c' è una villetta. Maurizio Carrafa è solo in servizio, dovrebbero essere in due ma è la vigilia di Ferragosto. Molti sono in licenza e il traffico è poco. Il cancello viene usato dai militari e dai famigliari per andare agli alloggi e alle 23 viene chiuso. Ovviamente Maurizio è armato, ha una pistola e nella garitta ha un mitra MAB con caricatore. Una tranquilla serata di agosto per Maurizio Carrafa. Sono circa le 23, quando una vettura si avvicina al cancello, alla guida un sergente che rientra alla base. Si ferma e nota un corpo a terra, vicino alla sbarra dal lato interno. E' il corpo di Maurizio Carrafa, il corpo è in posizione prona con i piedi verso l'esterno della base. E' stato colpito alla fronte e alla schiena con pallettoni sparati da fucili calibro 12, la gola tagliata da una coltellata. Nelle mani stringeva una penna e le chiavi del cancello. La pistola e il mitra MAB, vengono portati via dagli assassini. Perché ad uccidere Maurizio Carrafa, sono probabilmente due persone. La prima si avvicina a lui per farsi identificare, la seconda persona spara da un cespuglio a pochi metri dalla recinzione dell'aeroporto. Poi il primo assalitore colpisce alla gola e alla fronte il Carrafa, per poi rubare le armi. Nessun testimone, solo una ragazza che vive poco lontano, sente dei colpi. Un delitto così, sconvolge l'opinione pubblica. La base aerea di Pratica di Mare è sede del reparto sperimentale dell'Aeronautica militare, contiene quindi segreti militari. Ma non sembra certamente una azione di spionaggio. Sicuramente gli assassini conoscevano perfettamente i luoghi e        le dinamiche del servizio di vigilanza. Maurizio Carrafa era in servizio a Pratica di Mare dopo aver fatto il CAR a Viterbo. Viveva a Roma con i suoi genitori, un ragazzo tranquillo. Anche se ultimamente i commilitoni, lo vedevano più nervoso, forse perché si era interrotto un rapporto sentimentale con una ragazza. Gli investigatori seguono, senza successo, due piste. Quella della vendetta sentimentale, il classico delitto d'onore, legato alla ragazza lasciata da poco. E quella legata a bracconieri o contrabbandieri sorpresi da Maurizio Carrafa. In realtà, convincono poco entrambe le ipotesi. Sembra più logico, pensare ad un furto di armi. Nel 1968, la criminalità cambia, non è più quella tipo i “Soliti Ignoti”, inizia a sparare. Servono quindi  armi più efficaci. Anche il terrorismo inizia i primi passi di una sanguinosa storia. Probabilmente le armi tolte a Maurizio Carrafa, hanno trovato impiego in qualche azione criminale o eversiva, basti pensare ai Mab in uso alla banda della Magliana o ai Nar. Forse in qualche deposito giudiziario, sono conservate  le armi rubate a Maurizio Carrafa e poi sequestrate a qualche gruppo criminale. Forse non è troppo tardi per la verità.

Credit foto Archivio storico l'Unità