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Istituto Italiano per gli Studi Filosofici

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Redazionale

Palazzo Serra di Cassano | Sala Mattia Preti | via Monte di Dio 14 - Napoli

Sabato 12 ottobre 2019

(dalle 9.30 alle 13.30)

Convegno nazionale

Psiche inconscia, Psiche cosciente

da un'idea di Antonio Vitolo

«[…] non solo illuminare il buio dell’angoscia del disfarsi d’un mondo lacerato da terribili guerre, ma anche aiutare a custodire la speranza di luoghi, tempi, stili di vita capaci di ospitare Psiche[...]»

A. Vitolo

Interverranno

Ferdinando Testa|Valentina Salvini|Mario Bottone Francesco Napolitano|Sarantis Thanopulos Chairmen

Angelo Malinconico|Roberto Musella|Massimiliano Scarpelli

Sabato 12 ottobre, dalle 9.30 alle 13.30, presso la sala Mattia Preti dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (Palazzo Serra di Cassano, in via Monte di Dio 14), si terrà il convegno nazionale Psiche inconscia, Psiche cosciente, ideato e organizzato dall'analista napoletano Antonio Vitolo.

«Freud, Jung, Lacan e Neumann vengono ripensati da analisti sullo sfondo di argomentazioni inter- disciplinari – scrive Vitolo – memori del Mitreo di Santa Maria Capua Vetere, del ravennate Battis- tero Neoniano, Caravaggio, Vincenzo Gemito, Giorgio de Chirico.

Riconoscere aporìe e pienezza di senso nel carsico andamento del sapere e della cura potrebbe forse, nel rigore del riflettere e nell’onda del sentire, non solo illuminare il buio dell’angoscia del disfarsi d’un mondo lacerato da terribili guerre, ma anche aiutare a custodire la speranza di luoghi, tempi, stili di vita [...]».

E ancora scrive: «In Occidente, soprattutto nella Grecia che fonda la cultura europea, la coscienza sem- bra affermarsi come un’aurora, un’alba. Intrisa di mito, con un monito stringente: Europa rapita e in- trovabile - un τόπος che risuona a Napoli nella scomparsa di Zazà - addita l’afanisi della psiche cosciente e il montare della psiche inconscia».

Testo integrale di A. Vitolo:

«Coscienza, cum scientia. Nel Sofista di Platone, 263 e, ‘coscienza’ è dialogo interiore, muto, dell’Anima con sé stessa. Ricordiamo: γνωθι σεαυτόν, συναισθάνεσθαι – συνείδεσις.

La coscienza sembra corrispondere a una forma di raccoglimento, una comunità interiore, basata sulla coerenza, e tuttavia non rigida: un fluido equilibrio. All’opposto si situa, ad esempio, il nutrire odio in forma cosciente, come nei mesi scorsi s’è visto nel temibile ex ministro degli Interni. Una trasgressione allarmante, una distorsione dell’area cosciente, il montare di una massa incon- scia informe, minacciosa. Allo stesso modo concludere un comizio populista con il bacio di simboli religiosi, è parso, affermano molti credenti e laici - tra cui l’attuale Primo Ministro -, un sintomo di in- coscienza religiosa, non di coscienza.


È difficile dire, dopo il ‘Conosci te stesso’, ove si profili la coscienza in Occidente. I Greci stessi, i Ro - mani, hanno usato la coscienza collettiva non solo per accrescere in quantità e qualità la conoscenza, ma per espandersi. Il M.Evo, filtrata l’onda barbara, l’ha usata concentrando quasi tutta la vita in castelli e conventi, ove il tempo, tra immaginazione e operosità ( ora et labora ), divenne forma meditativa nel tempio cristiano. Una simile elevatezza non evitò, purtroppo, guerre e Crociate. Coscienza collettiva e coscienza individuale funzionano in noi da millenni come filtri trasformativi, creativi, distruttivi, au- todistruttivi. In Occidente, soprattutto nella Grecia che fonda la cultura europea, la coscienza sembra affermarsi come un’aurora, un’alba. Intrisa di mito, con un monito stringente: Europa rapita e introv- abile - un τόπος che risuona a Napoli nella scomparsa di Zazà - addita l’afanisi della psiche co- sciente e il montare della psiche inconscia.

Zazà, fonema bisillabo del testo di Raffaele Cutolo - nomen omen - impensabile senza Isaia (ma, atten - ti, vale l’opposto), traccia per l’alta intelligenza di Roberto De Simone ed Enzo Moscato.

La seconda guerra mondiale - grida in noi profetico Isaia - se fummaie a Zazà e pure a sora ‘e Zazà. La- ger, speculari e coevi rispetto ai gulag, ma, oltre ogni sommaria equiparazione di falsa coscienza - in - comparabilmente crudeli nel gasificare, sublimare, se fummarono gli Ebrei (la cinica coscienza d’oggi,  nel confermare il disegno di emarginazione o annientamento degli Ebrei, tenta anche qualcosa di simile con i Palestinesi). Cadmo e Isaia cercano ancora… E l’ebreo Freud escogitò nel sogno, e nell’ombelico del sogno su Irma una via d’uscita, di nascita, rite de sortie. L’ampiezza trascendente della dinamica in- conscia custodiva, tuttavia, a priori le vie orientali e arabe ai sentieri enigmatici della mente: dato che Freud tradusse nell’ardita, fondata, ipotesi di Mosè egiziano e Jung, in accordo con la cosmologia di Ga - mow ed Einstein, denominò creatio continua (antefatto del flusso darwiniano della coscienza postulato da W. James).

Dal Rinascimento all’unificazione italiana la tensione laica e religiosa, entro il primato cattolico-cris - tiano, ha configurato una presa di coscienza non esente da ombre e drammi. Dal primo Ottocento il fermento europeo, consolidatosi alla metà del Novecento nella formazione istituzionale di organismi e funzioni sovranazionali, ha caratterizzato sia l’Idealismo, sia il Positivismo, due facce della psiche co- sciente, a cui in Leopardi fa da contrappunto ne L’Infinito, composto 2 secoli fa: vocazione doltranza, esigenza di attingere e smarrirsi rispetto alla metà fisica e psichica, dissoluzione e reinvenzione del soggetto. Dopo Cartesio, Spinoza, Locke, Hume, Leibniz e Kant, senza dimenticare Pascal, Bruno e Vico, dopo la metà dell’Ottocento, un passaggio inconfondibile riassetta i limiti della psiche inconscia e cosciente. La psichiatria dinamica, autorevole variante della psichiatria organicista, rinuncia all’impo- sizione delle mani sulla fronte delle isteriche sottoposte ad ipnosi. È l’atto di nascita del rapporto, della relazione, una nuova forma della psiche inconscia e cosciente, rispetto al sistemare, che da Apuleio, nel dominio del mito, è narrato come avventura di Psiche inconscia e Psiche cosciente nei suoi travagli con Eros.

Freud, Jung, Lacan, Neumann (v. la creazione uroborica di M.V. Acquaroli) vengono ripensati da Bottone, Napolitano, Thanopulos, Testa, Salvini, Vitolo, al tavolo con Malinconico, Musella, Scarpelli, sullo sfondo di argomentazioni interdisciplinari memori del Mitreo di Santa Maria Capua Vetere, del ravennate Battistero Neoniano, Caravaggio, Vincenzo Gemito, Giorgio de Chirico. Riconoscere aporìe e pienezza di senso nel carsico andamento del sapere e della cura potrebbe forse, nel rigore del riflettere e nell’onda del sentire, non solo illuminare il buio dell’angoscia del disfarsi d’un mondo lacerato da terribili guerre, ma anche aiutare a custodire la speranza di lu- oghi, tempi, stili di vita in cui la comunità sia ospitale verso Psiche, umanizzata, implicante nell’etimo (ψυχρός, ή, όν= freddo) la provenienza dalla morte, e non ancora umanoide».


Programma

9.30 – 9.40 Apertura

9.40 – 10.30

Ferdinando Testa - Il campo archetipico nei gravi disturbi psichici”

(analista junghiano docente, Cipa/Iaap, Catania, già docente a contratto, Università degli Studi di Enna Valentina Salvini - “Edipo viene dal mare, Erich Neumann nelle storie dei migranti” (psicologa, allieva junghiana Cipa/Iaap, Catania)

10.45 – 11.15

Mario Bottone - “L'inconscio in Lacan: un percorso dell'imago al reale”

(psicoanalista, membro Ap del Forum Epfc, Italia Fpl, docente IcLes, ricercatore di Psicologia clinica, dipartimento di Neuroscienze, Università degli Studi di Napoli Federico II)

11.30 – 12.00

Francesco Napolitano - “Due aporie metapsicologiche”

(psicoanalista, membro ordinario Spi/Ipa, già docente di Psichiatria e Psicologia Clinica, Università degli Studi di Napoli Federico II)

12.15 – 12.45

Sarantis Thanopulos - “L'inconscio in movimento”

(psiconalista, membro ordinario con funzioni di training, Spi/Ipa, Napoli)

13.00 – 13.30

Antonio Vitolo – “Psiche (Mitreo S. Maria Capua Vetere, A. Canova, V. Gemito), Conversione di Saulo

(Caravaggio), Battistero Neoniano (Ravenna): creatio continua e cervello mitriaco in Jung”

(analista docente Cipa/Iaap, già presidente Aipa, segretario training Aipa, Napoli-Roma, già docente a contratto, La Sapienza, Unina2,

fondatore e direttore della rivista “Tempo d'Analisi. Paradigmi junghiani comparati, Aracne)

Chairmen:

Angelo Malinconico (psichiatra, criminologo, analista didatta Aipa/Iaap, Termoli)

Roberto Musella (psichiatra, psiconalista, membro ordinario Spi/Ipa, segretario scientifico del Centro napoletano di Psicoanalisi)

Massimiliano Scarpelli (analista didatta Aipa/Iaap, responsabile della sezione napoletana dell'Aipa)

Per info

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Brevi cenni biografici

Antonio Vitolo, analista didatta junghiano, è membro AIPA/AIAP (Associazione It. e Internazionale di psicologia Analitica), presidente dell’AIPA, 2006-2010, membro collaboratore di altre associazioni ed istituzioni italiane, ha insegnato per contratto nella II sc.di Specializzazione di Psicologia 1, Roma, 1991-2007 e , in cattedra, a Psicologia, Unina2, 1996-2002. Ha curato con Luigi Aurigemma Opere di C.G. Jung nella collana Biblioteca Boringhieri, 1977-1995, con introduzioni ai singoli testi. Ha tradotto Il concetto di inconscio collettivo e Sul rinascere di C.G. Jung, è autore di oltre 100 articoli teorico-clinici, alcuni in francese, inglese, tedesco, portoghese, giapponese, 1400 ore di seminari, 11 convegni nazionali e internazionali presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano, Napoli, trasmissioni in Raidio3, oltre 350 conferenze nazionali e internazionali. Autore di Un esilio impossibile. Neumann tra Freud e Jung, Borla 1990 e Le psicoterapie, Il Saggiatore 1997 e 3 libri a cura, Radici della cura laica, Borla 1994, Nascita, morte, trasformazione, ha tradotto e curato anche l’edizione italiana de La Grande Madre di E. Neumann, Astrolabio, 1980 e Psiche e Materia di M.L. von Franz, Bollati Boringhieri, 1992. Vive e lavora a Roma e Napoli.