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Dal divorzio all'italiana al femminicidio

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di PIERDOMENICO CORTE RUGGIERO

Ha provocato molte e vivaci polemiche, l'intervista di Bruno Vespa ad una vittima di tentato femminicidio, ad una donna che stava per morire per mano di un uomo che diceva di amarla.

 

Una storia che, purtroppo, si ripete spesso. Ad alimentare le polemiche sono state le domande e le considerazioni fatte da Bruno Vespa. Il noto giornalista Rai, capace da anni di adattarsi ad ogni cambio di colore, ha detto che che la donna poteva ritenersi fortunata visto che se il suo aggressore avesse voluto ucciderla lo avrebbe fatto, non contento ha continuato dicendo che cercando di ucciderla, l'uomo  ha dimostrato di amarla tanto da non poter vivere senza di lei e che la donna nei lunghi mesi di relazione, avrebbe dovuto accorgersi che qualcosa non andava. Tante le polemiche, e Vespa sarà sottoposto a procedimento disciplinare dall'Ordine dei giornalisti. Bruno Vespa è giornalista di altri tempi, di altre stagioni, anche se cerca di adattarsi ad ogni stagione. Vespa, come tanti italiani, è rimasto fermo ai tempi del divorzio all'italiana. In Italia il divorzio è consentito solo da 49 anni e l'attenuante per il “delitto d'onore” è stata eliminata solo all'inizio degli anni 80. Per tanti anni, troppi anni, fare violenza ad una donna o ucciderla, era considerata una manifestazione di nobili sentimenti, manifestazione d'amore, di senso dell'onore, di gelosia. Sembra assurdo, ma è così. Erano tempi in cui il matrimonio estingueva il reato di violenza carnale. L'uxoricidio era raccontato dai giornali con enfasi, con toni epici. Basta vedere un film degli anni 60 e 70, per capire la mentalità: Alberto Sordi che come manifestazione di amore e gelosia, gonfia di botte Monica Vitti nel film Amore mio aiutami; in Operazione San Gennaro la fidanzata si rivolge a Nino Manfredi dicendo “ Lo vedi ? Non mi vuoi più bene, altrimenti mi avresti dato una schiaffo “; in Romanzo Popolare Ugo Tognazzi butta fuori a calci la Muti dopo averne scoperto il tradimento. Era visto quasi con simpatia, l'uomo che innamorato di un'altra donna, uccideva la moglie per essere libero di vivere il nuovo amore. Illustri clinici, avvocati e magistrati, descrivevano le donne come costituzionalmente portate all'isteria, alla menzogna, all'immoralità, all'infedeltà e che quindi l'uomo era autorizzato a correggerne la natura, anche con qualche schiaffo. Erano anni in cui una donna violentata ma ancora viva, era comunque una puttana, visto che si era permessa di non seguire la sorte della Santa Maria Goretti. Ancora negli anni 80 e 90 molte violenze sessuali non venivano denunciate, perché ad essere giudicate, alla fine, erano le stesse vittime. E succede anche oggi. Vespa, più o meno volontariamente, ha rappresentato una mentalità maschile ancora radicata. Le donne sono creature meravigliosamente complesse e contraddittorie, capaci di contenere un universo di emozioni e sentimenti. Le donne hanno sempre qualcosa di grande, ma spesso hanno la sfortuna di incontrare ed amare, piccoli uomini.   Possedere con la violenza, uccidere per non perdere il possesso, è l'atto più blasfemo, perché viola l'unico comandamento valido anche per gli atei, l'amore. Spesso i piccoli uomini, ricoprono grandi incarichi, ed uno dei modi per fermare il femminicidio, è dare spazio alla grandezza delle donne. In ogni campo.

Credit foto tratta dal film “ Amore mio aiutami “