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1 febbraio 1970, attentato alla centrale nucleare del Garigliano?

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di PIERDOMENICO CORTE RUGGIERO

Ha senso parlare di un fatto successo 50 anni fa ?

 

Si, tanto più se parliamo di un tema delicato come l'energia nucleare. Periodicamente, si torna a parlare della costruzione di nuove centrali nucleari. La questione è semplice, il consumo di energia elettrica è aumentato moltissimo. Produrre energia ha un costo. Certo esistono le fonti rinnovabili. Il sole, il vento, l'acqua. Però si parla ancora di energia nucleare. Una centrale nucleare, produce molta energia elettrica, a costi contenuti. Inoltre, secondo i sostenitori di questa form

a di energia, le centrali nucleari sono sicure e pulite. Sulla sicurezza basta citare i recenti fatti in Giappone. Per l'impatto ambientale, parlano gli studi sulle scorie nucleari. L'Italia ha già tentato la strada dell'energia nucleare. Con risultati disastrosi. Certo erano gli anni 60, la tecnologia non era quella di oggi ma è una lezione da non dimenticare. Simbolo della sciagurata epoca del nucleare italiano, è la centrale del Garigliano nel comune di Sessa Aurunca. Centrale costruita negli anni 50, che inizia a produrre energia agli inizi degli anni 60. Una centrale costruita in zona sismica e in una zona soggetta ad allagamenti. Una centrale costruita con tecnologia statunitense, ritenuta poco sicura negli Usa. Una centrale che ha prodotto poca energia, ma ha prodotto molti problemi. Diversi gli incidenti, con fuga di materiale radioattivo. Nella zona intorno alla centrale, è aumentato il tasso di anomalie genetiche e di tumori. Le cose, però, potevano andare anche peggio. La centrale nucleare del Garigliano poteva  causare un vero olocausto nucleare. Nel febbraio 1970, stava per succedere qualcosa di spaventoso. Libri e siti specializzati, riportano la notizia che , in un giorno imprecisato del febbraio 1970, avviene un diminuzione del liquido di raffreddamento nel circuito principale, con il rischio di fusione del nocciolo, rischio che viene scongiurato all'ultimo minuto. Secondo alcune ricostruzioni il liquido diminuisce a causa di mancanza di energia elettrica causata dal maltempo, secondo altre ricostruzioni la causa è legata ad uno sciopero degli operai Enel. Abbiamo trovato un articolo del Corriere della Sera del 4-02-1970, che rende tutto più misterioso. Il titolo è : ALLA CENTRALE DEL GARIGLIANO TENTATIVO DI SABOTAGGIO A UN IMPIANTO NUCLEARE. Riportiamo interamente l'articolo “Nella notte fra il primo e il due febbraio è stato compiuto un tentativo di sabotaggio all'impianto elettronucleare del Garigliano. E' stata trovata manomessa la valvola che chiudeva il serbatoio dell'acqua demineralizzata destinata ad alimentare la centrale. Il serbatoio si è vuotato per la metà. La manomissione è stata fortunatamente scoperta e si è potuto scongiurare un grave pericolo per l'impianto. Sono in corso indagini della polizia”. Si parla addirittura di tentativo di sabotaggio. Cosa è realmente accaduto resta un mistero,  sicuramente è stata sfiorata una tragedia immane. Migliaia di persone che dormivano serenamente, hanno rischiato di morire tra atroci sofferenze. Una vicenda che deve far riflettere. Certe sciagurate esperienze, non vanno ripetute.

Credit foto archivio storico Corriere della Sera