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Chiuderanno davvero le librerie a causa del coronavirus?

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di MADDALENA COVIELLO

La libreria di bottega il suo fascino e una speranza


Le librerie di bottega ai tempi del coronavirus sono in crisi come molti settori per via delle chiusure ordinate dai decreti, ma non per molto.

Innanzitutto offrono un servizio che conserva tutto il sapore del contatto col proprio cliente per i librai, con il proprio pubblico per gli autori.

Si, infatti andare in una libreria è sempre speciale, come recarsi alla ricerca di un  tesoro e trovarlo sempre. A quanti sarà capitato da bambini o ragazzi di conoscere un libro come il primo amore? Osservi un libro e senza che tu lo voglia cattura la tua attenzione dal titolo, dalla copertina. Poi l’esperienza del tatto nello sfogliare quei fogli che suscita l’emozione che solo un tocco di opera può dare. Comprarlo e portarlo a casa dà tutto il piacere di immergersi nella storia attraverso la lettura. Si ha la possibilità attraverso il pensiero di vivere quella storia parallelamente anche alla propria e trarre spunti e riflessioni. Aiuta ad arricchirsi di esperienza senza viverla. Un libro arricchisce il sentimento e la mente, una trasfusione di conoscenza direttamente dall’autore al lettore. Un display accesso con un I-book dà spazio alla lettura distratta, veloce. Un libro di carta dà sempre il piacere di prendere per le mani il testo, di concepire l’idea che quello che si ha fra le mani è una creatura con un’anima nata dalla penna dello scrittore e fissata a penna tra le righe.

Chi riflette questa relazione con un libro fatto di carta, non abbandona mai la bottega del venditore che sembra lì aspettarti nel mistero delle storie che circondano il suo negozietto. Quasi ci sia della magia nelle storie che ti offre e lui è lì a traghettarti. Probabilmente un acquisto on-  line racconta la comodità di un click, mentre per il lettore vero diventa un rito.

A quanti sarà capitato di acquistare un libro apparentemente lì senza alcun valore e scoprire poi che quel libro di ragazzo ha un valore per sé  nella propria vita, ma  non solo, diventa anche riscoperto come di un grandissimo scrittore e si è stati i primi a conoscerne il valore indiscusso? Ancor più oggi attraverso le presentazioni dei libri si può venire a contatto con il proprio autore preferito, scambiare una foto, un autografo. Si può addirittura avere la propria personale conoscenza con l’autore attraverso cosa racconta da un incontro in una presentazione del suo libro e scoprire in maniera così preziosa, intima e personale che lui sia un mostro sacro o semplicemente una persona proprio come sé con il lato umano, semplice e un dono incredibile di saper scrivere meravigliosamente. Diventa come una guida che ti prepara e allo stesso tempo ti richiama un’attenzione particolare alla tua azione di leggere,  come fosse un vero maestro. Si sa l’uomo è dipendente dagli stimoli. Stimoli che solo la relazione con l’altro può dare per rendere più consapevoli di sé stessi e di quello che si fa.

No, il coronavirus non farà soccombere la biblioteca del librario, anzi farà scoprire l’importanza della relazione e del contatto anche con un libro,  piuttosto che di un rigido schermo touch che lascia così come si è iniziati a interagire. Si scoprirà qualcosa in più per tutti in questa assenza di legami come l’importanza della rapporto con l’altro, il contatto con l’altra persona e le cose con cui ci si rapporta, e finalmente abbattere l’orgoglio e l’indifferenza perché  “la vita è adesso” e va vissuta fino in fondo senza rimpianti senza perdersi di vista, perché la storia e il libro della vita lo scrive l’uomo, il vero protagonista.