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Covid-19 e la notte della Repubblica

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di PIERDOMENICO CORTE RUGGIERO

Il Covid-19 è una delle più grandi emergenze che il nostro Paese abbia mai vissuto.

Emergenza medica, ma anche sociale ed economica. Emergenza che ha fatto scendere per la seconda volta, dopo gli anni di Piombo, la notte sulla nostra Repubblica. Molto si è discusso sull'uso dei Dpcm per la limitazione della libertà personale finalizzata al contrasto della diffusione del Coronavirus. Se formalmente l'uso dei Dpcm appare conforme alla Costituzione, visto che i Decreti venivano emanati in forza di un Decreto Legge approvato dal Parlamento, diverso è il discorso dal punto di vista della sostanza. I padri Costituenti avevano conosciuto la dittatura fascista, per loro la libertà individuale era sacra. In questo contesto è evidente, che lo spirito della norma costituzionale è che ogni singolo provvedimento che limita la libertà dei cittadini, deve essere regolato da una Legge approvata dal Parlamento dopo un libero dibattito. Questo oggettivamente non è avvenuto. Perché il Presidente Mattarella, grande giurista e costituzionalista, ha permesso l'uso massiccio di Dpcm? Probabilmente per garantire al Paese un governo nel pieno dei poteri e della credibiità, è cosa nota che il governo Conte ha una maggioranza debole e divisa, con numeri risicati al Senato. La necessità di riforme costituzionali è cosa nota ma tutto è rimasto sulla carta. Una legge elettorale che permetta ai cittadini di scegliere e giudicare il candidato, riforme costituzionali che possano eliminare certi giochi di palazzo, sono priorità che non si possono più rimandare. Non sono necessarie riforme che stravolgono il nostro assetto costituzionale, ad esempio la legge elettorale in vigore fino al 1993 associata alle riforme costituzionali indicate dalla Commissione Bicamerale Iotti-De Mita, garantirebbero sicuramente risultati migliori di quelli odierni.

Il sistema sanitario ha affrontato e affronta con efficacia l'emergenza Coronavirus. Ma a quale prezzo? Medici e infermieri morti, personale sanitario costretto a turni disumani e con mezzi non sempre sufficienti. Soprattutto rinunciando a curare migliaia di persone. Le diagnosi per il cancro sono diminuite di oltre il 50%, tanti pazienti sono stati abbandonati a se stessi. Si è dovuto decidere chi curare e chi no, questo è un fallimento inaccettabile. Anni di tagli ai fondi, di politiche sanitarie sbagliate, hanno portato a questo.

Durante il periodo di lockdown, si è deciso di ricorrere massicciamente ad un sistema repressivo fatto di posti di blocco, droni, elicotteri, terrorismo mediatico. Anche questo è un sostanziale fallimento, una Nazione evoluta è formata da cittadini che dialogano e collaborano con le istituzioni con pari diritti e dignità. Una Nazione evoluta impiega massicciamente insegnanti, medici, infermieri, assistenti sociali dotati di mezzi e risorse, non impiega massicciamente poliziotti e soldati.

Durante questa emergenza, tanti anzi troppi, hanno evocato l'uomo forte, metodi forti. Tanti anzi troppi, hanno fatto il discorso “ a cosa ci serve la libertà se poi ci ammaliamo?”. Negli anni Trenta, molti facevano il discorso  “a cosa ci serve la libertà se poi moriamo di fame?”. Anche negli anni Trenta, cercarono la soluzione nell'uomo forte. Come è andata a finire lo sappiamo.

L emergenza Covid19 , ha fatto scendere ombre sulla nostra Repubblica, ha  aperto crepe nel tessuto sociale e nel nostro impianto istituzionale.  Segnali da non trascurare. Per evitare che si arrivi ad una lunga e tenebrosa notte della Repubblica.

Credit foto https://it.wikipedia.org/wiki/La_notte_della_Repubblica