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Una misteriosa pistola calibro 22 alla Sapienza

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di PIERDOMENICO CORTE RUGGIERO

Il 9 maggio 1997, la studentessa Marta Russo, viene colpita da un proiettile alla testa, mentre percorreva un viale nei pressi della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università la Sapienza di Roma. Marta morirà in ospedale. Un caso che ha colpito l'opinione pubblica. Caso concluso con condanne e diverse domande senza risposta. Una di queste è legata al ritrovamento di una pistola. Il 2 febbraio 1998, degli operai trovano in uno dei bagni del Rettorato, una pistola Beretta calibro 22, avvolta in un cappello di lana. La pistola era nascosta in una intercapedine. Era in cattivo stato di conservazione a causa della ruggine. Uno degli operai aveva fatto partite un colpo provocando il blocco del carrello e la mancata espulsione del bossolo. Ovviamente la prima ipotesi è che quella potesse essere l'arma che aveva ucciso Marta Russo. La matricola era abrasa. Per poter stabilire se era quella l'arma che aveva sparato il 9 maggio 1997, erano necessarie prove balistiche. Prove balistiche che potevano essere effettuate solo dopo aver restaurato la pistola. Operazione che il magistrato inquirente non autorizzò, perché il restauro avrebbe comunque alterato le caratteristiche originarie dell'arma. Non si è potuto stabilire se la Beretta calibro 22 era stato usata per sparare a Marta Russo o in altri delitti. Mentre sentenze passate in giudicato stabiliscono, che non è stata usata quella Beretta per uccidere Marta Russo, rimane il dubbio che possa essere stata usata in altre azioni criminose. Come l'omicidio di Giorgiana Masi, o quello di Antonio Corrado o quello di Walter Rossi. Giorgiana Masi venne uccisa da un colpo calibro 22, il 12 maggio 1977, durante una manifestazione. Antonio Corrado venne ucciso il 30 ottobre 1975 e vennero usate due pistole, una calibro 38 e una calibro 22. Walter Rossi, venne ucciso il 30 settembre 1977 durante una manifestazione e sul luogo della sparatoria venne trovato un bossolo calibro 22. Il calibro 22 non è generalmente l'arma preferita per compiere un omicidio. Viene usata o se non si dispone di meglio o se si ha una buona capacità nel maneggio delle armi. Perché il calibro 22 è letale solo se colpisce organi vitali, quindi bisogna avere buona mira. Non avendo caratteristiche esuberanti e non avendo praticamente rinculo, il calibro 22 si presta al tiro di precisione e nelle mani di una persona esperta è letale. Non a caso i servizi di sicurezza israeliani, usarono massicciamente Beretta 70 calibro 22. Il dubbio resta, negli anni di Piombo il calibro 22 venne usato da improvvisati che non avevano di meglio o da persone con una buona esperienza nel tiro?

La pistola ritrovata nel bagno della Sapienza, era avvolta in un cappello di lana. Probabilmente anche il cappello era un qualcosa di compromettente da nascondere. Sarebbe il caso di verificare nuovamente se in delitti in cui è stata usata un calibro 22, dei testimoni hanno riferito di un cappello di lana.

La vicenda di questa pistola è stata archiviata con troppa fretta. Il ritrovamento di una pistola in una Università è un fatto gravissimo, che andava e andrebbe chiarito. Inoltre quella pistola, potrebbe dare giustizia a delle vittime. La cultura è anche e sopratutto,  cultura della legalità. La prima lezione che ogni studente dovrebbe imparare.

Credit foto https://www.armimagazine.it/omicidi-commessi-con-armi-legalmente-detenute/