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L'eredità di Guglielmo Mollicone e l'errore da evitare

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di PIERDOMENICO CORTE RUGGIERO

Guglielmo Mollicone è morto e come ogni persona che muore, lascia un'eredità.

Nel suo caso, una grande eredità morale. La sua lunga lotta per la Verità, deve diventare esempio per tutti. Guglielmo lascia anche un compito impegnativo, la ricerca della Verità, assicurare gli assassini di Serena alla giustizia. E' in corso l'Udienza preliminare, che deve decidere la sorte dei cinque imputati per l' omicidio di Serena Mollicone. Gugliemo Mollicone era fortemente convinto della colpevolezza dei cinque imputati, con la stessa forza con cui era convinto della colpevolezza di Carmine Belli. Ora ci troviamo davanti ad un bivio, sostenere acriticamente  la convinzione dell'esclusiva colpevolezza degli odierni imputati o realizzare il desiderio di Guglielmo di dare Giustizia a Serena? Perché non è necessariamente la stessa cosa. La Procura di Cassino e gli investigatori dei Carabinieri, hanno presentato prove scientifiche frutto del lavoro dei migliori professionisti italiani, che solo in Tribunale possono essere valutate. Ciò che appare già da ora, è che mancano alcuni elementi. Iniziando dal movente. Serena si reca dai Mottola in caserma per denunciare l'attività di spaccio di Marco Mottola? Plausibile, ma perché proprio la mattina del 1 giugno 2001? Perché non qualche giorno prima o qualche giorno dopo? Qualcosa succede la mattina del 1 giugno, un qualcosa che spinge Serena ad avere la necessità di recarsi subito in caserma. Un qualcosa di improvviso accaduto tra Isola Liri e Arce. Improvviso perché quella mattina, Serena doveva essere a scuola a Sora. Ma cosa? Serena potrebbe aver visto qualcosa o qualcuno in particolare lungo la strada che da Isola Liri porta ad Arce. Serena sulla base delle semplici voci di paese, non poteva essere una minaccia per Marco e Franco Mottola. Ad oggi non sappiamo cosa ha visto Serena Mollicone e chi ha incontrato la mattina del 1 giugno. Altro elemento mancante è legato a Fontecupa, il luogo dove viene fatto ritrovare il corpo di Serena Mollicone. Le persone che si occupano di occultare il corpo di Serena, hanno una perfetta conoscenza del luogo. Si muovono con sicurezza in situazione di scarsa illuminazione, rimangono parecchio tempo invece di andar via subito. Sono tanto sicuri che dedicano molto tempo alle operazioni di depistaggio. Erano sicuri di non essere scoperti e di non trovare macchine ferme all'uscita di Fontecupa. Tanta sicurezza viene solo da una grande familiarità con i luoghi. Oggettivamente, nessuno dei cinque imputati sembra avere questa caratteristica. Questo porta a fare una ulteriore considerazione. Perché rischiare portando il corpo in un luogo frequentato praticamente in ogni momento della giornata? Il dibattimento, è il momento cruciale di un processo. Non è un momento statico di semplice analisi degli elementi già agli atti. Dal dibattimento possono, anzi in questo caso dovrebbero, scaturire nuovi elementi che potrebbero portare ad indagare e processare altre persone rimaste ignote, allargando così il numero degli imputati. Guglielmo Mollicone aveva capito da subito, che Serena era rimasta vittima di un sistema di complicità. Come lo ha capito il Maresciallo Evangelista. Guglielmo Mollicone voleva Giustizia  per Serena . Questa è la sua eredità. Questo deve essere il nostro impegno.

 

Credit foto https://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/grave-padre-mollicone-18-anni-per-scoprire-la-verita/