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Perché abbiamo paura della Svezia

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di PIERDOMENICO CORTE RUGGIERO

Lockdown, questo termine è tristemente familiare.

La totale limitazione della libertà di spostamento, per contenere la diffusione del Covid19. Quasi tutte le nazioni hanno fatto ricorso al lockdown. In modi diversi. In Italia il lockdown è durato molto ed è stato totale. Sopratutto è stato imposto. Il territorio nazionale è stato militarizzato. Siamo arrivati ad inseguire solitari runner sulle spiagge. In altre nazioni, non è stato imposto il lockdown. Sono state date indicazioni alla popolazione, che le ha seguite senza imposizioni. Caso simbolo la Svezia, ma anche l'Uruguay, Taiwan. La Svezia è stata pesantemente criticata, specie dall'Italia. Il modello svedese è controverso. In Svezia ci sono stati molti morti nelle residenze per anziani. Anche in Italia del resto. Anche in Svezia, ci sono voci di dissenso verso le decisioni del governo. La questione è questa, la Svezia è una nazione sovrana, cosa interessa a noi delle loro decisioni sul contrasto del Covid19? Ci interessa perché la Svezia ci mostra ciò che non vogliamo vedere. In realtà abbiamo poco da essere fieri del nostro rigido lockdown. Primo, perché è stata una decisione obbligata. Con un sistema sanitario a pezzi, con pochi posti di rianimazione, con la medicina territoriale inesistente, con pochissime mascherine e pochissimi tamponi, che altro potevamo fare? Non è stata una illuminata scelta di governo, ma l'unica, disperata opzione. Secondo, durante il lockdown sono successe cose di cui avere vergogna. Droni ed elicotteri, usati per inseguire una sola persona seduta su una spiaggia isolata. Centinaia di multe discutibili. La delazione arrivata a livelli inaccettabili. Parlamento paralizzato. Sopratutto, il pericoloso discorso che la libertà è un bene sacrificabile. Cosa gravissima. Salute e libertà sono valori con la stessa dignità, non si può sacrificare uno a favore dell'altro. Una nazione civile e democratica, trova il giusto compromesso. Noi non ci siamo riusciti. Inutile negarlo. Abbiamo fatto la faccia feroce, abbiamo messo le bandiere, cantato, tutto ciò per nascondere la nostra grande impreparazione. Non al Covid19, nessuna nazione era preparata. In realtà il nostro sistema sanitario e istituzionale, non è preparato ad affrontare nemmeno le normali criticità. La cosa peggiore è che il lockdown, ha dimostrato che lo Stato non ha fiducia nei cittadini e molti cittadini non hanno fiducia nello Stato. Il lockdown non è era parte di una strategia, infatti in estate è stato aperto tutto, con le conseguenze che vediamo. In estate è stato fatto poco per prepararci alla seconda ondata. Anzi è stato dato il pericoloso messaggio che il peggio era passato. E ora si minaccia nuovamente il lockdown. In Svezia il Governo ha avuto fiducia nei cittadini, i cittadini fiducia nel Governo. Questo ci spaventa e ci fa rabbia. L'Italia, terra di cultura, di democrazia, ha preso come esempio la Cina. Perché abbiamo preso come esempio la Cina e non Taiwan? Abbiamo perso la nostra identità. Abbiamo avuto paura, non eravamo preparati. Per anni non leggevamo le notizie su una sanità allo sfascio, non leggevamo le notizie su una scuola che non forma più il cittadino. Abbiamo fatto finta di nulla. E nell'emergenza, l'unica difesa rimasta è stata la totale limitazione della libertà di spostamento e della libertà personale. Non avevamo alternative, è vero. Ma non abbiamo nulla di cui essere orgogliosi. Nulla.

Credit foto https://www.milanocittastato.it/coronavirus/la-via-svedese-nella-lotta-al-virus-senza-lockdown-siamo-vicini-allimmunita-di-gregge/