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Scritte offensive contro Liliana Segre e alla memoria che rappresenta: la condanna di ANPI, AVL, ANED, ANEI

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Ufficio stampa

La scritta contro Liliana Segre e gli ebrei apparsa sulla bacheca delle ex scuole Marconi a Schio, insieme alla ferma condanna, deve suscitare preoccupazione e timore.


E’ apprezzabile la ferma presa di distanza e la volontà di denuncia formale del Sindaco, che in nome della città condanna quanto avvenuto, giustamente consapevole di esprimere opinione condivisa dalle donne e uomini di Schio. Noi riteniamo però che sia necessaria una riflessione più approfondita, per non continuare a trovarci, periodicamente, con personaggi più o meno deliranti che compiono simili gesti.

Chiediamoci perché ciò avviene oggi, come non avveniva anni fa; perché un personaggio farneticante, come è stato scritto, si senta nelle condizioni di compiere quel gesto, in questo periodo. Non possiamo nasconderci che ciò è l’amaro e malato frutto di anni e anni di utilizzo dell’odio contro il diverso, sia esso immigrato, specie se con la pelle scura, oppure individuo di religione diversa dalla nostra, oppure donna o persona con diverse propensioni sessuali. E sappiamo che questo odio è stato a lungo utilizzato per alimentare paura, da strumentalizzare sul piano politico ed elettorale. Ciò è avvenuto anche nelle recenti elezioni, anche a Vicenza.

E’stato giustamente ricordato che noi siamo il Paese del fascismo e delle leggi razziali del 1938, colpa che non potremo mai toglierci di dosso. Per questo ogni episodio di odio razziale o religioso va condannato e deve vedere una reazione democratica e civile, delle istituzioni, della collettività e di ogni singola persona.

E’ necessario inoltre un lavoro culturale, a partire dal ruolo fondamentale della scuola, e un’attività pedagogica per tutte e tutti. E ciò può essere compiuto da associazioni come le nostre, come stiamo facendo, per conservare la memoria di ciò che è avvenuto nella prima metà del secolo scorso in Italia e in Germania con fascismo e nazismo e con i disastri che quei regimi hanno provocato. Noi ricordiamo anche che c’è stato chi, allora, ha saputo dire no, ribellarsi, lottare e vincere, conquistando pace, libertà e democrazia: sono le partigiane e partigiani cui dobbiamo gratitudine.

Perciò chiediamo alle istituzioni, a partire dal Comune di Schio, di riconsiderare scelte sbagliate, compiute negli anni scorsi: dalla respinta della proposta di collocazione delle pietre d’inciampo alla mancata esplicita condanna della presenza neofascista a Schio, alla mancata introduzione della “clausola antifascista”. Altre città, anche nel vicentino, riconoscono la cittadinanza onoraria a Liliana Segre. Anche questa può essere una scelta dal forte contenuto simbolico e, insieme, risarcimento ad una donna straordinaria, non a caso offesa dal razzista di Schio.

Invitiamo cittadine e cittadini a non essere indifferenti, ma vigilare e far sentire la loro voce contro fatti come quello avvenuto in via Marconi, citando le parole di Liliana Segre: “L’indifferenza è complice dei misfatti peggiori. L’indifferenza racchiude la chiave per comprendere la ragione del male perché quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c’è limite all’orrore. L’indifferente è complice. Complice dei misfatti peggiori. E, citando Gramsci: “Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti”. Queste parole di un grande politico e intellettuale antifascista, ha scritto la Senatrice a vita, “rendono bene il senso di una malattia morale che può essere anche una malattia mortale”.

ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), AVL (Associazione Volontari della Libertà), ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati), ANEI (Associazione Nazionale Ex Internati) VICENZA