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Il lato oscuro della Naja

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di PIERDOMENICO CORTE RUGGIERO

Con una certa regolarità una parte dell'opinione pubblica e certe forze politiche invocano il ripristino del servizio di leva.

Con la motivazione che il servizio militare, è fondamentale strumento educativo e formativo. Perché il servizio militare rende migliori. La questione è assai complessa. La formazione dei ragazzi e delle ragazze, dei futuri cittadini , è compito primario della famiglia e della scuola. Regole e cultura si insegnano non si impongono. E' illusorio pensare che dodici mesi di servizio militare possano colmare le lacune della famiglia e della scuola. Fino agli anni 70, i ragazzi avevano un'educazione più rigida, gerarchica. Il maestro era autorità indiscussa quasi dittatoriale, la famiglia estremamente patriarcale, i sacerdoti erano giudici della morale giovanile. Con quel materiale umano, il servizio militare risultava certamente meno traumatico. Dagli anni 70 in poi, le cose sono cambiate. Cambiata la scuola, cambiata la morale, sminuito il ruolo della famiglia e dei sacerdoti. Giovani più liberi, più critici, meno soggetti alla disciplina. Con queste premesse, anche il servizio di leva è entrato in crisi. Negli anni 80, aumento di casi di nonnismo, di violenze, di suicidi, di incidenti. La politica non aveva mai investito molto nelle Forze Armate. In caso di guerra, ci averebbero salvato gli americani. Come sempre. In nostro era era un Esercito ricco di uomini ma povero di mezzi e addestramento. Quasi tutti i soldati erano impegnati in noiosi servizi che poco avevano di militare. Dopo le 17, nelle caserme rimanevano pochi ufficiali e sottufficiali. La disciplina allora veniva affidata agli anziani, ai nonni. Che spesso eccedevano.

Troppo spesso si moriva di Naja. Per illustrare questo tragico fenomeno, è utile citare quanto successo nelle caserme di Sora e Cassino nel 1983.

29 agosto 1983 il soldato Paolo Evangelista, monta la guardia al carcere militare di Sora ricavato in un'ala della caserma Simoni. Sede del battaglione di fanteria Abruzzi. Arrivano sei militari per dare il cambio ad Evangelista e ai militari di guardia. Uno dei sei, nel tentativo di mettere il colpo in canna e inserire la sicura, spara un proiettile che colpisce al ventre Evangelista. Prima di montare la guardia, il fucile aveva dato problemi. L'arma era stata smontata, rimontata e provata. Funzionava, apparentemente purtroppo. L'arma era un fucile Garand, arma molto vecchia.

29 novembre 1983, nella caserma di Cassino il soldato Stefano Caldori, durante il cambio della guardia viene colpito al mento e ucciso da un proiettile partito dal fucile ( forse un MAB ) di un soldato. Anche il MAB era un'arma vecchia con alcuni problemi di funzionamento ben conosciuti.

30 dicembre 1983, nel deposito di artiglieria di via Caira a Cassino, in una garitta viene trovato morto il soldato Gianfranco Saddò, colpito da un proiettile al petto sparato dal suo fucile. Caso archiviato come suicidio.

Questo era troppo spesso il servizio di leva. Fare il servizio militare ha avuto un ruolo educativo quando funzionavano tutte le realtà educative. Non dobbiamo cercare pericolose scorciatoie. L'educazione, anche civica, è compito esclusivo della famiglia e della scuola. Questa è la via maestra.

Credit foto upsubiaco.it/v1/index.php/lex-servizio-militare-obbligatorio-antologia-semiseria-sullanajadi-una-volta