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Salviamo il Natale, ritornando in quella grotta

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di PIERDOMENICO CORTE RUGGIERO

La parola d'ordine è salviamo il Natale.

Principalmente dal punto di vista economico. I molti soldi spesi a Natale dagli italiani, sono ossigeno vitale per le attività economiche. Salvare il Natale, significa anche permettere le cene, le feste, i veglioni. Sarà possibile? Probabilmente no. La curva dei contagi tende a salire e sicuramente a Natale saranno  molte le restrizioni. Inoltre nelle persone sarà alta l'incertezza, la paura. Clima di incertezza e paura, che potrà condizionare anche lo shopping natalizio. La paura di nuovi lockdown, di perdere il lavoro, non aiuta. Come non aiutano le tante anzi troppe dichiarazioni, di tanti anzi troppi esperti. Il Natale allora è compromesso? Dipende. Iniziamo dai fondamentali. In realtà a Natale cosa si festeggia? Domanda banale, con una risposta che purtroppo è diventata banale. A Natale si festeggia la nascita di Gesù. Vero ma è una semplificazione. Abbiamo il Figlio di Dio, che decide di nascere nel modo più complicato. In una grotta, al gelo. Immaginiamo che desolazione. Nascere in una stalla, tra animali, nel buio, ai margini della società. Nel nulla. Nessuna comodità, nessuna scorciatoia. Dal punto di vista materiale, la nascita del Figlio di Dio è una delusione. A rendergli onore solo dei pastori e contadini, a riscaldarlo due bestie, il tutto illuminato da una cometa. Tutto così semplice ma tutto così intenso. L'amore, il calore e la luce. La grandezza della nascita del Figlio di Dio, non è nelle cose materiali. Ciò che veramente conta, non può essere comprato, non può essere indossato. La Sacra Famiglia, così umile, così ricca d'amore. Natale quindi non è solo la nascita di Gesù, è l'invito ad entrare in quella grotta. Perché Natale è atto di fede nell'amore, nella luce, nella semplicità. Ecco l'amore. Perché salvare il Natale, è ritrovare l'amore, che si può manifestare in tanti modi. Tutti i giorni. Probabilmente saremo distanti a Natale e allora non aspettiamo Natale. Per una parola gentile, per amare le persone che amiamo. I soldi risparmiati nei mancati cenoni, usiamoli per dare cibo e supporto alle persone più sfortunate. Non è retorica, ma coerenza nella fede. Perché momenti così drammatici, mettono alla prova la fede. E allora, noi crediamo veramente nel Natale e nel suo messaggio? Se la risposta è affermativa, non sarà il Covid19 a fermare il Natale, a fermare l'amore. Non sarà come gli anni passati. Tante persone sono morte, tante persone soffrono, tante persone hanno timore per il futuro. La tristezza è tanta. Per questo abbiamo bisogno di quel bambino, di quella grotta. Di quella luce nella notte più buia. Abbiamo anche il dovere di dare speranza ai bambini. Natale è la festa dei bambini, una favola incantata. Vale così poco ciò in cui crediamo, da rinnegarlo nelle difficoltà? Non saremo noi a salvare il Natale, ma sarà il messaggio contenuto in quella grotta a salvare noi. Questo è il tempo del coraggio, il tempo dell'amore. E' il tempo di ritornare in quella grotta.

Credit foto https://notizie.umbria.it/2019/11/a-due-passi-dallumbria-il-natale-di-genga-e-delle-grotte-di-frasassi/