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Storie e storiacce di nera/ Jerry Masslo, morte di un invisibile

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di PIERDOMENICO CORTE

Capita di smarrire la strada. Capita di non riuscire a trovare più la giusta via. Quando succede la cosa migliore è tornare al punto di partenza. Per ritrovare se stessi, e saper riconoscere la retta via.

Questo può succedere anche nella storia di una Nazione. Prendiamo la vicenda dei migranti. Siamo confusi, spaventati e manipolati. Ci troviamo a dover coniugare il dovere dell'accoglienza, con la paura del terrorismo e la difficoltà nel dare idonea sistemazione a tutti i migranti. La crisi economica ha aumentato la nostra paura, abbiamo paura dell'invasione. Abbiamo perso la strada per arrivare alla giusta soluzione dell'emergenza migranti. Quindi è necessario tornare al punto di partenza. Dove tutto è iniziato. Nella notte tra il 24 e 25 agosto 1989, a Villa Literno. Dobbiamo tornare a parlare di Jerry Masslo. Quando parliamo di una problematica dobbiamo dare un nome e un volto ai protagonisti. Perché è dannoso racchiudere le vicende di tanti in generiche etichette, come “ migrante “, “ tossico “ , “ prostituta”. Se usi etichette perdi il dolore e gli insegnamenti di ogni singola storia. Jerry Masslo arriva in Italia nel marzo 1988. Jerry non è un turista. Lui fugge dal proprio paese, il Sudafrica. Perché Jerry Masslo è nero, una colpa nel Sudafrica dell'apartheid. Nonostante le persecuzioni Jerry riesce a studiare, riesce a mettere su famiglia. Una moglie e due figli. Si impegna anche in politica e diritti civili. Poi arriva il momento in cui non è più sicuro restare. Arriva il momento di lasciare il proprio Paese. Jerry Masslo riesce a far arrivare in Canada la moglie e figli. Poi parte, insieme al fratello, verso l'Europa. Durante il viaggio Jerry perde i contatti con il fratello, che non vedrà più. Jerry Masslo arriva in Italia senza documenti e senza visto. Viene fermato dalla Polizia. Lui chiede asilo politico. Qui iniziano i problemi, altri problemi. L'Italia non concede asilo politico a Jerry Masslo perché all'epoca lo status era riconosciuto solo ai cittadini dell'Europa dell'Est. Improvvisamente Masslo diventa “ invisibile “. Rimane in Italia perché non era prevista espulsione, ma non ha alcun status giuridico. Viene accolto a Roma presso una struttura assistenziale. Presenta domanda di espatrio per il Canada. Mentre attende impara l'italiano ed esercita piccoli lavori. Nell'estate 1988 si sposta Villa Literno per lavorare alla raccolta del pomodoro, un lavoro durissimo e pagato molto male. Un lavoro da immigrati. A Villa Literno di immigrati ne arrivano tanti d'estate. Finita la raccolta dei pomodori Jerry torna a Roma. La sua attesa del visto per il Canada continua. Arriviamo all'estate del 1989, Jerry ritorna a Villa Literno. La situazione è peggiorata. Si moltiplicano gli episodi d'intolleranza nei confronti degli immigrati. Molti immigrati vengono malmenati. Della situazione a Villa Literno si interessa anche una troupe del Tg2, che intervista anche Jerry Masslo. La notte tra il 24 e 25 agosto 1989 delle persone armate entrano nel capannone dove dorme Jerry con altri immigrati. Vogliono i soldi. Alcuni immigrati reagiscono, partono dei colpi. Jerry Masslo viene ucciso. La sua morte colpisce l'opinione pubblica. Emoziona la gente, all'epoca ancora sapevamo emozionarci. Jerry ottiene funerali di Stato. Per la prima volta si svolge la prima manifestazione contro il razzismo. Il governo vara la legge Martelli, con lo scopo di evitare altri invisibili. Una legge poi criticata, ora sappiamo però come nasce. Ora sappiamo dove tutto nasce. Sappiamo perché servono politiche di accoglienza, ovviamente regolate dalla legge. Dobbiamo decidere se siamo ancora l'Italia che scese in piazza dopo la morte di Jerry. Non possiamo non chiudere con una frase di Jerry Masslo “ Pensavo di trovare in Italia uno spazio di vita, una ventata di civiltà, un'accoglienza che mi permettesse di vivere in pace e di coltivare il sogno di un domani senza barriere né pregiudizi “.

Foto tratta dal sito www.centrofernandes.it