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Storie e storiacce di nera/ La tragica morte di Maria Teresa Novara

Storie e storiacce di nera/ La tragica morte di Maria Teresa Novara

di PIERDOMENICO CORTE

Ci sono vicende di cronaca nera che sono come le matrioska. Nel raccontare la vicenda emergono via via nuovi elementi,sempre più drammatici. Come nella vicenda della morte di Maria Teresa Novara. Maria Teresa ha 13 anni quando , nella notte tra il 17 e 18 dicembre 1968 , scompare da casa degli zii. Lei vive con la sua famiglia a Cantarana, ma durante il periodo scolastico vive a casa degli zii a Villafranca d'Asti. Così da  poter raggiungere più facilmente la scuola media che frequenta. Maria Teresa viene descritta come una ragazzina tranquilla, tutta casa, scuola e chiesa. Una studentessa modello. Eppure Maria Teresa scompare nel nulla. Iniziano le ricerche, anche con l'impiego di unità cinofile. Nessuna traccia viene trovata. Passano i giorni, l'angoscia dei genitori aumenta. Poi arriva una lettera, poche righe scritte in corsivo : “ Cara mamma, caro papà, sto bene. State tranquilli sono in compagnia di gente che mi farà guadagnare molto denaro. Arrivederci a presto,Maria Teresa “. La lettera è stata spedita due giorni dopo la scomparsa, da un paese vicino Asti. Il padre afferma che la grafia non è di sua figlia. Il giudice istruttore dispone una perizia grafologica, il perito conferma che la grafia è di Maria Teresa Novara. Vengono intensificate le ricerche. Arrivano altre lettere, molte sono di mitomani. Mentre una spedita da Milano viene considerata autentica. Passano i mesi, di Maria Teresa nessuna traccia. Nell'agosto 1969 due ladri cercano di sfuggire ai carabinieri e si gettano nel fiume Po. Sono Luciano Rosso e Bartolomeo Calleri. Il Rosso riesce a salvarsi e viene arrestato. Il Calleri muore . Bartolomeo Calleri ha una lunga lista di precedenti penali. Gli investigatori scoprono che il Calleri possiede una cascina a Canale d'Alba. Viene effettuata una prima perquisizione durante la quale i carabinieri trovano delle armi. Pochi giorni dopo , precisamente il 13 agosto 1969, viene effettuata una seconda perquisizione. I carabinieri scoprono una stanza scavata sotto il pavimento del garage. I militari trovano il cadavere di Maria Teresa Novara disteso su una brandina. Sul pavimento della stanza vengono trovati giornali e riviste su cui Maria Teresa scrive i propri pensieri e paure. Abbiamo mostrato alcuni scritti di Maria Teresa Novara alla Dottoressa Sara Cordella, perito grafologo presso il Tribunale di Venezia. L'analisi della Dottoressa Cordella indica che “ Maria Teresa usava la scrittura come mezzo di evasione dalla drammatica situazione che viveva. La scrittura presenta una probabile regressione del tratto grafico, come riscontrato anche nella grafia di Aldo Moro durante la prigionia. Regressione che indica la volontà di voler ritornare nel grembo materno, cioè il luogo più sicuro conosciuto. La grafia torna indietro nell'evoluzione. Le forme delle lettere diventano come quelle apprese da piccoli”. La morte è avvenuta poco tempo prima del ritrovamento ed è stata causata da inedia. Le risultanze dell'indagine portano ad ipotizzare che Maria Teresa abbaia subito violenza. Lei aveva scritto diversi nomi di uomini, con i quali, forse, era stata costretta ad avere incontri. Tutto indica che Maria Teresa è una vittima. Eppure i giornali dell'epoca gettano parecchi sospetti sulla moralità della vittima. Sospetti del tutto infondati, frutto della mentalità dell'epoca. L'uomo era andato da poco sulla Luna, ma era rimasto al Medioevo per quanto riguarda la parità tra i sessi. Nel 1969 le streghe non erano ancora tornate, il femminismo era agli albori. Le donne o erano sante o erano puttane. Pochi anni dopo sono arrivate tante conquiste del movimento femminista. Purtroppo per Maria Teresa Novara era troppo tardi. Lei vittima innocente della cattiveria umana. Maria Teresa non ha avuto giustizia, non ha avuto verità. Merita, almeno, un rispettoso e affettuoso ricordo.

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