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Al via "Vietri in Scena": sei appuntamenti gratuiti con la musica nella Villa comunale di Vietri sul Mare

Al via

 

 

di CLAUDIA BONASI*

Mercoledì 8 luglio, alle ore 11,00 presso la Sala giunta di Vietri sul Mare si è tenuta la presentazione della quinta edizione di “Vietri in scena”, la kermesse di spettacoli che si tiene ogni anno nel Comune costiero, alla presenza del sindaco Giovanni De Simone, dell’assessore alla Cultura e al Turismo Antonello Capozzolo e del direttore artistico della manifestazione, il maestro Luigi Avallone. “Vietri in Scena segna l’inizio del ritorno della nostra bella cittadina alla vita culturale ed artistica nel senso più alto del suo significato. Inauguriamo l’estate vietrese nella Villa comunale per regalare ai nostri concittadini e a tutti gli ospiti che vorranno trascorrere delle serate all’insegna della buona musica, sei concerti gratuiti che ci daranno la gioia di riprendere la vita sociale e culturale dopo mesi di isolamento. E’ un traguardo importante per la nostra comunità, soprattutto se si tiene conto del fatto che solo un mese fa sembrava impossibile programmare eventi sul territorio. Alla fine, fortunatamente, grazie anche all’esperienza del sindaco Giovanni De Simone e alla professionalità del maestro Luigi Avallone, siamo riusciti a mettere su una rassegna estiva di grande qualità, che certamente incontrerà il favore dei vietresi e di tutti i turisti che ci faranno l’onore di venire a Vietri sul Mare a trascorrere le proprie vacanze”. Il maestro Avallone ha annunciato che “In qualità di direttore artistico della manifestazione mi sento in dovere di dedicare questa edizione di Vietri in Scena alla memoria del grande Ennio Morricone, un genio della musica che è appena scomparso e che merita un segno di riconoscenza per le musiche che ci ha regalato: spero di inserire in queste serate almeno un brano a lui dedicato”. La manifestazione a carattere musicale è stata realizzata in compartecipazione con il Conservatorio di musica di Salerno “Giuseppe Martucci”. Sei gli spettacoli, tutti ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, che si terranno nella bellissima e panoramica Villa comunale di Vietri sul Mare, nel pieno rispetto delle misure anti covid-19 prescritte. I posti disponibili per consentire le distanze di sicurezza sono 130. La manifestazione “Vietri in scena”, condotta come ogni anno da Nunzia Schiavone,  inizierà venerdì 10 luglio, per concludersi giovedì 30 luglio. Tutti i concerti avranno inizio alle ore 21.00.

IL PROGRAMMA

Venerdì 10 luglio – Dirty Six;

Daniele Scannapieco – sax

Tommaso Scannapieco – contrabbasso;

Lorenzo Tucci – batteria

Claudio Filippini – pianoforte

Gianfranco Campagnuolo – tromba

Roberto Schiano – trombone

Martedì 14 luglio -The Caponi Brothers – “Swing & Soda”;

Domenico Tammaro – voce

Giuseppe Di Capua – piano

Gianfranco Campagnoli – tromba/flicorno

Tommaso Scannapieco – contrabbasso

Vincenzo Bernardo – batteria

Giovedì  16 luglio – Quintetto Martucci

Gaetano Falzarano – clarinetto

Tommaso Troisi – violino

Olena Vesna – violino

Francesca Senatore – viola

Francesca Taviani – violoncello

programma:

G. Salieri,F.Danzi, W. A. Mozart

Martedì  21 luglio – Trio di Salerno

Sandro Deidda – sax

Guglielmo Gugliemi – pianoforte

Aldo Vigorito – contrabbasso

Martedì  28 luglio – Duo

Francesco Buzzurro – chitarra

Giuseppe Milici – armonica

Giovedì  30 luglio - Duo

Daniela Del Monaco – canto

Antonio Grande – chitarra

canzoni classiche napoletane

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"Antonio Minelli: il teatro senza teatro di RAM Theatre "

 

 

di ROSAMARIA FUMAROLA

Quante volte abbiamo sentito parlare del palcoscenico come di un luogo magico, di cui tutti, attori, registi, spettatori, subiscono la fascinazione?

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“Che cosa me ne faccio di noi” è il nuovo video de “La Municipàl”

di MARIA DEL ROSSO

“Che cosa me ne faccio di noi” è il nuovo video della band salentina, “La Municipàl”.

Il video, diretto da Giacomo Spaconi, vede la partecipazione di Fabrizio Colica del noto “Le Coliche”  e di Jessica Agnoli.

Regia, fotografia e VFX sono affidate  a Giacomo Spaconi e l’ aiuto regia è di  Claudia Nanni, prodotto e registrato da Carmine Tundo presso Discographia Clandestina.

Mixato e  masterizzato da Matteo Cantaluppi presso Mono Studio.

ll nuovo lavoro riguarda il lato B del 45 giri, parte del progetto “Per resistere alle mode” de “La Municipàl”, caratterizzato dalla pubblicazione di 5 doppi singoli (in uscita in digitale  e in formato vinile 45 giri a tiratura limitata) che saranno raccolti in una speciale pubblicazione  prevista per l’ autunno 2020.

“Per resistere alle mode” è il nuovo viaggio musicale de “La Municipàl” guidato da Carmine Tundo. Il progetto discografico è stato inaugurato a febbraio con l’ uscita del primo doppio singolo “Quando crollerà il governo/ Fuoriposto” e con l’ annuncio del “FuorimodaTour” che è stato sospeso  a causa dell’ emergenza Coronavirus.

“Per resistere alle mode” è l’ invito a riconoscere la propria identità e originalità divenendo Fuorimoda in una società omologata e fatta di apparenze.

“La Municipàl” negli ultimi anni si è affermata nel panorama della musica italiana ricevendo apprezzamenti e stima dalla critica che ha recensito e accolto con immensa gioia “Bellissimi difetti”, l’ ultimo album pubblicato nel marzo 2019.

La band salentina nel corso degli anni ha ottenuto sempre più consensi dal pubblico partecipando al Primo Maggio Roma, vincendo nel 2018 il Contest 1MNext ed è tornata l’ anno scorso sul palco del concertone in Piazza San Giovanni.

L’ ultimo tour di “Bellissimi difetti” ha fatto tappa nei principali club della penisola e in numerosi festival prestigiosi: Cous Cous Festival, Giffoni Film Festival, Voci per la libertà, Le giornata del Lavoro.

La band salentina è una dei gruppi più amati dai giovani che sta riscuotendo successo tra il pubblico raggiungendo nel 2019  una media di 160 mila ascoltatori mensili su Spotify, superando i 4 milioni di stream e oltre 10 milioni di visualizzazioni su Youtube.

L’ amore sofferto, passionale, doloroso, finito, tormentato, emerge dal brano “Che cosa me ne faccio di noi”.

Carmine Tundo con  professionalità e con  la sua penna sensibile ha fotografato le emozioni di un sentimento che non  è ancora  finito nonostante   la relazione sia terminata.

Il merito di Carmine è di aver saputo raccontare in parole e in musica la difficoltà, gli amori, le speranze, i sogni dei giovani e della sua amata terra salentina.

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Le malattie della tiroide in tempo di pandemia

 

 

di VINCENZA D'ONGHIA

Nel corso dell’attuale pandemia da SARS-CoV-2, la gestione delle patologie croniche è stata sensibilmente compromessa in tutti i paesi coinvolti. Tra le condizioni croniche, un posto di rilievo è occupato delle malattie tiroidee: si stima infatti che il 5% della popolazione globale sia affetto da ipotiroidismo e tra lo 0,2 e l’1,3% da ipotiroidismo, per non parlare delle neoplasie e delle sindromi autoimmuni e infiammatorie che presentano, all’interno del quadro clinico, delle alterazioni a carico della tiroide.

I pazienti con patologie tiroidee sono in genere costantemente monitorati da specialisti o presso centri endocrinologici ospedalieri in regime di day hospital. Anche se non vi sono sufficienti elementi per sostenere che pazienti con una patologia tiroidea scarsamente controllata sono più a rischio di contrarre infezioni virali, i pazienti con ipertiroidismo in scarso compenso possono andare più facilmente incontro a complicanze in corso di infezioni, come la tireotossicosi. In tale caso, se la tireotossicosi non dovesse rispondere alla terapia medica, può essere addirittura necessaria l’asportazione chirurgica della ghiandola in urgenza o l’ablazione con iodio radioattivo. Uno studio del 2003 relativo all’epidemia da SARS, ha rilevato che i valori delle frazioni libere, T3 e T4, erano più bassi nei pazienti con l’infezione rispetto ai controlli sia in fase acuta che durante la convalescenza. Questo dato potrebbe essere spiegato con la sindrome del malato eutiroideo, una condizione frequentemente osservata in pazienti in terapia intensiva, nella quale il peso della ghiandola cala per la diminuzione delle dimensioni dei follicoli, le unità funzionali della tiroide, a causa della deplezione della colloide in essi contenuta.  Dall’analisi autoptica eseguita su cinque pazienti deceduti per SARS, è emersa inoltre la distruzione delle cellule follicolari e parafollicolari della tiroide con conseguente diminuzione dei livelli di T3 e T4 e di calcitonina, un ormone coinvolto nel controllo dell’omeostasi del calcio, fattore, quest’ultimo, che spiegherebbe la necrosi della testa del femore frequentemente osservata nei convalescenti da SARS e riconducibile ad un’attivazione incontrollata degli osteoclasti, cellule deputate al riassorbimento osseo. È necessario precisare, però, che tali osservazioni si riferiscono alla SARS e, seppur utili in quanto si tratta comunque di un’epidemia da coronavirus, non possiamo essere certi della loro validità nel contesto della Covid-19, data la scarsità di studi a riguardo. In generale, si consiglia ai pazienti con una condizione di base di ipertiroidismo o ipotiroidismo di continuare la consueta terapia, aumentando il dosaggio della levotiroxina in gravidanza come consigliato in condizioni di normalità. La gestione dell’ipertiroidismo richiede inoltre un frequente monitoraggio biochimico della funzionalità tiroidea che potrebbe presentare difficoltà a causa delle misure improntate al contenimento della pandemia. In tal caso, dopo un consulto, anche a distanza, con un endocrinologo esperto, è consigliata una terapia soppressiva seguita da una sostitutiva, ideale anche per le nuove diagnosi di ipertiroidismo. L’utilizzo di farmaci antitiroidei merita speciale attenzione in quanto associato al rischio di agranulocitosi, una grave carenza di leucociti con febbre, brividi, ulcere orali e dolore faringeo, in grado di favorire la progressione di Covid-19, con la quale può confondersi e sovrapporsi a causa della somiglianza del quadro clinico. Se si dovessero presentare sintomi che orientano per una diagnosi di agranulocitosi, la terapia antitiroidea dovrebbe essere interrotta immediatamente e dovrebbe essere urgentemente eseguita una conta delle cellule ematiche. La congiuntivite associata a Covid-19 può infine causare difficoltà di diagnosi differenziale nel caso di malattia oculare tiroidea già esistente o di recente comparsa, condizione che, specie se in trattamento con farmaci ad azione immunosoppressiva, rende il paziente più vulnerabile nei confronti di Covid-19. Analogamente, pazienti con neoplasie tiroidee metastatiche sono a maggior rischio di contrarre infezioni virali e sviluppare complicanze se le metastasi sono localizzate a livello polmonare e necessitano dunque di scrupolose precauzioni.

Per quanto riguarda le neoplasie tiroidee, considerando che la maggior parte di esse sono a crescita lenta, è consigliabile posticipare il trattamento chirurgico di 4-6 mesi riferendosi alla tradizionale classificazione dei pazienti in soggetti a basso, intermedio e alto rischio sulla base di età, stadio e dimensioni del tumore, diffusione extraghiandolare, metastasi linfonodali, metastasi a distanza e analisi molecolare. Sono ovviamente candidati all’intervento in urgenza i pazienti con carcinoma anaplastico rapidamente progressivo mentre è necessaria un’attenta valutazione in caso di metastasi linfonodali e di carcinomi ad invasività locale con rischio di compressione di strutture vitali come trachea, esofago, nervo laringeo ricorrente e vasi. Un monitoraggio di alcuni mesi prima della chirurgia, fino ad una almeno parziale risoluzione della pandemia, è consigliabile in caso di microcarcinomi, neoplasie a rischio basso o intermedio, noduli indeterminati e benigni, gozzi in assenza di pericolo di sindromi compressive e carcinomi midollari con livelli di calcitonina inferiori a 400 pg/ml. In linea di principio, l’obbiettivo è gestire i pazienti il meglio possibile trasmettendo loro fiducia ed evitando la progressione delle loro neoplasie in condizioni pericolose per la sopravvivenza. Secondo questo modello, tra marzo e aprile 2020, sono stati eseguiti presso la divisione di Chirurgia Endocrinologica del policlinico “Gemelli” di Roma, 18 interventi programmati (tiroidectomie e gozzi tossici multinodulari) con una durata di degenza media di 3 giorni. Di grande ausilio nel corso di eventi pandemici si profila la chirurgia robotica, già adottata in endocrinologia, la quale riduce i tempi di degenza e il rischio di infezioni nosocomiali, la contaminazione dell’area chirurgica e il rischio di infezione del personale sanitario.

Resta da comprendere se SARS-CoV-2 è in grado di determinare un danno tiroideo diretto. Sono stati osservati alcuni casi di probabile tiroidite subacuta in associazione al virus. La tiroidite subacuta detta anche di De Quervain, principale causa di dolore nella regione anteriore del collo e spesso associata a febbre, astenia, dolori muscolari e dolore mandibolare, è sovente secondaria a infezioni virali delle alte vie respiratorie causate da coxsackie virus, adenovirus, orthomyxovirus, EBV, CMV, HIV e dengue. Un caso di tiroidite subacuta in una paziente di 41 anni con Covid-19 asintomatica, mostrava solo un lieve rialzo delle frazioni libere T3 e T4, mentre presso l’Unità di Endocrinologia I dell’Ospedale di Pisa è stato osservato il caso di una ragazza di 18 anni con dolore al collo irradiato alla mandibola, febbre e palpitazioni due settimane dopo la diagnosi virologica di Covid-19 da cui si era ripresa completamente in pochi giorni. La giovane donna presentava frazioni libere elevate, TSH non dosabile, leucocitosi, marker infiammatori molto elevati, e aree ipoecogene diffuse bilateralmente all’ecografia della tiroide. Entrambe le pazienti sono state trattate con prednisone fino a completa risoluzione del quadro clinico e normalizzazione dei parametri biochimici, ottenute entro circa 40 giorni. Al momento la casistica rimane limitata ma non si può escludere che il processo infiammatorio innescato all’infezione da SARS-CoV-2, responsabile delle forme più severe di Covid-19, possa determinare un processo infiammatorio acuto a carico della ghiandola tiroidea.

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San Pietro in Cariano (Verona): Primo Concorso nazionale di poesia in lingua italiana

 

 

 

Redazionale

La Proloco San Pietro in Cariano (Verona) con il patrocinio dell’ assessorato alla cultura del comune di San Pietro in Cariano, il Consorzio Proloco della Valpolicella, il Lyons della Valpolicella ed il Gruppo Culturale “Poeti delle Corti”

INDICE ED ORGANIZZA

Il primo concorso Nazionale di Poesia in lingua Italiana denominato:

1° PREMIO CULTURA PROLOCO 2020

REGOLAMENTO

Il premio si svolge con un’unica sezione.

-       Art. 1) Ogni concorrente può partecipare con 2 poesie con max 40 versi l’una, inedite e in lingua italiana.

  • Art. 2) Il premio è a tema libero e senza preclusione alcuna a linee di tendenza espressive e stilistiche.

-       Art. 3) Gli elaborati (file con le poesie in forma anonima) dovranno essere inviati esclusivamente per e-mail e nella stessa e-mail inserire file con nome e cognome, indirizzo e numero telefonico dell’autore con relativa ricevuta dell’avvenuto versamento di 10 € per spese di segreteria e lettura - info@valpolicellaweb.it

  • Art. 4) La scadenza è fissata per il 15 settembre 2020 e la premiazione sarà sabato 14 novembre 2020 alle ore 18,00 presso l’aula magna della scuola media “Carlotta Aschieri” di san Pietro in Cariano (VR).
  • Art. 5) Il contributo di partecipazione (spese di lettura e segreteria) è di € 10 da versare tramite: bonifico bancario intestato a “Proloco San Pietro in Cariano”     :

iban: IT91 N060 4559 8100 0000 5000 265

banca: SPARKASSE c/o f.le di San Pietro in Cariano (VR)

indicando nella causale “Partecipazione al 1° premio Cultura PROLOCO 2020”

(si prega di allegare alla e-mail la scansione dell’avvenuto pagamento).

  • Art. 6) I nomi della commissione giudicante, il cui giudizio è inappellabile, saranno resi noti all’atto della premiazione. Gli organizzatori si ritengono sollevati da qualsiasi responsabilità o pretesa da parte degli autori o di terze persone. Dell’esito del premio sarà data comunicazione a tutti i concorrenti attraverso e-mail. I premi dovranno essere ritirati personalmente dagli autori o loro delegati.
  • Art. 7) Premi :                                                                                                               - primo classificato € 300,00 e diploma personalizzato;                                              - secondo classificato € 200,00 e diploma personalizzato;                                          - terzo classificato € 150,00 e diploma personalizzato.                        L’organizzazione segnalerà ulteriori autori meritevoli nel numero che riterrà più opportuno e saranno premiati con targhe artistiche od eventuali premi da sponsorizzazioni.                                                                                                      Gli elaborati premiati e segnalati saranno pubblicati su apposito libretto e distribuito in numero di 500 copie.

  • N.B. La partecipazione al premio implica l’accettazione del presente regolamento.

Per maggiori informazioni contattare la Proloco San Pietro in Cariano

-       Telefono      : 045 7701920

-       E-mail          : info@valpolicellaweb.it

-       Sito internet : www.valpolicellaweb.it

Presidente della Proloco San Pietro in Cariano                                                  Responsabile del Concorso

Zamboni Giorgio                                                                     Zorzi Silvano

Minaccia di lanciarsi dal balcone: la gente lo invoglia a buttarsi giù

di ROSA MANNETTA

Ma cosa siamo diventati?

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Poliba-Spazio Eventi”, progettazione e consulenza per l’organizzazione e la sicurezza di eventi e manifestazioni pubbliche

 

 

di LEORNARDO LEGROTTAGLIE*

La collaborazione potrà attivarsi, da subito, in occasione della Fiera del Levante, in previsione ad ottobre

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Il ruolo della Vitamina D nell’organismo e la battaglia contro Covid-19

 

 

di VINCENZA D'ONGHIA

La ricerca sul SARS-CoV-2 non è che agli inizi ma la diffusione dell’infezione e della sua espressione clinica, la Covid-19, ci impongono di trovare strategie terapeutiche alternative e strumenti che ci permettano di ridurre il rischio delle forme severe, in particolare nella popolazione anziana, che risulta quella in cui si manifestano i casi più critici. Numerosi studi hanno evidenziato il ruolo della Vitamina D (colecalciferolo) e della sua supplementazione in questo senso: cerchiamo dunque di comprendere con quale meccanismo la vitamina, la cui carenza è frequentissimo riscontrare nella pratica clinica, esplicherebbe un’azione antivirale e immunologica.

La Vitamina D, liposolubile, interagisce con il Paratormone (PTH) nel mantenimento dell’equilibrio di calcio e fosforo nell’organismo e viene introdotta, in forma D2 o D3,  sia con l’alimentazione, in particolare attraverso olio di pesce, latte, latticini, cereali, uova, funghi e succhi di frutta cui viene addizionata, sia tramite l’azione dei raggi solari che convertono il suo precursore nella cute, il 7-deidrocolesterolo, nella forma attiva, ossia la Vitamina D3. Le forme attive vengono poi convertite nel fegato in 25-idrossi-vitamina D che circola nel siero legata a proteine e rappresenta il miglior marker per valutare una carenza della stessa. L’ultimo passaggio di attivazione dell’oligoelemento avviene a livello renale, dove un enzima specifico porterà alla formazione di 1,25-idrossi-vitamina-D, la forma attiva definitiva. La carenza di vitamina D è molto comune tra la popolazione anziana a causa del minor tempo trascorso esponendosi alla luce solare, l’aumento del tessuto adiposo, minore mobilità, minor tasso di sintesi della vitamina a livello cutaneo, carenze nutrizionali e fenomeni di malassorbimento intestinale. Alcuni di questi fattori hanno indotto a collegare l’elevato numero di vittime e di casi severi di Covid-19 osservato nelle aree più settentrionali del continente europeo e nelle regioni del Nord Italia, ad una carenza di vitamina D nell’anziano legata a motivi climatici, che predisporrebbe anche a comorbidità cardio-respiratorie e metaboliche, così importanti nel determinare la prognosi dell’infezione. Infatti, a causa dell’ampia diffusione di recettori per la vitamina D in tutto l’organismo, la sua carenza è stata messa in relazione a osteoporosi, diabete, immunodeficienza, malattie infiammatorie, neoplasie, ipertensione, malattie cardiovascolari, declino cognitivo e malattie neurodegenerative tipiche dell’età senile come il Morbo di Parkinson.

A livello del sistema immunitario, attore principale della potente reazione infiammatoria alla base delle forme severe di Covid-19, la Vitamina D potenzia l’espressione di fattori come la catelicidina e le defensine, presenti a livello delle vie respiratorie e in grado di agire sulle membrane cellulari batteriche e sui capsidi virali, aumenta la permeabilità capillare permettendo ai fattori dell’infiammazione di raggiungere il sito dell’infezione, e rafforza le giunzioni intercellulari, barriere naturali nei confronti dei patogeni. Inoltre, il legame della vitamina al suo recettore indebolisce la risposta immunitaria Th1 e l’espressione delle citochine pro-infiammatorie IL-6, TNFα e INFγ, potenziando invece la risposta Th2 e le citochine anti-infiammatorie IL-10 e IL-12. Ciò potrebbe quindi spiegare l’effetto protettivo nei confronti di malattie come Covid-19, le cui forme gravi sono caratterizzate da una deregolazione del sistema immunitario ed una “tempesta citochinica” con un’esagerata espressione di fattori pro-infiammatori. La Vitamina D avrebbe anche proprietà antiossidanti, sarebbe in grado di stabilizzare il DNA e potenzierebbe la risposta immunologica alle vaccinazioni, un fattore da tenere in grande considerazione in vista di una futura vaccinazione anti-SARS-CoV-2.

Alcuni studi hanno evidenziato un possibile ruolo antivirale della Vitamina D, i cui livelli ottimali sarebbero associati ad una minor severità e durata di malattia in corso di infezioni da virus influenzali, virus Dengue, HSV-1 e in corso di epatite cronica da HBV ma sono necessarie ulteriori conferme in proposito. La carenza di vitamina D promuoverebbe inoltre l’attivazione cronica del sistema renina-angiotensina, condizione che predispone ad un peggioramento della funzione cardiovascolare e polmonare a lungo termine, comorbidità molto comune nei pazienti con forme severe di Covid-19. L’infezione, secondo alcuni studi, avrebbe un’azione inibitoria sulla funzione di ACE2 portando ad un accumulo tossico di angiotensina II, una delle cause di distress respiratorio acuto e miocardite fulminante. Un altro aspetto importante delle forme severe di Covid-19 è la coagulopatia con livelli di D-dimero sensibilmente più alti nei pazienti in Unità di Terapia Intensiva e a rischio di coagulazione intravascolare disseminata, e il riscontro autoptico di trombosi dei piccoli vasi a livello polmonare. La carenza di Vitamina D è correlata ad un aumentato rischio di trombosi in quanto la vitamina controlla l’espressione di numerosi geni coinvolti nella proliferazione e differenziazione cellulare, nell’apoptosi e nell’angiogenesi.

Nonostante siano necessarie ulteriori conferme scientifiche, secondo la letteratura attualmente disponibile, la carenza di Vitamina D è un fattore di rischio per infezioni, anche respiratorie, a causa di una deregolazione del sistema immunitario, e aggrava eventuali comorbidità presenti in pazienti critici. È perciò fortemente raccomandata, specie nel corso dell’attuale pandemia e in particolare nei soggetti a rischio di carenza per età avanzata, obesità, carnagione scura, scarsa esposizione solare e abitudine ad indossare indumenti coprenti, la supplementazione della vitamina sotto forma di colecalciferolo (D3), sicuro, se si eccettuano condizioni come sarcoidosi e particolari mutazioni genetiche, ampiamente disponibile e dal costo contenuto. Il dosaggio quotidiano consigliato è tra le 2000-5000 UI accompagnato da un monitoraggio periodico dei livelli serici della vitamina al fine di prevenirne la carenza, così comune tra la popolazione anziana, per affrontare al meglio eventuali infezioni e migliorare la risposta immune alla tanto attesa vaccinazione anti-SARS-CoV-2, nel momento in cui sarà finalmente disponibile.

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Maria Mazzotta in tour e con un nuovo videoclip

di MARIA DEL ROSSO

 

La cantante Maria Mazzotta torna con il suo tour internazionale che ha dovuto sospendere a causa della pandemia.

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