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La scuola a puntate: Un copione da rifare

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di LUIGINA FAVALE

Philips Bell autore e ideatore della longeva soap di Beautiful ha ideato ogni tipo di di scena e ha cercato ogni angolo meraviglioso di questo mondo, scavando pure nella sfera psicosessuale dell'uomo per tentare di tenere attaccati gli spettatori alla telenovela pur tuttavia non riuscendo al massimo nell'effetto di sorpresa visto che ogni puntata portava inesorabilmente al tradimento di Brooke nei confronti di Ridge.

 


 

Allo stesso modo la scuola italiana è un susseguirsi di puntate tutte uguali: poca la tensione di chi aspetta di avere buone nuove, ma altissima la delusione ogni volta che il governo si esprime.
Dalla signora Fedeli che si ritrova ministro della pubblica istruzione con una qualifica triennale, alla Malpezzi nominata di recente capo del comparto scuola, non si trova un attore capace di soddisfare le esigenze del pubblico.

Da due anni, da quando è entrata in vigore la legge su "la buona scuola" che ci ritroviamo puntualmente con versioni poco interessanti, con parole tutte uguali, con promesse false più di un dramma recitato al San Carlo di Napoli.

Abbiamo sentito in 24 mesi due ministri diversi, due donne diverse parlare di stabilizzazione dei precari, di assunzioni record, di nuove prospettive per il sostegno scolastico, di fondi per la scuola dell'infanzia lasciata fuori da ogni programma di riforma.

Cambio di attori: stesso copione! Stessa cattiva performance!

Come si può bandire un concorso stabilendo un numero definito di posti e poi al momento delle immissioni in ruolo recitare dal pulpito del miur che c'è stato uno sbaglio di calcolo e che regioni come la Puglia e la Sicilia vedono un numero di vincitori per cdc EEEE (scuola primaria) inferiore al numero di cattedre previste si trovano con maestre vere e posti fantasma !? E chi paga per questi errori?
Non è credibile che uno Stato civile possa avere bisogno di risorse umane e che poi al momento del finale il colpo di scena sia l'ennesima presa in giro dei suoi cittadini.

Il Mef ad aprile di quest'anno stanzia i soldi per l'assunzione di circa 55mila docenti di ogni ordine e grado ma a conti fatti almeno 10mila posti sul sostegno restano vuoti, assegnati sicuramente in deroga a settembre dalle varie G.I.

È una vergogna di copione , recitato sempre allo stesso modo e presentato , anche da molti giornali che lasciano spazio a certi attori , come una straordinaria concessione che viene fatta al mondo di scuola.
Ultimo pezzo della tragicomedy l'annuncio della firma da dietro il sipario (senza il consenso del popolo per la centesima volta) per il via della sperimentazione del liceo quadriennale, ovvero la diabolica strategia per risparmiare milioni di euro tagliando posti di lavoro ed eliminando le cattedre del quinto anno.

La fast-school vi presenta il liceo di Beep-beep ( ricordate l'uccello velocissimo che il povero coyote non riusciva mai a prendere tanto era veloce?)dove prendi 5 paghi 4 e fai tutto di corsa !
E così ha il via un'altra sceneggiata di basso livello, dove a bruciare quel poco di buono che resta della scuola italiana ci pensano i politici che poco o nulla sanno di cosa sia veramente svolgere un lavoro come quello degli insegnanti, che non sanno cosa vuol dire giungere a 65 anni come il caso di una docente che ha firmato il contratto di ruolo in questi giorni a Palermo e ritrovarsi a dover fare l'anno di prova quando in realtà dovrebbe già programmare come vivere gli anni della pensione.
Un ministro della pubblica istruzione dovrebbe preoccuparsi di come stanno avvenendo in molti usp le assunzioni in ruolo : intervento delle forze dell'ordine per ripristinare e vigilare sullo svolgimento poco chiaro delle procedure, firme poste a mezzanotte, docenti che attendono per ore ed ore senza sedie e con un caldo opprimente , maestre incinte alle quali non viene garantita la presenza di un'ambulanza nei pressi degli edifici dove sono in attesa, convocati da GM che all'improvviso vengono rimandati a casa perché stranamente alcuni posti in ruolo da assegnare sono scomparsi.
E se recitasse il corpo docente questa commedia dal risvolto tragico come sarebbe?
Un copione tutto nuovo , scritto da chi la scuola la vive senza ombra di dubbio avrebbe atti più interessanti ed attori più credibili. La verità è che non abbiamo bisogno di colpi di scena ma di fatti reali che seguano a parole dette e ripetute come una cantilena. La realtà è che la scuola italiana era un vanto del nostro Paese e la preparazione dei nostri ragazzi che si misura non certo con due prove INVALSI, ma con la richiesta estera dei nostri laureati ne è stata a lungo la prova.
Questo copione è da stracciare. La scuola va salvata, tutelata, amata non recitata.