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Un’estate di fuoco, il 2017

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di ROSA MANNETTA

L’estate 2017, è stata l’estate calda, densa di incendi in tutta Italia.

 

 

La cronaca ci ha informato di vasti territori compresi tra l’Abruzzo, il Lazio, la Campania e le Isole, che hanno avuto per giorni, vari e vasti focolai: un incubo continuo. Si fermava il fuoco da una parte, per poi correre a spegnere in un altro punto. Insomma, il fuoco è stato sempre in azione! Perché tutto ciò? Lo chiedo ad Anna, nel bar Maracuja. Ed Anna mi risponde: “Ho visto giorni fa, un articolo che riguardava il direttore della Scuola Forestale, Silvano Landi. In una intervista, Landi dichiarava: “Se il Corpo Forestale è stato annientato, è merito della riforma Madia. Ora ne vediamo le conseguenze sulla lotta agli incendi. Siamo tornati indietro di 40 anni”. Anna è molto informata e racconta: “Migliaia di allievi forestali hanno studiato sui libri di Landi. Il forestale ha competenze di botanica, chimica e di meteorologia. Le squadre di forestali non ci sono più. Gli incendi non si spengono solo con un canadair. I forestali conoscevano i terreni e sapevano come fare il lavoro di contenimento sulle fiamme. Il danno della riforma è che il nostro Paese, pagherà sempre più, per gli incendi dolosi. So tante cose, perché mio fratello è stato nel corpo forestale. Mi dispiace che il corpo forestale sia stato militarizzato. E secondo me, doveva diventare solo più funzionale”. Questo è l’amaro sfogo di Anna. In effetti, il bisogno di razionalizzare le forze di polizia, non doveva eliminare il Corpo Forestale, che era composto da squadre di esperti. L’estate sta per terminare, andremo verso l’autunno e arriveranno le prime piogge, con frane e alluvioni. Un esempio, è ciò che è successo, sul Vesuvio. Il Vesuvio è stato in fiamme, per giorni e giorni. La preoccupazione più grande, adesso, è rivolta alle prime violente piogge: la montagna senza la protezione delle radici, diventa fragile e un acquazzone, potrebbe trasformare il terreno in fango e causare una frana. In questa ipotesi, sono in pericolo tutti i comuni vesuviani. Questo è solo un esempio. In pericolo, sono tutti i territori che hanno subito gli incendi: questo è il fenomeno del dissesto idrogeologico con frane e cadute di massi. Perché non pensiamo a queste conseguenze? E tra riforme discutibili, tra le cause naturali e i motivi dolosi degli incendi, si è distrutta la vegetazione, la protezione naturale verso le infiltrazioni della pioggia. Ha un senso tutto ciò? E’ come scoprire un ampio squarcio mentre si naviga e non si sa come affrontare la situazione. Dino Campana scriveva.”...La notte accesa in tutto il suo brulicame di stelle e di fiamme”. E che la notte, ci conduca a essere più vigili.