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Vitalizi: privilegi infiniti

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di ROSA MANNETTA

Di recente Ugo Sposetti senatore Pd, ha dichiarato: “I nostri vitalizi non si toccano".

 

 

Sono molti ad essere contrari al provvedimento e che come, pensano, che occorra difendere il Parlamento e chi ci lavora”. Questa affermazione ha causato parecchie controversie: ci sono coloro che la approvano e coloro che non la approvano affatto. Al bar Maracuja, avvengono le mie interviste e chiedo ad Angelica cosa ne pensa delle parole di Sposetti. Angelica afferma: “Il nostro stato sociale vive sulle incongruenze. Questo è un fatto storico. Non voglio dare lezioni, ma sarò veloce. Ricordo che Rousseau nel “Discorso sull’ineguaglianza”, ha spiegato che i ricchi e i potenti potevano sanzionare la proprietà privata e quindi, tramite il contratto sociale, fu istituzionalizzata la diseguaglianza. Alla fine, la diseguaglianza è una caratteristica della società umana. Fatta questa premessa, voglio dire che stiamo vivendo un periodo durissimo. Noi giovani, non troviamo lavoro. E quando i nostri genitori, non vivranno più, avremo problemi a vivere, senza nessun contributo economico. Io, ho un lavoro precario. Vivo da sola. I miei genitori non ci sono più. Riesco ad andare avanti perché do anche lezioni private. Sfrutto al meglio la mia laurea. Il problema dei vitalizi e la loro difesa da parte di alcuni esponenti del Parlamento, fa capire, quanto sia radicato il gusto di vivere alle spalle dei cittadini italiani”. Queste parole evidenziano il malessere di tante persone. I fatti che accadono sono fuori controllo. In che senso? Parliamone: i recenti fatti di cronaca, da Noemi,la sedicenne uccisa dal fidanzatino, al caso di violenza della donna tedesca, a Roma, in pieno centro, fanno comprendere che il senso civico sia calpestato, che il senso civile, sia disprezzato, che il senso etico, sia svanito. E’ questo il codice morale che prevale o deve prevalere? E se alcuni esponenti del Parlamento, difendono i vitalizi, è bassezza morale? E’ bassezza morale non garantire la sicurezza in pieno centro, a Roma, la capitale d’Italia? Non è solo bassezza morale, è barbarie. E’ barbarie intesa come inciviltà. In particolare, sembra che siamo indirizzati verso una forma di comportamento gretto in vari settori, dagli ambienti lavorativi, alla quotidianità. Esiste un falso clima di gerontocrazia. La sfiducia dilagante non può diventare sperimentazione esistenziale. Il rischio è quello di relegare i giovani a larve del futuro. Ma questo rischio, ai politici non interessa. Questo rischio è fuori dal loro orizzonte cognitivo. Loro devono difendere i vitalizi. O no? Tiziano Terzani scriveva: “A volte bisogna saper fare altre cose”. Di conseguenza, si può dopo la fine di una  legislatura, trovare un lavoro e vivere con quel lavoro. A cosa serve un vitalizio a fine legislatura? Ritengo che sia un’offesa al cittadino che non arriva a fine mese e muore di fame. E se ha fortuna, va alla mensa dei poveri.