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Sfrattata a 95 anni: storia di una follia

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di ROSA MANNETTA

Qualche giorno fa, la signora Giuseppina è stata sfrattata a 95 anni.


La storia di Giuseppina è questa: ad un anno dal sisma, il governo non le ha assegnato una casa e lei ha sempre voluto trovare una soluzione. In pratica, non si è mai arresa e si è adattata a vivere in una casetta di legno. Una casetta che le hanno donato le figlie. Le figlie hanno rispettato tutte le norme: il nulla osta geologico, l’autorizzazione della comunità montana. Alla fine, è mancata l’autorizzazione paesaggistica e su questa mancanza, i giudici hanno intimato alla signora Giuseppina di lasciare la sua casetta, diventata abusiva, entro il mese di dicembre. Giuseppina quando ha saputo che doveva lasciare la sua casetta ha detto: “Io sono onesta. Non mi possono cacciare. Andrò via solo da morta”. La signora ultranovantenne, sa che la sua casetta potrà essere abbattuta dalle ruspe. Lei, è una donna forte che ha sempre lavorato. E al caffè Maracuja, davanti ad una gustosa fetta di crostata, intervisto Giovanna. Giovanna mi racconta: “La vicenda di nonna Giuseppina ha sconvolto un po’ tutti. Diciamolo, a 95 anni, si può avere uno sfratto? Una signora ultranovantenne, può subire questo dolore? Ha senso vedere le sue lacrime? Parlo di una signora che ha subito il trauma del terremoto, della distruzione della sua casa e delle sue cose. Una signora che ha voluto reagire al sisma, vivendo da sola nella casetta di legno. Ha preferito la sua indipendenza. Mesi prima è stata ospite di una figlia e poi ha insistito affinché tornasse nel suo piccolo borgo. Io penso che a 95 anni, ogni giorno è un giorno in più da vivere. Lasciamo vivere in serenità questa signora. Questo è il mio parere”. Giovanna ha espresso parole giuste. La signora ultranovantenne, non deve subire lo sfratto. Come si fa a eliminare in lei la certezza di avere un tetto? La parola “terremoto”, mi ricorda il discorso del Presidente Sandro Pertini, avvenuto il 26 novembre del 1980. In quel discorso rivolse un appello a tutti gli italiani che dovevano aiutare le popolazioni colpite dal sisma del 23 novembre; invocò la solidarietà e l’urgenza a provvedere ai bisogni dei superstiti. E sicuramente, il Presidente Pertini, non avrebbe mai permesso che una ultranovantenne, subisse uno sfratto. Secondo notizie più recenti, la signora Giuseppina può restare nella casetta, grazie ad una sanatoria. Il consulente della Regione ha consigliato alla famiglia di richiedere al Tar, una sospensiva immediata dell’ordinanza di abbattimento. In primis, occorre sperare che i tempi burocratici siano celeri: verrà l’inverno e la nonnina, non potrà vivere in un container. Ma perché colpire una signora debole e indifesa? Perché la casta permette di colpire i deboli, quelli che non hanno privilegi? Leonardo Sciascia scriveva: “Noi siamo vittime di intrighi e siamo disprezzati dai potenti”. Tutto ciò è accaduto alla signora Giuseppina.