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Studenti violenti, genitori prepotenti: tutela per i docenti

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di LUIGINA FAVALE

"Studente al liceo sferra un pugno alla sua professoressa", "Adolescenti picchiano a sangue dirigente scolastico", " Madre di studentessa prende a schiaffi docente in aula", questi alcuni dei titoli di Link che hanno fatto il giro del web in pochi giorni ma anche notizie confermate dalle autorità sui giornali, radio e TV a distanza ravvicinata l'una dall'altra.

Come spesso accade le notizie sembrano seguire la strana logica della diffusione a macchia d'olio. Soprattutto le brutte notizie, assumono sempre l'aspetto di un contorno piccante nel quale intingere le  pseudo teorie psicologiche  barra comportamentali nel tentativo magari di ricamare su la lettera scarlatta della colpa.

Già, di chi è colpa?


Maestri, professori, dirigenti che hanno da sempre rappresentato l'autorità, "contenitori" del sapere, " portatori" di regole e buone pratiche educative si ritrovano dopo un rapido cambiamento di rotta ad essere bersaglio dei pirati della scuola!

Il rispetto verso chi aiuta a crescere e verso chi ha da insegnare sembra secondario di fronte alle "necessità" dei ragazzi, dei bambini, dei figli.

Incapaci di dire NO ai capricci infantili, molti genitori stanno crescendo figli a loro volta incapaci di affrontare divieti e regole diverse dal proprio egoismo. E soprattutto questo sta portando sempre di più a non riconoscere autorità, autorevolezza e rispetto nei confronti di categorie che per anni hanno goduto dei riconoscimenti e dell'approvazione sociale.

La continuità con la famiglia, il dialogo educativo tra enti e istituzioni ma soprattutto il rapporto uno ad uno con i propri studenti ha pedagogicamente significato un interscambio positivo di idee e di intenti e spesso anche di risultati, ma non ha preservato la scuola e i suoi operatori da grossi rischi. Tant'è infatti che ci siamo ritrovati nelle cronache periodiche per essere vittime delle ansie adolescenziali, dei malumori dei genitori e talvolta della maleducazione dei ragazzi. Siamo sicuri infatti che la colpa sia della difficoltà di un maestro ad approcciarsi con gli alunni o invece non ricada su una aggressività spesso incontrollata e frustrata dettata anche dalla scarsa educazione al rispetto dell'adulto delle regole, dell'autorità e  dalla poca considerazione  ormai sociale di cui è vittima l'intera categoria docenti?

Forse opterei per questa ultima. Aprire i cancelli della scuola va bene ma mettendo dei guardrail che non facciano uscire fuori pista. Ci vuole la regola perché offrire troppo può portare ad un eccesso di confidenza e peggio ancora ad un eccessivo e spropositato controllo sociale sulle categorie sbagliate.
Aprire i cancelli della scuola ai non.addetti ai lavori va bene ma controllandone la sicurezza : è ora che lo Stato intervenga a protezione e tutela di chi lo rappresenta ogni giorno entrando in aule spesso troppo densamente popolate o scarsamente pulite, dove non sa,se e per quanto tempo resterà visto che la precarietà ormai è più certa delle tasse, in cui non ha più libertà dell'insegnamento perché perseguitato dalla burocrazia imperante di curricula verticali , orizzontali , obliqui e traversi, di registri elettronici password e account vari !

Lo Stato deve intervenire per garantire i diritti non solo di chi lavora ma per tutelare proprio quegli stessi ragazzi e studenti che saranno  poi i nostri futuri cittadini .